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← Un tributo agli infermieri

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Showing Revision 23 created 10/18/2018 by Silvia Fornasiero.

  1. Come pazienti,
  2. di solito ci ricordiamo
    i nomi dei nostri dottori,
  3. ma ci scordiamo spesso
    i nomi degli infermieri.
  4. Io me ne ricordo uno.
  5. Ho avuto un cancro al seno pochi anni fa
  6. e in qualche maniera sono riuscita
    a superare le operazioni
  7. e stavo abbastanza bene
    all'inizio della cura.
  8. Potevo nascondere
    quello che stava succedendo.
  9. Non lo dovevano sapere
    necessariamente tutti.
  10. Potevo accompagnare mia figlia a scuola,
  11. potevo uscire a cena con mio marito;
  12. potevo ingannare le persone.
  13. Ma poi hanno deciso l'inizio
    della chemioterapia
  14. e questo mi terrorizzava
  15. perché sapevo che avrei perso
    ogni singolo pelo e capello del mio corpo
  16. per il tipo di chemio che avrei fatto.
  17. Non sarei stata più in grado di fingere
  18. che fosse tutto normale.
  19. Ero spaventata.

  20. Sapevo cosa significava essere trattata
    da tutti con i guanti di velluto,
  21. e volevo solo sentirmi normale.
  22. Avevo un catetere collegato al petto.
  23. Sono andata al mio primo giorno
    di chemioterapia
  24. ed ero emotivamente a pezzi.
  25. La mia infermiera, Joanne,
    entrò dalla porta
  26. e ogni parte del mio corpo mi diceva
    di alzarmi dal quella sedia
  27. e di correre via.
  28. Ma Joanne mi guardò e mi parlò
    come se fossimo vecchie amiche.
  29. Poi mi chiese:
  30. "Dove ti sei fatta quei colpi di sole?"
  31. (Risate)

  32. E io pensai, mi stai prendendo in giro?

  33. Mi stai parlando dei miei capelli
    quando sono sul punto di perderli?
  34. Ero un po' arrabbiata,
  35. e le risposi: "Sul serio? Capelli?"
  36. Scrollando le spalle mi disse:
  37. "Ricresceranno".
  38. Mi disse l'unica cosa
    che avevo trascurato,
  39. cioè che prima o poi
    la mia vita sarebbe tornata normale.
  40. Ci credeva davvero.
  41. Quindi ci ho creduto anch'io.
  42. Ora, preoccuparsi della caduta dei capelli
    mentre stai combattendo il cancro

  43. può sembrare sciocco lì per lì,
  44. ma non ti preoccupi solo
    di come apparirai.
  45. Ti preoccupi del fatto che tutti
    ti tratteranno con delicatezza.
  46. Joanne mi ha fatto sentire normale
    per la prima volta in sei mesi.
  47. Abbiamo parlato dei suoi fidanzati,
  48. abbiamo parlato
    di appartamenti a New York,
  49. e abbiamo parlato di come
    ho reagito alla chemioterapia,
  50. tante cose messe assieme.
  51. Mi sono sempre chiesta,
  52. come riusciva istintivamente
    a sapere come parlarmi?
  53. Joanne Staha e la stima che avevo di lei

  54. hanno segnato l'inizio del mio percorso
    nel mondo degli infermieri.
  55. Pochi anni dopo, mi chiesero
    di fare un progetto
  56. che avrebbe celebrato
    il lavoro degli infermieri.
  57. Ho iniziato con Joanne,
  58. e ho incontrato oltre 100 infermieri
    in tutto il paese.
  59. Ho passato cinque anni a intervistare,
    fotografare e filmare infermieri
  60. per un libro e un film documentario.
  61. Con il mio team,
  62. abbiamo deciso un percorso in America
    che ci avrebbe portato in luoghi
  63. che trattano alcuni dei maggiori problemi
    di salute pubblica del nostro paese:
  64. vecchiaia, guerra, povertà, prigionia.
  65. Quindi siamo andati
  66. dove avremmo trovato la maggior
    concentrazione di pazienti
  67. che affrontavano questi problemi.
  68. Poi abbiamo chiesto agli ospedali e
    alle strutture di indicarci gli infermieri
  69. che meglio li rappresentavano.
  70. Una delle prime infermiere che
    ho incontrato è stata Bridget Kumbella.

  71. Bridget è nata in Camerun,
  72. la più grande di quattro figli.
  73. Suo padre è caduto dal quarto
    piano mentre lavorava
  74. e si è ferito gravemente alla schiena.
  75. Ha parlato molto di come si sentiva
    mentre era steso a terra
  76. e non riceveva il tipo
    di aiuto che gli serviva.
  77. Questo ha spinto Bridget
    a intraprendere la carriera di infermiera.
  78. Ora, come infermiera nel Bronx,
  79. deve prendersi cura di un gruppo
    molto eterogeneo di pazienti,
  80. di tutti i ceti sociali,
  81. e di molte religioni diverse.
  82. Ha dedicato la sua carriera
    a comprendere l'impatto
  83. delle nostre differenze culturali
    quando si parla di salute.
  84. Mi raccontava di un paziene,
  85. un paziente nativo americano,
  86. che voleva portarsi un mucchio di piume
    in terapia intensiva.
  87. Così trovava conforto spirituale.
  88. Lei ha parlato in suo favore
  89. dicendo che i pazienti provengono
    da tante religioni diverse
  90. e usano diversi tipi di oggetti
    per trovare conforto;
  91. che sia un santo rosario
    o una piuma simbolica,
  92. devono essere comunque sostenuti.
  93. Questo è Jason Short.

  94. Jason lavora come infermiere
    negli Appalachi,
  95. quando era giovane, suo padre aveva
    un distributore di benzina e un'officina.
  96. Quindi ha lavorato sulle automobili
    della comunità dove ora è infermiere.
  97. Quando era al college,
  98. non era abbastanza forte
    per diventare un infermiere,
  99. quindi lo ha evitato per anni.
  100. Ha guidato camion per un po' di tempo,
  101. ma il suo percorso di vita lo portava
    sempre verso l'infermieristica.
  102. Come infermiere nei monti Appalacchi
  103. Jason va in posti dove le ambulanze
    non riescono nemmeno ad arrivare.
  104. In questa fotografia, lo vediamo
    su quella che era una strada.
  105. La miniera sulla cima
    della montagna ha allagato la strada
  106. e ora l'unico modo che ha Jason
    per raggiungere i pazienti
  107. che vivono in quella casa e hanno
    la malattia del polmone nero
  108. è quello di guidare il suo SUV
    contro la corrente di questo torrente.
  109. Il giorno in cui ero con lui
    abbiamo rotto il parafango dell'auto.
  110. Il mattino dopo si è alzato,
    ha messo la macchina sul sollevatore,
  111. ha riparato il parafango,
  112. ed è uscito per incontrare il suo
    prossimo paziente.
  113. Ho visto Jason prendersi cura
    di questo signore
  114. con un'enorme compassione,
  115. e sono rimasta colpita vedendo quanto
    sia intimo il lavoro di un infermiere.
  116. Quando ho conosciuto
    Brian McMillion, era inesperto.

  117. Era appena tornato
    da una missione militare
  118. e non era ancora riuscito a tornare
    alla sua vita normale a San Diego.
  119. Parlava della sua esperienza
    come infermiere in Germania,
  120. quando si prendeva cura dei soldati
    che tornavano dal campo di battaglia.
  121. Molto spesso lui era
    la prima persona che vedevano
  122. quando aprivano gli occhi in ospedale.
  123. Lo guardavano mentre erano stesi lì,
  124. amputati,
  125. e la prima cosa che gli chiedevano era:
  126. "Quando posso tornare?
    Ho lasciato i miei fratelli là fuori."
  127. Brian doveva rispondere:
  128. "Tu non andrai da nessuna parte.
  129. Hai già dato abbastanza, fratello".
  130. Brian è sia un infermiere
    che un soldato che ha visto la guerra.
  131. Questo lo mette in una posizione unica
  132. che gli permette di rapportarsi e aiutare
    i veterani di cui si prende cura.
  133. Questa è Sorella Stephem,

  134. lei dirige una casa di riposo
    nel Wisconsin chiamata Villa Loreto.
  135. Possiamo trovare l'intero ciclo
    della vita sotto il suo tetto.
  136. È cresciuta sognando
    di vivere in una fattoria,
  137. così quando ha avuto l'opportunità
    di adottare animali da fattorie vicine,
  138. li ha accolti con entusiasmo.
  139. Nel periodo primaverile,
    gli animali hanno i cuccioli.
  140. Sorella Stephen usa quei cuccioli
    di anatre, capre e agnelli
  141. per fare zooterapia
    ai pazienti di Villa Loreto
  142. che a volte non ricordano
    nemmeno il loro nome,
  143. ma sono felici quando
    tengono in braccio un agnellino.
  144. Il giorno in cui ero con Sorella Stephen,
  145. ho dovuto portarla via da Villa Loreto
  146. per filmare una parte della sua storia.
  147. Prima di andarcene,
  148. è andata nella stanza
    di una paziente in fin di vita.
  149. Si è chinata e ha detto:
  150. "Devo stare via per un giorno,
  151. ma se Gesù ti chiama,
  152. tu vai.
  153. Va dritta alla casa del Signore."
  154. Mentre ero lì ho pensato
  155. che per la prima volta nella mia vita
  156. ho visto che puoi mostrare
    a una persona che la ami veramente
  157. lasciandola andare.
  158. Non dobbiamo trattenerla con tanta forza.
  159. Ho visto più vita
    concentrata a Villa Loreto
  160. che in qualsiasi altro momento
    e luogo in tutta mia vita.
  161. Viviamo in un periodo complicato
    per quanto riguarda la cura della salute.

  162. È facile perdere di vista
    il bisogno di qualità della vita,
  163. non solo di lunghezza della vita.
  164. Con l'arrivo di nuove
    tecnologie salva-vita,
  165. dovremo affrontare decisioni
    veramente complicate.
  166. Queste tecnologie spesso salvano la vita
  167. ma possono anche prolungare le sofferenze
    e il percorso verso la morte.
  168. Ma com'è possibile riuscire
    a navigare in questo mare?
  169. Avremo bisogno di tutto l'aiuto possibile.
  170. Gli infermieri possono avere
    un rapporto unico con noi
  171. grazie al tempo che trascorrono
    accanto al nostro letto.
  172. In questi momenti,
  173. si sviluppa un rapporto
    intimo ed emozionale.
  174. Nell'estate scorsa, il 9 Agosto,

  175. mio padre è morto per un attacco cardiaco.
  176. Mia madre era devastata,
  177. non si riusciva a immaginare
    il suo mondo senza di lui.
  178. Quattro giorni dopo è caduta,
  179. si è rotta l'anca,
  180. è stata operata
  181. e ha dovuto combattere
    per la sua stessa vita.
  182. Ancora una volta mi sono trovata
  183. dalla parte di chi riceve
    le cure degli infermieri,
  184. questa volta per mia madre.
  185. Mio fratello, mia sorella ed io
    le siamo rimasti vicini
  186. per i successivi tre giorni
    di terapia intensiva.
  187. Mentre cercavamo di prendere
    le decisioni giuste
  188. e di seguire il volere di nostra madre,
  189. abbiamo scoperto che dipendevamo
    dall'aiuto degli infermieri.
  190. Ancora una volta,
  191. non ci hanno deluso.
  192. Hanno avuto un intuito straordinario
    nel prendersi cura di mia madre
  193. negli suoi ultimi quattro giorni di vita.
  194. Le hanno dato conforto
    e sollievo dal dolore.
  195. Hanno spinto me e mia sorella a vestire
    mia madre con una bella camicia da notte,
  196. per lei non aveva molta importanza,
  197. ma per noi significava molto.
  198. Hanno saputo svegliarmi in tempo
    per gli ultimi respiri di mia madre.
  199. E poi sapevano quanto tempo
    lasciarmi nella stanza
  200. con mia madre dopo la sua morte.
  201. Non ho idea di come
    sapessero queste cose,

  202. so solo che gli sarò eternamente grata
  203. per avermi guidata ancora una volta.
  204. Grazie mille.

  205. (Applausi)