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← Essere genitori in una zona di guerra

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Showing Revision 59 created 03/26/2017 by Alessandra Tadiotto.

  1. Nel mondo, oltre un miliardo e mezzo
    di persone vivono in un conflitto armato.
  2. Di conseguenza, sono costrette
    a fuggire dal loro paese,
  3. creando oltre 15 milioni di rifugiati.
  4. I bambini, senza dubbio,
  5. sono le vittime più innocenti
    e vulnerabili,
  6. non soltanto per
    gli ovvi pericoli fisici,
  7. ma per gli effetti spesso taciuti che
    le guerre hanno sulle loro famiglie.
  8. Le esperienze di guerra espongono
    i bambini a un alto rischio
  9. di sviluppare problemi
    affettivi e comportamentali.
  10. I bambini, come possiamo immaginare,
  11. si sentiranno in ansia,
    minacciati e a rischio.
  12. Ma c'è una buona notizia.
  13. La qualità delle cure che
    ricevono dalle loro famiglie
  14. può avere un effetto molto
    importante sul loro benessere,
  15. rispetto alle esperienze di
    guerra alle quali sono stati esposti.
  16. Pertanto, i bambini
    possono essere protetti
  17. da un comportamento genitoriale caloroso
    e sicuro durante e dopo la guerra.
  18. Nel 2011, frequentavo il
    primo anno di Dottorato

  19. alla facoltà di Scienze Psicologiche
    dell'Università di Manchester.
  20. Come molti di voi qui,
  21. ho seguito la crisi in Siria
    dispiegarsi davanti a me in TV.
  22. La mia famiglia è originaria della Siria,
  23. e molto presto,
  24. ho perso molti familiari in
    modi davvero orribili.
  25. Mi sedevo con la mia
    famiglia a guardare la TV.
  26. Tutti abbiamo visto quei luoghi:
  27. le bombe che distruggevano gli edifici,
  28. caos, distruzione
  29. le persone che urlavano e correvano.
  30. Ciò che mi faceva più male era vedere
    le persone che urlavano e correvano,
  31. specialmente gli occhi
    terrorizzati dei bambini.
  32. Ero madre di due bambini
    naturalmente curiosi.
  33. Allora avevano cinque e sei anni,
  34. un'età in cui generalmente
    fanno davvero tante domande,
  35. e si aspettano risposte
    reali e convincenti.
  36. Così, ho iniziato a chiedermi
    come ci si potrebbe sentire
  37. ad essere genitore in una zona di guerra
    in un campo per rifugiati.
  38. I miei figli cambierebbero?
  39. Gli occhi luminosi e felici di mia figlia
    perderebbero il loro splendore?
  40. La natura pacata e gioiosa di mio figlio
    muterebbe in paura e ritiro sociale?
  41. Come potrei fronteggiare tutto questo?
  42. Cambierei anch'io?
  43. Come psicologi e consulenti genitoriali,

  44. sappiamo che fornire ai genitori
    competenze per la cura dei loro figli
  45. può avere un effetto
    enorme sul loro benessere,
  46. e lo abbiamo chiamato
    "formazione genitoriale".
  47. La domanda che mi ero posta era:
  48. "Possono questi programmi di formazione
    essere d'aiuto alle famiglie
  49. che si trovano in zone di
    guerra o in campi per profughi?
  50. Possiamo raggiungerle con la
    consulenza e la formazione
  51. che potrebbe aiutarle mentre
    affrontano questo conflitto?"
  52. Così mi sono rivolta al mio supervisore,
  53. la Professoressa Rachel Calam,
  54. con l'idea di usare le mie competenze
    accademiche nel mondo reale.
  55. Non sapevo esattamente
    cosa avrei fatto.
  56. Ha ascoltato attentamente e con pazienza,
  57. e dopo, vista la mia gioia ha detto:
  58. "Se è quello che vuoi fare,
    e significa tanto per te,
  59. allora facciamolo."
  60. "Troviamo un modo per vedere
    se la formazione genitoriale
  61. può essere utile alle famiglie
    che vivono in questi contesti".
  62. Per i cinque anni successivi,
    con i miei colleghi --

  63. Prof. Calam and Dr. Kim Cartwright --
  64. abbiamo lavorato sui metodi
    per sostenere le famiglie
  65. che hanno vissuto guerra e sradicamento.
  66. Ora, per sapere come aiutare le
    famiglie che hanno vissuto il conflitto
  67. a supportare i loro figli,
  68. il primo passo deve ovviamente essere
    il chiedere contro cosa stanno lottando,
  69. giusto?
  70. Voglio dire, mi sembra ovvio.
  71. Ma sono spesso i più vulnerabili,
  72. quelli che cerchiamo di aiutare,
  73. che in realtà non chiedono aiuto.
  74. Quante volte abbiamo dato per scontato
    di conoscere il giusto rimedio
  75. in grado di aiutare qualcuno
    senza prima chiedere?
  76. Così, ho viaggiato lungo i campi
    profughi in Siria e in Turchia,

  77. e ho intervistato famiglie,
    e ho ascoltato tanto.
  78. Ho ascoltato le loro sfide educative,
  79. ho ascoltato le loro lotte come genitori
  80. e ho ascoltato la loro richiesta di aiuto.
  81. Qualche volta volevano solo conforto,
  82. come se volessero solo
    tenere le mie mani
  83. e stare insieme a piangere
    in silenzio e a pregare.
  84. Mi hanno raccontato delle loro sofferenze,
  85. mi hanno detto delle condizioni
    dure e difficili dei campi profughi
  86. dove ci si può solo concentrare
    su faccende quotidiane
  87. come raccogliere acqua pulita.
  88. Mi hanno detto che hanno
    visto i loro figli isolarsi;
  89. per tristezza, depressione, rabbia,
  90. enuresi, succhiamento del
    pollice, paura di rumori forti,
  91. paura degli incubi,
  92. incubi davvero terrificanti.
  93. Queste famiglie hanno vissuto
    quello che noi abbiamo visto in TV.
  94. Le madri,
  95. circa la metà sono vedove di guerra,
  96. o non sanno neppure se i loro
    mariti siano morti o vivi,
  97. si sentivano non in grado
    di affrontare la situazione.
  98. Hanno visto i loro figli cambiare e
    non avevano idea di come aiutarli.
  99. Non sapevano che risposte dare
    alle loro domande.
  100. Ho trovato sorprendente e motivante

  101. che queste famiglie fossero molto
    motivate a sostenere i loro figli.
  102. Nonostante tutte le
    sfide che affrontavano,
  103. stavano provando ad aiutare i loro figli.
  104. Stavano facendo dei tentativi per cercare
    supporto dagli operatori delle ONG,
  105. dagli insegnanti dei campi profughi,
  106. dai medici,
  107. da altri genitori.
  108. Una madre che ho incontrato era
    in un campo da quattro giorni,
  109. e aveva già fatto due tentativi
  110. per cercare aiuto per
    la figlia di otto anni,
  111. che aveva incubi terrificanti.
  112. Ma purtroppo, questi tentativi
    erano quasi sempre inutili.
  113. I medici dei campi
    profughi, se disponibili
  114. sono quasi sempre troppo occupati,
  115. o non hanno la conoscenza o il tempo
    per dare sostegno genitoriale di base.
  116. Gli insegnanti dei campi profughi e
    gli altri genitori sono come loro --
  117. parte di una nuova comunità di rifugiati
    che sta lottando con nuovi bisogni.
  118. Così abbiamo cominciato a chiederci:

  119. "Come possiamo aiutare queste famiglie?"
  120. Le famiglie stanno lottando contro
    cose molto più grandi di loro.
  121. La crisi in Siria ha chiarito
  122. l'impossibilità di raggiungere le
    famiglie a livello individuale.
  123. Come possiamo aiutarle in altro modo?
  124. Come possiamo raggiungere
    le famiglie nel loro insieme
  125. e mantenere bassi i costi
  126. in questi momenti di terrore?
  127. Dopo aver parlato per ore
    con operatori delle ONG,

  128. uno di loro ha avuto l'idea
    fantastica e innovativa
  129. di distribuire informazioni ai genitori
    su opuscoli in involucri di pane.
  130. Involucri di pane che sarebbero stati
    spediti alle famiglie nelle zone di guerra
  131. da operatori umanitari.
  132. E così abbiamo fatto.
  133. L'involucro del pane non è
    cambiato molto in apparenza,
  134. se si escludono i due
    fogli di carta in più.
  135. Uno era un volantino con consulenze
    di base sulla genitorialità, informazioni
  136. che spiegassero le esperienze
    che forse i genitori stavano vivendo
  137. e quelle che i loro figli
    stavano vivendo.
  138. Consigli su cosa potevano fare
    per aiutare sé stessi e i loro bambini,
  139. informazioni su come trascorrere
    del tempo insieme ai propri figli,
  140. mostrando loro più affetto,
  141. essendo più pazienti,
  142. parlando con loro.
  143. L'altro volantino era un questionario,
  144. e, naturalmente, c'era una penna.
  145. Questa è forse una semplice
    distribuzione di opuscoli,
  146. o è realmente un possibile mezzo
    per distribuire primo soccorso psicologico
  147. che fornisca sicure, calorose,
    cure genitoriali?
  148. Ne abbiamo distribuiti 3.000
    in appena una settimana.

  149. La cosa incredibile è che
    abbiamo avuto il 60% di risposte.
  150. Ha risposto il 60 per cento
    su 3.000 famiglie.
  151. Non so quanti ricercatori
    ci siano qui oggi,
  152. ma quella percentuale
    di risposte è fantastica.
  153. Ottenerla a Manchester sarebbe
    considerato un risultato enorme,
  154. figuriamoci in una zona
    di guerra in Siria --
  155. ciò evidenzia quanto importanti
    siano questi messaggi per le famiglie.
  156. Ricordo quanta gioia e impazienza avevamo
    per il ritorno dei questionari.
  157. Le famiglie hanno lasciato
    centinaia di messaggi --
  158. la maggior parte davvero
    positivi e incoraggianti.
  159. Il mio preferito è,
  160. "Grazie per non dimenticarvi
    di noi e dei nostri figli."
  161. Questo dimostra
    le potenzialità insite
  162. nel fornire sostegno
    psicologico alle famiglie,
  163. e nel ricevere feedback.
  164. Immaginate di sostituire
    questo intervento con altri mezzi,
  165. come il latte per bambini
    o il kit per l'igiene femminile,
  166. o ancora, con il cibo.
  167. Ma portiamo questo vicino a casa,

  168. perché l'emergenza profughi
  169. è qualcosa che sta lasciando
    degli effetti su ognuno di noi.
  170. Siamo bombardati con immagini
    quotidiane di statistiche e di foto,
  171. e non c'è da sorprendersi
  172. perché lo scorso mese,
  173. più di un milione di rifugiati
    ha raggiunto l'Europa.
  174. Un milione.
  175. I profughi si stanno unendo
    alle nostre comunità,
  176. stanno diventando i nostri vicini,
  177. i loro figli stanno frequentando
    le stesse scuole dei nostri figli.
  178. Così abbiamo adattato gli opuscoli per
    incontrare i bisogni dei profughi europei,
  179. e li abbiamo messi in rete,
  180. per aree con un altissimo
    flusso di profughi.
  181. Per esempio, il sistema sanitario
    svedese lo ha caricato nei propri siti,
  182. e nei successivi 45 minuti,
  183. è stato scaricato 343 volte,
  184. dimostrando davvero quanto è importante
  185. per volontari, professionisti
    e altri genitori
  186. avere un libero accesso a messaggi
    di primo soccorso psicologico.
  187. Nel 2013, ero seduta sul freddo e duro
    pavimento della tenda di un campo profughi

  188. con altre madri sedute intorno a me
    e stavo conducendo una discussione.
  189. Di fronte a me c'era una donna anziana
  190. con accanto quella che sembrava
    una ragazzina di tredici anni,
  191. con la testa sopra le sue ginocchia.
  192. La ragazza è rimasta in silenzio
    per tutta la discussione,
  193. non ha parlato con nessuno,
  194. le ginocchia poggiate sul suo petto.
  195. Verso la fine della discussione,
  196. mentre ringraziavo le madri
    per il tempo concesso,
  197. la donna anziana mi guardò
    mentre indicava la ragazza,
  198. e mi disse: "Ci può aiutare con... ?"
  199. Non sapevo esattamente
    cosa si aspettasse da me.
  200. Ho guardato la ragazza e le ho sorriso,
  201. e ho detto in arabo,
  202. "Salaam alaikum. Shu-ismak?"
  203. "Come ti chiami?"
  204. Mi ha guardato realmente
    confusa e incurante,
  205. ma dopo ha detto, "Halul."
  206. Halul è il nome per animali domestici
    dal nome arabo femminile, Hala,
  207. ed è usato solo per riferirsi
    a ragazze molto giovani.
  208. A quel punto ha capito che in realtà
    Hala aveva ben più di 13 anni.
  209. Scoprimmo che Hala era una venticinquenne
    madre di tre bambini piccoli.
  210. Hala è stata una madre fiduciosa,
    brillante, affettuosa
  211. per i suoi figli,
  212. ma la guerra ha cambiato tutto.
  213. Ha sentito le bombe
    cadere sulla sua città;
  214. è vissuta in mezzo alle esplosioni.
  215. Quando gli aerei da caccia
    volavano intorno al loro palazzo
  216. sganciando bombe,
  217. i suoi figli urlavano
    terrorizzati dal rumore.
  218. Hala afferrava freneticamente
    i cuscini e copriva le orecchie ai figli
  219. per attutire il rumore,
  220. e nel frattempo gridava lei stessa.
  221. Quando sono arrivati al campo profughi,
  222. e lei ha capito che erano
    in qualche modo al sicuro,
  223. si è ritirata in se stessa per agire
    come la sua parte bambina.
  224. Ha rifiutato totalmente la sua famiglia --
  225. i suoi bambini, suo marito.
  226. Hala semplicemente non poteva più reagire.
  227. Questa è una forma
    di sofferenza genitoriale

  228. con un finale molto duro,
    ma anche molto diffuso.
  229. Coloro che vivono conflitti armati
    e allontanamento dai propri luoghi
  230. affrontano seri problemi emotivi.
  231. Ed è qualcosa che tutti
    noi possiamo comprendere.
  232. Se aveste attraversato un periodo
    devastante nella vostra vita,
  233. se aveste perso qualcuno o
    qualcosa a cui tenevate molto,
  234. come fareste per andare avanti?
  235. Sareste ancora in grado di prendervi cura
    di voi stessi e della vostra famiglia?
  236. Dal momento che i primi anni nella
    vita di un bambino sono cruciali

  237. per un sano sviluppo fisico ed emotivo,
  238. e che 1,5 miliardi di persone stanno
    vivendo in un conflitto armato,
  239. molte delle quali adesso stanno
    vivendo nelle nostre comunità,
  240. non possiamo permetterci
    di essere ciechi
  241. ai bisogni di quelli che stanno vivendo
    guerra e allontanamento dai propri luoghi.
  242. Dobbiamo dare priorità alle
    esigenze delle famiglie --
  243. sia per gli sfollati, sia per i
    profughi in tutto il mondo.
  244. Queste esigenze devono essere prioritarie
    per gli operatori delle ONG, i politici,
  245. l'OMS, l'Alto Commissariato
    per i Rifugiati e per ognuno di noi,
  246. qualunque ruolo svolgiamo
    nella nostra società.
  247. Quando cominciamo a riconoscere
    il conflitto nel viso di ciascuno,

  248. quando cominciamo a notare le
    intricate emozioni dei rifugiati,
  249. cominciamo a vederli come esseri umani.
  250. Cominciamo a vedere le
    esigenze di queste famiglie,
  251. e queste sono le reali
    necessità umane.
  252. Quando queste esigenze
    famigliari sono prioritarie,
  253. gli interventi per bambini
    in ambiti umanitari dovranno
  254. dare priorità e riconoscere il ruolo
    primario della famiglia per i bambini.
  255. La salute mentale delle famiglie
    deve essere prioritaria
  256. a livello internazionale.
  257. Così i bambini entreranno di meno
    nei sistemi dei servizi sociali
  258. dei paesi ospiti,
  259. perché le loro famiglie saranno
    supportate preventivamente.
  260. Abbiamo bisogno di più menti aperte,
  261. più accoglienza, più presa in carico
  262. e più fiducia verso coloro che
    stanno popolando le nostre comunità.
  263. Dobbiamo fermare le guerre.

  264. Dobbiamo costruire un mondo dove i bambini
    possano sognare aerei che sganciano regali
  265. e non bombe.
  266. Fin quando non fermeremo i conflitti
    armati che infuriano in tutto il mondo,
  267. le famiglie continueranno
    ad essere esiliate,
  268. lasciando i loro bambini vulnerabili.
  269. Ma migliorando il supporto
    alla genitorialità,
  270. può essere possibile indebolire i legami
    tra guerra e problemi psicologici
  271. nei bambini e nelle loro famiglie.
  272. Grazie.

  273. (Applausi)