-
Ehi Forrest...
-
avevi paura in Vietnam?
-
Sì.
-
Beh, io...
-
non so.
-
A volte smetteva di piovere
quel tanto da...
-
lasciar uscire le stelle...
-
e allora era bello.
-
Era come prima che il sole
andasse a dormire nella baia.
-
C'erano sempre
milioni di luccichii sull'acqua...
-
come su quel lago in montagna.
-
Era così limpido,
-
era come se...
-
ci fossero due cieli,
uno sopra l'altro.
-
E poi nel deserto,
quando il sole sorgeva...
-
non saprei dire dove...
-
finiva il Paradiso
e iniziava la Terra.
-
Era bellissimo.
-
Avrei voluto essere lì con te.
-
Ma tu c'eri.
-
Ti voglio bene.
-
(Forrest) Sei morta un sabato mattina.
-
E ti ho fatto mettere qui,
sotto il nostro albero.
-
E la casa di tuo padre
-
l'ho fatta buttare giù.
-
(Forrest) Mamma...
-
diceva sempre...
-
che morire fa parte della vita.
-
Vorrei non fosse così.
-
Il piccolo Forrest...
-
se la cava benissimo.
-
(bambino) "Ma..."
-
(Forrest) Tra poco ricomincia la scuola,
-
e io gli preparo colazione,
pranzo e cena, tutti i giorni.
-
Mi assicuro che...
-
si pettini
e si lavi i denti tutti i giorni.
-
Gli insegno a
giocare a Ping-Pong.
-
Ok.
-
(Forrest) È proprio bravo.
-
Forrest, tocca a te.
-
(Forrest) Peschiamo tanto.
-
Ogni sera leggiamo un libro...
è così intelligente, Jenny.
-
Ne saresti orgogliosa.
-
Io lo sono.
-
Ti ha scritto una... lettera.
-
E mi ha detto di non leggerla.
-
Non lo farò,
perciò la lascio qui per te.
-
Jenny...
-
Non so se mamma
avesse ragione o se...
-
l'avesse il tenente Dan.
-
Non so...
-
se ognuno di noi ha un...
-
destino...
-
o se siamo
casualmente portati in giro
-
da una brezza...
-
ma... credo...
-
forse le due cose.
-
Forse capitano
allo stesso momento.
-
Ma mi manchi, Jenny.
-
Se hai bisogno di qualcosa...
-
non sarò molto lontato.