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Grilli all'Avana: tra scienza e la stampa
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In risposta ad alcuni presunti "attacchi sonici"
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contro personale diplomatico USA a Cuba,
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Donald Trump ha congelato le relazioni con l'isola,
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ha sospeso la consegna dei visti,
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ha espulso 15 funzionari dell'Ambasciata cubana
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a Washington ed ha emesso
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una raccomandazione ufficiale di non recarsi
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sull'isola.
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Vi ricordate?
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Poiché un recente studio ha dimostrato
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che i misteriosi "attacchi acustici", in realtà,
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non sono stati altro che il frinire stridente dei grilli
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nella loro fase di accoppiamento.
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La ricerca di un'equipe dell'Università di Berkeley
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(California) e di Lincoln (Regno Unito) ha fatto
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notizia nella maggior parte dei grandi media
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di tutto il mondo, che l'hanno accettata
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come credibile e conclusiva.
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Curioso, perché più di un anno fa un comitato
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di esperti di questioni acustiche di Cuba è giunto
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alla stessa conclusione: che i campioni audio
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analizzati potessero solo corrispondere al suono
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delle cicale o dei grilli, la cui esposizione per lungo
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tempo può produrre, nelle persone, perdita uditiva,
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irritazione ed ipertensione.
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Ma credete che qualcuno dei media che oggi
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danno per concluso lo spettacolo degli attacchi
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acustici abbia prestato la minima attenzione
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al gruppo scientifico di una piccola isola
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del Terzo Mondo?
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Un altro esempio del valore che la stampa
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attribuisce alla scienza secondo il paese in cui
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si sviluppa.
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Il canale tedesco Deutsche Welle
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ha recentemente intitolato che "Cuba e USA
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creano un promettente farmaco contro il cancro".
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Una notizia eccellente, senza dubbio,
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se fosse vera.
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Perché Cuba e USA non hanno creato
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un farmaco. È stata Cuba.
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Il Centro di Immunologia Molecolare dell'Avana
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ha sviluppato diversi vaccini contro vari tipi
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di cancro, come CIMAvax, e ora,
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insieme al suo omologo USA,
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il Roswell Park Center di New York, ha creato
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una joint venture sull'isola.
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Così, entrambe le entità condurranno
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nuove ricerche, sperimentazioni cliniche e
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potranno esportare farmaci negli USA.
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Il Roswell Park è un centro di punta
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a livello mondiale, senza dubbio,
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ma non ha partecipato alla creazione del farmaco
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menzionato dal canale tedesco.
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Ed è che i risultati della comunità scientifica
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di un paese del Sud sembrano dar fastidio
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alla stampa europea.
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Una stampa che, inoltre, nasconde al suo pubblico
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dati informativi essenziali.
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Ad esempio, affinché possa capire perché
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entrambi i centri non hanno potuto portare avanti,
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fino ad ora, questo speranzoso progetto comune.
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L'agenzia EFE, in una nota pubblicata
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da diversi giornali, assicurava che la nuova
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joint venture "consentirà al paese nordamericano
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di importare farmaci anti-cancro
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a cui in precedenza non aveva accesso".
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E perché non avevano accesso, i pazienti USA
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con carcinoma polmonare avanzato,
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ad un vaccino prodotto in un paese ad appena
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90 miglia?
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La nota ci dice che, nel 2015, il Roswell Park
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"ha potuto completare i requisiti burocratici
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per portare negli USA (il vaccino) CIMAvax,
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che Cuba esportava in altri paesi".
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Ma erano solo "requisiti burocratici"
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che lo impedivano?
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No. Sono le leggi del blocco all'Isola che
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proibiscono l'importazione di prodotti cubani,
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comprese le medicine.
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E solo ora una licenza speciale e specifica
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lo ha permesso.
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La stampa internazionale dovrebbe informare
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sull'impatto del blocco sulla salute,
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sia sulle persone degli USA che di Cuba.
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L'Umanità dovrebbe conoscere casi come
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quello dei tre minori cubani,
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con tumori al Sistema Nervoso Centrale,
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che non possono essere trattati con Temozolomide
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perché le aziende USA, Pfizer e
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Bristol-Myers Squibb, in conformità con le leggi
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del blocco, non li vendono a Cuba.
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Ma per questo necessita una stampa
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senza pregiudizi e, soprattutto, … responsabile.