YouTube

Got a YouTube account?

New: enable viewer-created translations and captions on your YouTube channel!

Italian subtitles

← I musei dovrebbero onorare il quotidiano, non solo lo straordinario

Get Embed Code
27 Languages

Showing Revision 10 created 03/04/2019 by TED Translators admin.

  1. La rappresentazione è importante.
  2. Una rappresentazione autentica
    delle donne è importante.
  3. Penso che, troppo spesso, le nostre
    rappresentazioni pubbliche delle donne
  4. siano avvolte nel linguaggio
    dello straordinario.
  5. La prima donna americana a diventare
    una milionaria che si è fatta da sé:
  6. Madam C. J. Walker.
  7. I vestiti delle first ladies
    degli Stati Uniti.
  8. Shirley Chisholm, la prima donna a cercare
  9. la nomina presidenziale
    per il Partito Democratico.
  10. (Applausi)

  11. In quanto curatrice museale,

  12. capisco perché queste storie
    sono così seducenti.
  13. Le donne eccezionali
    sono ispirazione e aspirazione.
  14. Ma queste storie sono limitanti.
  15. Per definizione, essere straordinari
    è non-rappresentativo.
  16. È atipico.
  17. Queste storie non creano una base ampia
    per incorporare la storia delle donne
  18. e non rispecchiano la realtà quotidiana.
  19. Se possiamo applicare collettivamente
    quell'idea radicale
  20. che le donne sono persone,
  21. diventa più facile mostrare
    che le donne come persone sono :
  22. familiari, diverse, presenti.
  23. Nel corso della storia,
    nel quotidiano di tutti
  24. le donne esistono positivamente --
  25. e non è una questione di interpretazione,
    ma un dato di fatto.
  26. E oltre una rappresentazione
    più accurata della vita umana,
  27. includere le donne significa
    tener conto delle esperienze quotidiane
  28. di quasi 3,8 miliardi di persone
    identificate come donne sul pianeta.
  29. Nella famosa scena del museo
    del film "La Pantera Rosa",

  30. un curatore bianco spiega
    in modo errato un artefatto
  31. al personaggio di Micheal B.
    Jordan che vediamo qui,
  32. un artefatto della sua cultura.
  33. La scena ha scatenato dibattiti
    nelle comunità museali
  34. sul chi modella le narrative
    e il pregiudizio ad esse legato.
  35. I musei sono considerati
  36. come una delle più affidabili fonti
    di informazione negli Stati Uniti,
  37. e con centinaia di milioni di visitatori
    provenienti da tutto il mondo,
  38. dovremmo raccontare storie accurate,
  39. ma non lo facciamo.
  40. C'è un movimento nato nei musei stessi
  41. per aiutare a combattere
    questa faziosità.
  42. La semplice accettazione
    che i musei non sono neutrali.
  43. I musei sono didattici.
  44. Attraverso l'esposizione
    di arte ed artefatti,
  45. possiamo incoraggiare la creatività
    e promuovere l'inclusione,
  46. ma siamo colpevoli di una
    rappresentazione storica errata.
  47. Le nostre storie uomo-centriche
    hanno lasciato fuori quelle femminili.
  48. E ci sono verità dure
    sull'essere una donna,
  49. specialmente una donna di colore
    in questa industria,
  50. che ci impedisce di trattare esempi
    inclusivi di vite di donne.
  51. Direzione museale:
  52. a maggioranza bianca e maschile,
  53. nonostante il 60% degli staff museali
    sia composto da donne.
  54. Le possibilità di carriera
    per le donne sono cupe --
  55. ancor di più per le donne di colore.
  56. E la presenza di donne non garantisce
  57. un aumento della rappresentazione
    pubblica delle donne.
  58. Non tutte le donne sostengono
    l'uguaglianza di genere.

  59. Con le parole della teorica
    femminista bell hooks:
  60. "Il patriarcato non ha genere".
  61. Le donne possono sostenere
    il sistema patriarcale
  62. così come gli uomini possono sostenere
    la lotta per l'uguaglianza di genere.
  63. E spesso minimizziamo
    l'importanza dell'intersezionalità.
  64. Marian Anderson fu una delle più
    celebrate voci del XX secolo,
  65. e lo Smithsonian ha recuperato
    il suo vestito del 1939.
  66. Dopo che le bianche figlie della
    rivoluzione americana le vietarono
  67. di cantare alla Constitution Hall
    perché nera,
  68. cantò notoriamente sui gradini
    del Lincoln Memorial,
  69. davanti a un pubblico
    di oltre 75.000 persone.
  70. E in tutte le librerie, e anche nei musei,

  71. si trova ancora la rivoluzionaria
    antologia del 1982, intitolata
  72. "Tutte le donne sono bianche,
  73. tutti i neri sono uomini,
  74. ma alcuni di noi sono coraggiosi".
  75. Le richieste per una maggiore
    rappresentazione delle donne

  76. non include automaticamente
    afro-latine come me,
  77. o donne immigrate, o asiatiche
    o native americane,
  78. o trans, o senza documenti,
  79. o donne over 65 o ragazze,
  80. e la lista potrebbe continuare.
  81. Quindi cosa facciamo?

  82. Delle iniziative mirate hanno aiutato
    a incorporare prospettive
  83. che avrebbero dovuto
    essere sempre state incluse.
  84. Sono arrivata allo Smithsonian
    con un'iniziativa di curatori latini
  85. che, grazie all'assunzione
    di curatori latini,
  86. soprattutto donne,
  87. ha permesso un aumento delle
    rappresentazioni latine nell'istituto.
  88. Ed è servito come modello
  89. per la nostra più ampia Smithsonian
    American Women's History Initiative,
  90. che cerca di ampliare le diverse
    rappresentazioni delle donne
  91. in ogni modo possibile,
  92. così che le donne compaiano
  93. non solo nell'immaginario
    delle nostre realtà contemporanee,
  94. ma nelle nostre rappresentazioni storiche,
  95. perché ci siamo sempre state.
  96. Ma oggi, nel 2018, posso ancora
    entrare in ambienti professionali
  97. ed essere la sola.
  98. La sola persona sotto i 40 anni,
    la sola persona di colore,
  99. la sola nera, la sola latina,
  100. a volte, la sola donna.
  101. Mia madre è afro-americana
    e mio padre è afro-panamense.

  102. Sono orgogliosamente e
    inevitabilmente entrambe.
  103. Come afro-latina, sono una tra milioni.
  104. Come curatrice afro-latina,
    sono una delle poche.
  105. E portare tutta me stessa
    nel mondo professionale
  106. può sembrare un atto di coraggio,
  107. e ammetto che non sono sempre
    stata all'altezza della sfida,
  108. per paura del rifiuto
    o per autoconservazione.
  109. Nelle riunioni, parlavo solo
  110. quando avevo un commento
    ben strutturato da condividere.
  111. Nessuno brainstorming udibile
    o discussioni con i colleghi.
  112. Per molto tempo,
  113. mi sono negata la gioia di indossare
    i miei amati orecchini a cerchio
  114. o la collana con il mio nome al lavoro,
  115. pensando che fossero troppo rumorosi
    o non abbastanza professionali.
  116. (Risate)

  117. Mi chiedevo come la gente avrebbe
    reagito ai miei capelli naturali,

  118. o se mi considerassero più accettabile
    o meno autentica quando li piastravo.
  119. E chiunque si è mai sentito escluso
    dalle rappresentazioni dominanti
  120. capisce che ci sono elementi base
    del nostro essere quotidiano
  121. che possono mettere gli altri a disagio.
  122. Ma siccome mi appassiona
  123. la rappresentazione quotidiana
    delle donne così come siamo,
  124. ho smesso di rappresentare me stessa
    o il mio lavoro in modo non autentico.
  125. E sono stata testata.
  126. Questa sono io che indico
    i miei orecchini in ufficio --
  127. (Risate)

  128. Il mese scorso, mi hanno invitata

  129. a presentare un evento
    Latino Heritage Month.
  130. La settimana della presentazione,
  131. l'organizzazione ha espresso
    delle preoccupazioni.
  132. Hanno definito le mie slide "attiviste",
  133. nell'accezione negativa del termine.
  134. (Risate)

  135. (Applausi)

  136. Due giorni prima della presentazione,

  137. mi chiesero di non mostrare
    un video di due minuti
  138. in favore dei capelli naturali,
  139. perché "poteva creare una barriera
    nel processo di apprendimento
  140. di alcuni partecipanti".
  141. (Risate)

  142. La poesia "Hair" è stata scritta
    e recitata da Elizabeth Acevedo,

  143. una dominicana-americana vincitrice
    del National Book Award del 2018,
  144. ed è apparsa in una mostra
    vincitrice di un premio
  145. da me curata allo Smithsonian.
  146. Cancellai il talk,
  147. spiegando che la loro censura sul mio
    lavoro e su di me mi metteva a disagio.
  148. (Applausi ed esultanze)

  149. La politica della rispettabilità
    e la femminilità idealizzata

  150. influenzano la nostra
    rappresentazione delle donne
  151. e quali donne decidiamo di mostrare.
  152. E quella rappresentazione si è inclinata
    verso affermata e straordinaria
  153. e rispettabile e desiderabile,
  154. che mantiene l'esclusione
    e la marginalizzazione sistematiche
  155. del quotidiano, del normale,
    del sotto-rappresentato
  156. e, di solito, del non-bianco.
  157. Come curatrice museale, voglio
    cambiare questa narrativa.
  158. Ricerco, colleziono e interpreto
    oggetti e immagini significative.
  159. Celia Cruz, la regina della Salsa --
  160. (Esultanze)

  161. sì, è significativa.

  162. E afro-latina.
  163. Lo Smithsonian Institute ha collezionato
    i suoi costumi, scarpe,
  164. ritratti, il suo francobollo
  165. e quest'opera
  166. dell'artista Tony Paralta.
  167. Quando ho raccolto
    e mostrato questo lavoro,
  168. è stata una vittoria
    per le contraddizioni simboliche.
  169. Orgoglio nel mostrare
    una latina dalla pelle nera,
  170. una donna di colore,
  171. i cui capelli sono in grandi bigodini
    che servono per lisciarli,
  172. forse un'allusione agli standard
    di bellezza bianchi.
  173. Una donna raffinata e glamour
    in gioielli d'oro voluminosi e massicci.
  174. Durante l'esposizione,
  175. era uno dei pezzi più instagrammati,
  176. e i visitatori mi dicevano che erano
    in sintonia con gli elementi quotidiani
  177. della sua pelle scura o
    dei bigodini o dei gioielli.
  178. Le nostre collezioni includono Celia Cruz
  179. e un ritratto raro
    di una giovane Harriet Tubman,
  180. vestiti iconici dell'incomparabile
    Oprah Winfrey.
  181. I musei possono cambiare letteralmente
  182. il modo in cui centinaia di milioni
    di persone vedono le donne
  183. e quali donne vedono.
  184. Quindi invece che mostrare sempre
    il meglio o il famoso,
  185. è nostra responsabilità mostrare
    un sabato normale al salone di bellezza,
  186. o l'arte degli orecchini a batacchio,
  187. (Risate)

  188. sorellanze modaiole,

  189. (Risate)

  190. e orgoglio culturale a ogni età.

  191. Storie di donne normali
  192. che sono state intenzionalmente omesse
    dalle nostre storie nazionali e globali.
  193. E spesso nei musei, vediamo
    donne rappresentate da vestiti,

  194. ritratti o fotografie,
  195. ma le storie di donne normali
    che colpiscono e cambiano la vita
  196. possono anche somigliare
    a questa sedia di Esmeraldas.
  197. Esmeraldas, in Ecuador,
    era una comunità isolata.
  198. La densa foresta pluviale protesse
    le popolazione indigene e africane
  199. dai colonizzatori spagnoli.
  200. Adesso ci sono strade,
  201. ma alcune delle zone dell'entroterra
    sono ancora accessibili solo con la canoa.
  202. Débora Nazareno ha spesso percorso
    quelle acque ecuadoregne in canoa,
  203. quindi aveva la sua sedia personale.
  204. Era personalizzata con
    una ragnatela e un ragno,
  205. che rappresentano Anansi,
    una divinità dell'Africa Occidentale.
  206. Débora sedeva sulla stessa
    sedia anche a casa
  207. mentre raccontava storie
    a suo nipote, Juan.
  208. E questo rito d'amore intangibile
  209. sotto forma di racconto intergenerazionale
  210. è comune nella comunità
    appartenenti alla diaspora africana.
  211. E questo gesto quotidiano
    ha acceso in Juan
  212. il desiderio di raccogliere e custodire
  213. più di 50.000 documenti legati
    alla cultura afro-indiana.
  214. Nel 2005, Juan García Salazar,
    nipote di Débora,
  215. e ora studioso afro-ecuadoregno
    di fama mondiale,
  216. si è recato a Washington D.C.
  217. Lì ha incontrato Lonnie Bunch,
    il direttore del museo dove lavoro,
  218. e, verso la fine della conversazione,
  219. Juan ha preso la borsa e ha detto:
    "Vorrei farle un regalo".
  220. Quel giorno, l'umile sedia di legno
    di Débora Nazareno
  221. divenne il primissimo oggetto donato
  222. allo Smithsonian National Museum
    of African-American History and Culture.
  223. È stata sistemata, esposta e vista
    da quasi cinque milioni di visitatori
  224. provenienti da tutto il mondo.
  225. Continuerò a collezionare le storie
    di persone straordinarie.

  226. Le loro storie sono importanti.
  227. Ma ciò che mi spinge a presentarmi
    oggi e ogni giorno
  228. è la semplice passione di scrivere
    i nostri nomi nella storia,
  229. mostrarli pubblicamente
    a milioni di persone
  230. e camminare nella luce sempre
    presente che è donna.
  231. Grazie.

  232. (Applausi ed esultanze)