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Nel buddhismo parliamo del Nirvana,
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che è la cessazione di tutte le sofferenze.
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Nirvana significa la cessazione,
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l’estinzione di tutte le sofferenze.
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Ma la nostra sofferenza viene
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dalle nostre percezioni erronee. l’ignoranza (avidya), l’incomprensione.
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Perciò la pratica della meditazione,
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la pratica della visione profonda,
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ha lo scopo di rimuovere le percezioni erronee da noi.
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Se siamo in grado
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di rimuovere le percezioni erronee,
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siamo anche liberi di liberarci dalle afflizioni
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e dalla sofferenza che scaturiscono sempre dalle percezioni erronee.
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Tu hai percezioni erronee su di te
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e sugli altri.
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E gli altri hanno percezioni erronee su se stessi e su di te.
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Questa è la causa della paura,
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della violenza, dell’odio.
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È il motivo per cui cercare di eliminare le percezioni erronee
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è l’unica via per la pace.
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È il motivo per cui il Nirvana equivale
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all’eliminazione di tutte le percezioni erronee.
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Quando elimini le percezioni erronee,
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elimini la sofferenza.
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Meditando profondamente scoprirai che
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persino idee come essere e non essere,
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nascita e morte, venire e andare, sono idee sbagliate.
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Se riesci a toccare la realtà in profondità
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comprenderai che la realtà ultima
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è libera dalla nascita, dalla morte
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dal venire, dall’andare,
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dall’essere, dal non essere.
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Perciò il Nirvana è per prima cosa
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l’eliminazione delle nozioni, delle idee
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che costituiscono la base dell’incomprensione e della sofferenza.
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Se hai paura della morte,
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del nulla, del non essere,
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è perché hai percezioni sbagliate sulla morte e sul non essere.
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Lo scienziato francese Lavoisier ha detto
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che non c’è nascita né morte.
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Ha semplicemente osservato la realtà intorno a sé
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ed è arrivato alla conclusione che
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nulla si crea e nulla si distrugge.
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Quando guardi una nuvola pensi che
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la nuvola sia un “essere”
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e più tardi, quando la nuvola diventa pioggia, non vedi più la nuvola
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e dici che la nuvola non c’è più,
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la descrivi come “non essere”.
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Ma se guardi in profondità
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puoi vedere la nuvola nella pioggia.
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Perciò per la nuvola è impossibile morire.
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Una nuvola può diventare pioggia, neve o ghiaccio,
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ma una nuvola non può diventare nulla.
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Perciò la nozione di morte
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non può essere applicata alla realtà.
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C’è una trasformazione, c’è una continuazione,
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ma non si può dire che ci sia la morte.
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Perché nella tua mente
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morire significa che da qualcosa improvvisamente diventi niente;
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da qualcuno improvvisamente diventi nessuno.
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Così la nozione di morte non può essere applicata alla realtà,
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sia per una nuvola, sia per un essere umano.
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Il Buddha non è morto.
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Il Buddha ha solo continuato tramite il suo Sangha e il suo Dharma
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e puoi toccarlo
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nel qui e ora.
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Perciò idee come nascere, morire,
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venire, andare, essere e non essere
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dovrebbero essere eliminate dalla pratica del guardare in profondità.
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Quando elimini queste nozioni,
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sei libero/a e non hai alcuna paura.
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L’assenza di paura è il vero fondamento
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di una grande felicità.
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Se c’è la paura nel tuo cuore,
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la felicità non può essere perfetta.
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Perciò il Nirvana non è qualcosa
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che puoi ottenere nel futuro.
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Il Nirvana è la capacità di eliminare le nozioni erronee,
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le percezioni erronee,
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che è la pratica della libertà.
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Nirvana può essere tradotto come “libertà”, libertà dai punti di vista.
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Nel Buddhismo, tutte le opinioni sono opinioni sbagliate.
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Quando entri in contatto con la realtà,
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non hai più opinioni.
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Hai la saggezza, hai un incontro diretto con la realtà
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e ciò non può più essere
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considerato come opinioni.