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← Perché amo una nazione che una volta mi ha tradito

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Showing Revision 5 created 07/08/2014 by Anna Cristiana Minoli.

  1. Sono un veterano dell'Enterprise.
  2. Ho volato attraverso la galassia
  3. guidando un'enorme
    navicella interstellare
  4. con un equipaggio di uomini
  5. provenienti da tutto il mondo,
  6. molte razze diverse,
    molte culture diverse,
  7. molti patrimoni culturali diversi
  8. che lavoravano tutti insieme.
  9. E la nostra missione era quella di
    esplorare nuovi mondi sconosciuti,
  10. per cercare nuove forme di vita
    e nuove civiltà,
  11. per andare con ardore dove
    nessun altro era mai arrivato.
  12. Beh...

  13. (Applausi)
  14. I miei nonni erano immigrati dal Giappone,
  15. sono andati in America,
  16. con coraggio, arrivando
    in un mondo sconosciuto
  17. in cerca di nuove opportunità.
  18. Mia madre è nata a Sacramento,
    in California.
  19. Mio padre era di San Francisco.
  20. Si incontrarono
    e si sposarono a Los Angeles
  21. ed è lì che sono nato.
  22. Avevo quattro anni

  23. quando Pearl Harbor
    fu bombardata,
  24. dal Giappone il 7 dicembre del 1941
  25. e nel giro di una notte,
    il mondo era precipitato
  26. in una guerra mondiale.
  27. L'America venne travolta all'improvviso
  28. dall'isteria.
  29. I nippo-americani,
  30. cittadini americani d'origine giapponese,
  31. venivano guardati
  32. con sospetto, paura
  33. e con un odio totale,
  34. semplicemente perché ci era
    toccato di assomigliare
  35. alle persone che avevano
    bombardato Pearl Harbor.
  36. L'isteria montava,
  37. fino a quando nel febbraio del 1942
  38. il presidente degli Stati Uniti,
  39. Franklin Delano Roosevelt,
  40. diede ordine che tutti i nippo-americani
  41. della costa occidentale degli Stati Uniti
  42. venissero sommariamente radunati,
  43. senza un'accusa, senza una prova,
  44. senza un processo dovuto.
  45. Processo dovuto, questo è
    una colonna portante
  46. del nostro sistema giudiziario.
  47. Sparì del tutto.
  48. Venimmo radunati
  49. e imprigionati in dieci campi
    di prigionia circondati da filo spinato,
  50. in alcuni dei posti
    più desolati d'America:
  51. il deserto torrido dell'Arizona,
  52. le paludi afose dell'Arkansas,
  53. i deserti del Wyoming, dell'Idaho,
    dello Utah e del Colorado,
  54. e due dei posti più desolati
    della California.
  55. Il 20 aprile festeggiai
    il mio quinto compleanno

  56. e appena qualche settimana dopo
    il mio compleanno,
  57. i miei genitori svegliarono
    il mio fratellino più piccolo,
  58. mia sorella neonata e me
  59. una mattina molto presto.
  60. Ci vestirono in fretta.
  61. Mio fratello ed io eravamo in salotto,
  62. guardavamo fuori dalla finestra
  63. e vedemmo due soldati che
    marciavano sul vialetto di casa.
  64. Avevano delle baionette sui fucili.
  65. Attraversarono rumorosamente
    il portico anteriore
  66. e diedero dei colpi alla porta.
  67. Mio padre rispose
  68. e i soldati ci ordinarono
    di uscire di casa.
  69. Mio padre diede a mio fratello e a me
  70. dei piccoli bagagli da portare.
  71. Uscimmo e ci fermammo sul vialetto
  72. per aspettare che uscisse
    anche nostra madre.
  73. Quando mia madre uscì
  74. aveva in braccio mia sorella
  75. e portava con l'altra mano
    un enorme borsone.
  76. Le lacrime scorrevano
    su entrambe le guance.
  77. Non riuscirò mai a dimenticare
    quella scena.
  78. È scolpita nella mia memoria.
  79. Fummo prelevati dalla nostra casa

  80. e caricati su dei vagoni
  81. con altre famiglie nippo-americane.
  82. C'erano delle guardie ferme
  83. all'inizio e alla fine di ogni vagone,
  84. come se fossimo stati dei criminali.
  85. Due terzi del viaggio furono
    attraverso le campagne,
  86. dondolando su quel treno
    per quattro giorni e tre notti
  87. fino alle paludi dell'Arkansas.
  88. Ricordo ancora il recinto di filo spinato
  89. dentro cui ero rinchiuso.
  90. Ricordo l'alta torre di guardia
  91. con le mitragliatrici
    puntate verso di noi.
  92. Ricordo la luce dei riflettori
    che mi seguiva
  93. nei miei percorsi notturni
  94. dalla baracca alla latrina.
  95. Ma il bambino di cinque anni che ero
  96. trovava gentile
    che illuminassero la strada
  97. per me che dovevo fare pipì.
  98. Ero un bambino,
  99. troppo piccolo per comprendere
    le circostanze
  100. del mio essere lì.
  101. I bambini si adattano
    in un modo sorprendente.

  102. Quello che era grottescamente anormale
  103. diventò la mia normalità
  104. da prigioniero dei campi di guerra.
  105. Era diventata la mia routine mettermi
    in fila tre volte al giorno
  106. per mangiare del cibo pessimo
    in una mensa rumorosa.
  107. Era diventato normale per me
    andare con mio padre
  108. a lavarmi in una doccia comune.
  109. Stare in prigione in un campo
    circondato da filo spinato
  110. diventò la mia normalità.
  111. Quando la guerra finì

  112. venimmo rilasciati
  113. e ci venne dato un biglietto sola andata
  114. per qualunque posto negli Stati Uniti.
  115. I miei genitori decisero di tornare a casa
  116. a Los Angeles.
  117. Ma Los Angeles non era
    un posto accogliente.
  118. Non avevamo un soldo.
  119. Ci avevano tolto tutto
  120. e l'ostilità era forte.
  121. La nostra prima casa era
    nel distretto di Skid Row,
  122. nella parte più degradata
    della nostra città.
  123. Vivevamo con poveracci, ubriaconi
  124. e gente fuori di testa.
  125. Il fetore di urina era ovunque,
  126. per strada, nelle viuzze,
  127. nei vicoli.
  128. Fu un'esperienza orribile
  129. e per noi bambini era terrorizzante.
  130. Ricordo che una volta
  131. un ubriacone si avvicinò barcollando,
  132. cadde a terra proprio di fronte a noi
  133. e vomitò.
  134. La mia sorellina disse,
    "Mamma, torniamo a casa".
  135. Perché dietro quel filo spinato
  136. per noi
  137. era casa.
  138. I miei genitori lavorarono sodo

  139. per rimettersi in piedi.
  140. Avevamo perso tutto.
  141. Erano nel bel mezzo delle loro vite
  142. e dovevano ricominciare tutto da capo.
  143. Lavorarono veramente duro
  144. e alla fine riuscirono
  145. a mettere insieme una somma per comprare
  146. una casa con tre camere da letto
    in un bel quartiere.
  147. Ero un adolescente
  148. ed ero diventato molto curioso
  149. sulla prigionia della mia infanzia.
  150. Avevo letto dei libri di educazione civica
    che mi avevano illustrato
  151. gli ideali della democrazia americana.
  152. Tutti gli uomini nascono uguali,
  153. abbiamo tutti un diritto inalienabile
  154. alla vita, alla libertà e alla
    ricerca della felicità.
  155. Non riuscivo a far combaciare
    tutto questo
  156. con quello che sapevo essere stata
    la mia prigionia di infanzia.
  157. Lessi i libri di storia
  158. e non trovai niente al riguardo.
  159. Quindi, dopo cena, intavolai con mio padre
  160. una lunga e a tratti scottante
    conversazione.
  161. Facevamo molte, molte conversazioni
    come quella,
  162. e quello che ho capito da quei discorsi
  163. era la saggezza di mio padre.
  164. Lui era quello che aveva sofferto di più
  165. per quelle condizioni di prigionia
  166. eppure ancora comprendeva
    la democrazia americana.
  167. Mi disse che la nostra democrazia
  168. è la democrazia della gente
  169. e può essere grandiosa
    come le persone,
  170. ma può anche fallire,
    come fanno le persone.
  171. Mi disse che la democrazia americana
  172. dipende in maniera vitale
    dalla brava gente
  173. che ha a cuore gli ideali
    del nostro sistema
  174. ed è impegnata attivamente
    nel processo
  175. per far funzionare la nostra democrazia.
  176. Mi portò nei comitati elettorali —
  177. il governatore dell'Illinois
    era candidato alla presidenza —
  178. e mi presentò alla politica elettorale
    americana.
  179. Mi raccontò anche
  180. dei giovani nippo-americani
  181. della seconda guerra mondiale.
  182. Quando Pearl Harbor venne bombardata,

  183. i giovani nippo-americani,
    come tutti i giovani americani,
  184. corsero dalle loro commissioni di leva
  185. per candidarsi volontari
    per combattere per il nostro paese.
  186. A quel gesto di patriottismo
  187. si rispose con uno schiaffo in faccia.
  188. Eravamo esonerati dal servizio militare
  189. e catalogati come nemici interni.
  190. Era oltraggioso essere chiamati "nemici"
  191. quando ti candidi volontario
    per combattere per il tuo paese,
  192. ma questo era compensato
    dalla parola "interni",
  193. che è una parola che significa
  194. "cittadini", ma in negativo.
  195. Poi ci avevano anche negato
    lo status di "cittadini"
  196. e li avevano imprigionati
    per un anno intero.
  197. Poi il governo si rese conto

  198. che in tempo di guerra
    mancavano uomini
  199. e all'improvviso, come quando
    ci prelevavano dalle nostre case,
  200. aprirono le forze armate al servizio
  201. dei giovani nippo-americani.
  202. Era del tutto irrazionale,
  203. ma la cosa sorprendente,
  204. la cosa sbalorditiva,
  205. è che migliaia di giovani
  206. nippo-americani, ragazzi e ragazze,
  207. da dietro quei recinti di filo spinato
  208. indossarono la stessa uniforme
    delle nostre guardie,
  209. lasciando le loro famiglie
    ancora in prigionia,
  210. per combattere per questa nazione.
  211. Dicevano che stavano andando a combattere

  212. non solo per tirare fuori le loro famiglie
  213. da quei recinti di filo spinato,
  214. ma perché avevano a cuore
    l'ideale fondamentale
  215. di quello che
    il nostro governo rappresenta,
  216. o dovrebbe rappresentare,
  217. e che era stato abrogato
  218. da quello che era stato fatto.
  219. Tutti gli uomini nascono uguali.

  220. Loro andarono per combattere
    per questo paese.
  221. Vennero assegnati
    ad un'unità segregata,
  222. composta tutta da nippo-americani,
  223. e mandati a combattere sui fronti europei.
  224. E si gettarono in quest'esperienza.
  225. Combatterono con
  226. un coraggio e un valore
    sorprendenti, incredibili.
  227. Venivano mandati nelle missioni
    più pericolose
  228. e soffrirono il più alto indice
    di morti in combattimento
  229. di ogni altra unità in proporzione.
  230. C'è una battaglia che lo dimostra bene.

  231. Era una battaglia per la Linea Gotica.
  232. I tedeschi erano rifugiati
  233. nel versante di una montagna,
  234. un pendio roccioso,
  235. in grotte inespugnabili
  236. e tre battaglioni alleati
  237. li avevano attaccati ripetutamente
  238. per sei mesi,
  239. rimanendo in una situazione di stallo.
  240. Il battaglione 442 venne chiamato
  241. per aggiungersi in questa battaglia.
  242. Gli uomini del 442°
  243. arrivarono con una sola
  244. idea, ma pericolosa:
  245. il versante posteriore della montagna
  246. era una falesia rocciosa.
  247. I tedeschi pensavano che un attacco
    dal versante posteriore
  248. fosse impossibile.
  249. Gli uomini del 442° decisero
    di compiere l'impossibile.
  250. In una notte buia, senza luna,
  251. cominciarono a scalare la parete rocciosa,
  252. una salita di più di 300 metri,
  253. con addosso la tenuta da combattimento.
  254. Si arrampicarono tutta la notte
  255. su quella parete rocciosa a strapiombo.
  256. Nell'oscurità.
  257. alcuni perdevano la presa
  258. o l'appoggio
  259. e cadevano incontro alla morte
  260. nello strapiombo sottostante.
  261. Cadevano tutti in silenzio.
  262. Nessuno gridava,
  263. per non svelare la loro posizione.
  264. Gli uomini si arrampicarono
    per otto ore filate,
  265. e quelli che riuscirono
    ad arrivare in cima
  266. rimasero lì fino alle prime luci dell'alba
  267. e non appena spuntò il sole
  268. attaccarono.
  269. I tedeschi furono colti di sorpresa,
  270. costretti a battere in ritirata
  271. e la Linea Gotica fu oltrepassata.
  272. Uno stallo di sei mesi
  273. risolto dagli uomini del 442°
  274. in 32 minuti.
  275. Fu un'impresa sorprendente

  276. e quando la guerra finì
  277. il battaglione 442 ritornò
    negli Stati Uniti
  278. come l'unità più insignita
  279. di tutta la Seconda Guerra Mondiale.
  280. Furono salutati in patria
    sul prato della Casa Bianca
  281. dal presidente Truman
    che disse loro:
  282. "Avete combattuto non solo il nemico
  283. ma anche il pregiudizio. Ed avete vinto."
  284. Loro sono i miei eroi.

  285. Sono rimasti attaccati alla loro fede
  286. negli ideali luminosi di questo paese
  287. e hanno dimostrato che essere un Americano
  288. non vale solo per qualcuno,
  289. che la razza non è il principio
    con cui definire l'essere Americano.
  290. Hanno esteso il significato
    di essere un Americano,
  291. allargandolo ai nippo-americani
  292. che erano temuti, sospettati e odiati.
  293. Sono stati artefici di un cambiamento
  294. ed hanno lasciato, secondo me,
  295. un'eredità.
  296. Loro sono i miei eroi
  297. ed è un eroe mio padre,
  298. che ha compreso la democrazia
  299. e mi ha guidato attraverso essa.
  300. Loro mi hanno lasciato un'eredità
  301. e da quell'eredità scaturisce
    anche una responsabilità
  302. ed io sono impegnato
  303. a rendere il mio paese
  304. un'America ancora migliore,
  305. a rendere il nostro governo
  306. una democrazia ancora più reale.
  307. Ed è grazie ai miei eroi
  308. e alle difficoltà che abbiamo affrontato
  309. che io posso stare qui di fronte a voi,
  310. come un nippo-americano gay
  311. ma, ancora più di questo,
  312. come un Americano orgoglioso.
  313. Grazie mille.

  314. (Applausi)