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Le neuroscienze dell'immaginazione - Andrey Vyshedskiy

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    Immaginate, per un secondo,
    una papera che insegna francese,
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    una gara di ping pong in orbita
    intorno a un buco nero,
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    un delfino che tiene
    in equilibro un ananas.
  • 0:18 - 0:21
    Probabilmente non avrete mai
    visto niente di tutto ciò,
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    ma lo potreste immaginare all'istante.
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    Come fa il cervello a produrre
    un'immagine di una cosa mai vista?
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    Non sembra difficile,
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    ma solo perchè siamo
    abituati a farlo.
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    In realtà è un problema complesso
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    che richiede una coordinazione
    sofisticata all'interno del cervello.
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    Ciò in quanto, per creare
    queste nuove e strane immagini,
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    il cervello prende dei pezzi noti
    e li assembla in modi nuovi,
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    come un collage fatto
    di frammenti di foto.
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    Il cervello deve destreggiarsi
    in un mare di segnali elettrici
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    portandoli tutti a destinazione
    precisamente al momento giusto.
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    Quando guardiamo un oggetto,
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    migliaia di neuroni
    nella corteccia posteriore si attivano.
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    Questi neuroni codificano
    varie caratteristiche dell oggetto:
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    appuntito, frutto, marrone,
    verde e giallo.
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    Questa attivazione sincrona
    rafforza le connessioni in quel gruppo
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    di neuroni, connettendoli in una
    rete neuronale,
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    in questo caso quella
    relativa all'ananas.
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    In neuroscienze, questo
    è chiamato principio hebbiano,
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    i neuroni che si attivano insieme
    si interconnettono.
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    Se provate in seguito a immaginare
    un ananas,
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    l'intera rete si accenderà,
    assemblando una completa immagine mentale.
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    I delfini sono codificati da una diversa
    rete neuronale.
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    Infatti, ogni oggetto da noi visto
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    è codificato da una rete neuronale
    ad esso associata,
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    i neuroni si sono legati insieme
    da quell'attivazione sincronizzata.
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    Ma questo principio non spiega
    l'infinito numero di oggetti
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    che possiamo immaginare
    senza averli mai visti.
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    La rete neuronale per un delfino che
    tiene in equilibrio un ananas non esiste.
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    Quindi com'è possibile immaginarlo?
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    Un'ipotesi, chiamata
    teoria della sintesi mentale,
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    dice che il tempo è la chiave,
    di nuovo.
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    Se le reti neuronali
    per il delfino e l'ananas
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    sono attivate nello stesso momento,
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    possiamo percepire i 2 oggetti
    separati come un'unica immagine.
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    Ma qualcosa nel nostro cervello
    deve coordinare quell'accensione.
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    Un candidato plausibile
    è la corteccia prefrontale,
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    che è coinvolta in tutte
    le funzioni cognitive complesse.
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    I neuroni della corteccia prefrontale
    sono connessi alla corteccia posteriore
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    da lunghe estensioni cellulari
    chiamate fibre neurali.
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    La teoria della sintesi mentale ipotizza
    che come un burattinaio che tiene i fili,
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    i neuroni della corteccia prefrontale
    inviano segnali elettrici
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    attraverso queste fibre neurali
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    a reti multiple
    nella corteccia posteriore.
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    Questa le attiva all'unisono.
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    Se le reti neuronali sono accese
    nello stesso momento,
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    si vivrà l'immagine composita
    proprio come se si fosse vista.
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    Questa sincronizzazione cosciente
    e mirata
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    di differenti reti neuronali
    da parte della corteccia prefrontale
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    è chiamata sintesi mentale.
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    Affinché la sintesi mentale funzioni,
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    i segnali dovrebbero arrivare a entrambe
    le reti neuronali nello stesso momento.
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    Il problema è che alcuni neuroni
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    sono più distanti dalla corteccia
    prefrontale rispetto ad altri.
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    Se i segnali viaggiano su tutte
    le fibre alla stessa velocità,
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    non arrivano simultaneamente.
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    Non si può cambiare
    la lunghezza delle connessioni,
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    ma il cervello,
    specialmente durante lo sviluppo,
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    ha un modo di cambiare
    la velocità di conduzione.
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    Le fibre neurali sono avvolte
    in una sostanza grassa, la mielina.
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    La mielina è un isolante
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    e aumenta la velocità dei segnali
    elettrici lungo le fibre nervose.
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    Alcune fibre neurali hanno
    fino a 100 strati di mielina.
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    Altre ne hanno solo alcuni.
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    E le fibre con strati più spessi
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    possono condurre il segnale
    100 volte più velocemente
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    rispetto a quelle con strati
    più sottili.
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    Alcuni scienziati ora pensano
    che questa differenza di mielinizzazione
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    possa essere la chiave
    nell'uniformare il tempo di conduzione
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    nel cervello, e quindi
    della nostra abilità di sintesi mentale.
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    Molta di questa mielinizzazione
    avviene nell'infanzia,
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    quindi sin dalla tenera età,
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    le nostre vibranti fantasie
    hanno molto a che fare con lo sviluppo
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    del cervello, le cui connessioni
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    ben mielinizzate creano fantastiche
    armonie per tutta la vita.
Title:
Le neuroscienze dell'immaginazione - Andrey Vyshedskiy
Speaker:
Andrey Vyshedskiy
Description:

Guarda la lezione completa: http://ed.ted.com/lessons/the-neuroscience-of-imagination-andrey-vyshedskiy

Immaginate, per un secondo, una papera che insegna francese. Una partita di ping pong in orbita intorno ad un buco nero. Un delfino che tiene in equilibrio un ananas. Probabilmente non avrete mai visto niente di ciò. Ma potreste immaginarle all'istante. Come fa il cervello a produrre un'immagine di qualcosa che non ha mai visto? Andrey Vyshedskiy entra nel dettaglio delle neuroscienze dell'immaginazione.

Lezione di Andrey Vyshedskiy, animazione di Tomás Pichardo-Espaillat.

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Video Language:
English
Team:
TED
Project:
TED-Ed
Duration:
04:49

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