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← Lo sport cambia la vita | Luigi De Micco | TEDxMilano

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Showing Revision 3 created 11/13/2019 by Michele Gianella.

  1. C'era una volta
    il campetto di Via Moscova.
  2. Questa storia è ambientata
    a pochi passi da questo teatro,
  3. a due passi da Piazza del Duomo.
  4. Correva l'anno 1979.
  5. Nell'anno in cui è stata
    scattata questa fotografia,
  6. Jody Scheckter diventa campione
    di Formula 1 a Monza e
  7. il Milan si cuce al petto
    la stella del decimo scudetto
  8. e Pietro Mennea fa un record pazzesco,
    19"72 sui 200 metri.
  9. Pensate che a distanza
    di 40 anni, ancora adesso,
  10. è il record imbattuto a livello europeo.
  11. Nessuno ha corso più veloce di lui
    a livello europeo.
  12. Ma soprattutto, quell'anno
    succede qualche cosa
  13. che avrebbe cambiato per sempre
    la storia di un'area di Milano.
  14. Le Nazioni Unite proclamano
    il 1979 l'anno del fanciullo.
  15. Una di quelle cose che di solito
    lasciano un po' il tempo che trova.
  16. E invece, l'allora sindaco
    di Milano, Carlo Tognoli,
  17. decide di fare qualche cosa.
  18. E quindi prende la palla al balzo
  19. e fa sgomberare all'altezza
    del numero 26 di Via Moscova
  20. le maceria da un'area bombardata
    durante la Seconda Guerra Mondiale
  21. e realizza il campetto.
  22. Ok, non è un posto scintillante,
  23. è una spianata con due porte
    che presto diventano arrugginite,
  24. un campo da basket, ma vi assicuro
    che era un posto magnifico,
  25. perché era un posto
    con una missione nobile:
  26. sport per i giovani.
  27. Io il campetto me lo ricordo
    come se fosse ieri.
  28. Ci andavo ogni giorno,
    palla sotto il braccio,
  29. era a cinque minuti da casa mia,
    ma io ce ne mettevo tre.
  30. Non vedevo l'ora di arrivare al campetto.
  31. Era il Maracanà del quartiere.
  32. Era teatro di sfide memorabili.
  33. Ad esempio, mi ricordo che c'era il derby
  34. tra i dipendenti del palazzo dell'INAIL
  35. e gli addetti alle pompe
    funebri di Porta Nuova.
  36. (Risate)
  37. Zero applausi perché il pubblico teneva
    le mani in tasca per tutta la partita.
  38. (Risate)
  39. E poi c'era il...
  40. (Applausi)
  41. E poi c'era il super classico
  42. tra i Carabinieri della caserma
    che vedete lì in alto,
  43. e i dirimpettai, gli infermieri
    dell'ospedale Fate Bene Fratelli,
  44. e se le davano di santa ragione.
    Era calcio fiorentino più che calcio.
  45. Comunque, a parte
    questi big match imperdibili,
  46. il campetto era diventato
    per tutti gli anni '80,
  47. un luogo di aggregazione e socializzazione
    eccezionale per il quartiere,
  48. dove i ragazzi come me facevano,
    senza saperlo, questa è la chiave,
  49. una delle cose più sane
    che si possano fare nella vita: sport.
  50. E allora fin qua la storia
    fila liscia perfettamente.
  51. E invece no.
  52. Perché arriva qualche cosa
    di grosso, di grossissimo,
  53. che pone fine alla storia del campetto
    e alla storia di tutti gli anni '80.
  54. Sapete cosa? Gli anni '90.
  55. E quindi Milano diventa una groviera,
  56. si scava dappertutto
    per costruire i box sotterranei.
  57. Anche sotto casa vostra sono sicuro
    che c'era qualche voragine
  58. perché c'era in Piazza Gramsci,
    in Sant'Ambrogio, in Piazza 25 Aprile...
  59. Ragazzi, poteva mancare
    un buco in Via Moscova? No.
  60. E quindi indovinate dove hanno scavato?
    Dove c'era il campetto.
  61. Uff... E quindi,
    fine delle partite infinite,
  62. fine delle sfide memorabili.
  63. Finisce qua la storia del campetto?
  64. No. Dipende.
  65. Bravi, così mi piacete.
  66. Dipende. Dipende da chi? Dipende da noi.
  67. Perché se c'è una cosa che ho imparato,
  68. una cosa ho imparato in questi anni
    è che dipende sempre tutto da noi.
  69. E quindi se non vogliamo
    che questa storia finisca
  70. soltanto con una manciata di box in più,
  71. vi chiedo un aiuto, perché io da solo
    non faccio molta strada.
  72. Quindi vi chiedo di alzarvi
    tutti in piedi insieme a me.
  73. Vi faccio lavorare anche di domenica.
  74. Ci siamo tutti?
  75. Di posizionare le mani dietro la schiena
    così battiamo anche il record
  76. del maggior numero di "umarell"
    che guardano un cantiere.
  77. (Risate)
  78. E di immaginarci come può andare
    a finire questa storia.
  79. Perché è vero che un vuoto
    è un problema, bisogna riempirlo.
  80. C'è chi lo fa comprandosi
    una motocicletta,
  81. si compra un paio di scarpe.
  82. Qua è un vuoto gigantesco,
    bisogna volare più alti.
  83. E quindi chi lo dice
    che alla fine degli strati dei parcheggi
  84. non ci possiamo mettere una ciliegina
  85. e realizzare un campo più bello
    e più forte di prima.
  86. Un po' di creatività
    e un po' di entusiasmo.
  87. E allora possiamo riprendere il filo
    del discorso da dove l'abbiamo lasciato,
  88. e quindi un campetto da calcio
    non ce lo toglie nessuno.
  89. E quel record di Mennea
    lo proviamo a battere.
  90. Serve una pista di atletica...
  91. ...e poi una concessione.
  92. L'ha detto François, io sono di Cagliari,
    a me la spiaggia manca da morire,
  93. quindi sogniamo in grande,
  94. prendiamo un po' di sabbia
    e facciamo un campo da beach volley.
  95. Non chiedetemi di portare il mare,
    però la risolviamo un po' alla creativa,
  96. all'italiana, e facciamo
    un campo da basket, lo dipingiamo di blu,
  97. così... vista mare.
  98. E allora grazie, potete accomodarvi,
  99. perché dichiariamo chiusi i lavori
    dell'edilizia più veloce della storia.
  100. Abbiamo concluso in un minuto.
  101. Allora, voi non ci crederete, ma...
  102. (Applausi)
  103. L'unione fa la forza.
  104. Ma, quello che ci siamo immaginati
    fantasticando adesso per un minuto
  105. è esattamente quello che io
    mi sono ritrovato di fronte
  106. quando ho fatto una passeggiata
    e sono andato a vedere la fine dei lavori,
  107. nel 2013.
  108. E questo lo dobbiamo
    ad un gruppo di cittadini,
  109. come abbiamo fatto noi,
    che non si sono persi d'animo,
  110. hanno lottato con pazienza,
    con tenacia e non solo.
  111. Hanno costruito tutti i parcheggi,
    la Cooperativa Verde Moscova,
  112. ma ci ha messo anche la ciliegina.
  113. E quindi, adesso possiamo aprire, no?
    Perché il centro è chiuso.
  114. Non l'hanno ancora aperto,
  115. e manco a farlo apposta
    scopro che in quei giorni
  116. c'era un bando del comune di Milano
    per trovare un gestore.
  117. Allora corro a casa
    in preda all'entusiasmo,
  118. e scrivo un progetto di 52 pagine
    su come l'avrei gestito io quel posto.
  119. Lo metto in una busta e lo indirizzo
    all'attenzione di Chiara Bisconti,
  120. assessore allo sport,
    Via Marconi 2, Comune di Milano.
  121. E attendo.
  122. (Risate)
  123. Con grande ottimismo,
    dai che gestiamo il campetto.
  124. Una settimana, due settimane,
  125. due mesi, tre mesi, quattro mesi...
  126. Qua il telefono non squilla.
  127. Finalmente squilla il telefono,
  128. alle otto di sera.
  129. Numero sconosciuto: che si fa,
    rispondiamo? È l'ora di cena.
  130. Sì. Indovinate chi era?
  131. Era Fastweb che voleva vendermi
    la mega fibra... No, scherzo.
  132. Mi han detto, "Non dirlo,
    che è sponsor", però l'ho detto.
  133. (Applausi) (Risate)
  134. No...
  135. (Applausi)
  136. Sarà capitato anche a voi.
  137. Era l'assessora, peggio.
  138. Il progetto era piaciuto da morire
  139. e il giorno dopo sarei dovuto
    andare all'assessorato
  140. a recuperare le chiavi
    perché "Presto", in fretta e furia,
  141. "tra 30 giorni, Luigi, devi aprire."
  142. E allora voi capite che l'entusiasmo
    e l'allegria dura lo spazio di un minuto
  143. e si trasforma ben presto...
  144. (Risate)
  145. ...nel terrore più assoluto.
  146. E vi assicuro che se solo sapeste
    che cosa ci ho messo io in quella busta,
  147. in quel progetto, anche voi
    sareste nel panico più completo.
  148. E allora lo leggiamo insieme,
  149. così ci prendiamo un po' una dose di paura
    tutti insieme, che fa bene.
  150. Allora, non vi leggo tutte e 52 le pagine.
  151. C'era scritto: creare un'area
    sportiva modello per la città,
  152. gestita secondo criteri etici
    ed innovativi per promuovere sport,
  153. benessere e salute favorendo
    la partecipazione e l'integrazione
  154. oltre ogni differenza e pregiudizio.
  155. Come si fa a fare quella roba lì?
  156. Io l'avevo sparata grossissima
    perché volevo gestire il campetto, ma...
  157. (Risate)
  158. (Applausi)
  159. Calmi, ragazzi,
  160. si seguono le altre 51 pagine
    del progetto con grande metodo,
  161. e se vogliamo creare un'area modello
  162. dobbiamo migliorare
    la struttura che già c'era,
  163. perché qualche magagna c'era.
  164. Quindi, prestito di 20.000 euro
    da una banca amica, liquidità immediata,
  165. mio papà che è da qualche parte.
  166. (Risate)
  167. E facciamo gli spogliatoi,
    e quindi docce calde,
  168. panchine non c'erano,
  169. e poi ricopriamo la pista di atletica
    che c'era che era in asfalto
  170. e ci mettiamo un materiale tecnico.
  171. E poi il grande sogno lo realizziamo,
    a questo punto, già che ci siamo,
  172. e quindi arrivano camionate di sabbia
    per fare il campo da beach volley.
  173. E poi, nel corso degli anni,
    piano piano, dopo due anni,
  174. realizziamo anche una palestra
  175. e quindi mettiamo un tetto
  176. ad un centro sportivo
    che era tutto a cielo aperto.
  177. E quindi eccoci qua a metà dei lavori,
    abbiamo fatto il tetto,
  178. che festeggiamo a suon
    di malloreddus alla campidanese
  179. fatti da mia mamma la mattina.
  180. Non li avevo fatti io.
    Ci sarà Pietro Palvarini qua...
  181. li aveva fatti mia mamma,
    te lo posso dire adesso.
  182. Allora il centro sportivo
    è una bomba atomica, ragazzi.
  183. È una meraviglia,
  184. e le prime persone che vogliamo accogliere
    una volta aperti i cancelli
  185. sono proprio i bambini,
    quelli dell'anno del fanciullo,
  186. che adesso hanno 50 anni,
  187. però hanno fatto dei figli e quindi
    c'è ancora più gente nel quartiere.
  188. Però non c'è molto tempo,
    perché qua abbiamo soltanto 30 giorni.
  189. E quindi ci mettiamo noi due,
    con il mio socio,
  190. che è la prima persona
    a cui io ho telefonato
  191. quando abbiamo vinto il bando,
  192. e insieme a lui e agli altri
    amici storici del calcetto
  193. realizziamo un'organizzazione
    no profit in fretta e in furia
  194. per realizzare quella missione
    e per aprirlo il campetto.
  195. E quindi eccoci qua.
  196. Sembriamo più quelli
    che ti accolgono sul traghetto,
  197. però vi assicuro che siamo noi.
  198. E poi, nel tempo, creiamo in sei anni
    una vera e propria squadra,
  199. con educatori, allenatori
    e responsabili di progetto.
  200. Ma sono proprio i progetti
    il cuore del centro sportivo,
  201. e quindi sono dei progetti
    che sono stati studiati
  202. per chi ai blocchi di partenza
    del percorso della vita,
  203. ha iniziato qualche casella
    indietro rispetto a noi,
  204. perché è in una condizione di svantaggio
    fisico, sociale, relazionale.
  205. E chi come me ha avuto tutte le fortune
    del mondo ha il piacere di aspettare,
  206. attendere e affiancare per fare
    un percorso sportivo e di vita insieme.
  207. E quindi ci sono un sacco di attività.
  208. Ci sono 100 corsi gratuiti
    per famiglie a basso reddito,
  209. per dare la possibilità a chi
    è in condizioni di ristrettezze economiche
  210. di fare sport.
  211. E poi c'è il tema
    dell'accoglienza dei migranti
  212. e quindi squadre di calcio e basket
    multiculturali aperte a chiunque.
  213. Quindi al sabato mattina
    vi assicuro che agli allenamenti
  214. il centro diventa l'ombelico del mondo.
  215. Ci sono ragazzi dalla Palestina,
    il Kossovo, il Senegal, il Mali
  216. che giocano con italiani
  217. in modo tale da uscirne arricchiti
    da questa esperienza, no?
  218. Più culture rendono le persone più ricche.
  219. E poi c'è il tema dell'accessibilità
    dello sport per persone con disabilità.
  220. E quindi un programma
    di attività multidisciplinari per tutti,
  221. aperti a tutti, a persone
    di qualsiasi età e abilità.
  222. Perché se facciamo sport
    insieme a persone diverse,
  223. è un'esperienza del tutto
    diversa, molto più ricca.
  224. E quindi questo mix partecipativo,
    questa varietà dei protagonisti in campo
  225. è la chiave che rende
    realmente questo centro
  226. la casa dello sport per tutti.
  227. Per realizzarla quella missione lì,
    se no rimane solo su un pezzo di carta,
  228. non serve a niente.
  229. E quindi ci sono ragazzi in carrozzina
    che vengono al centro a giocare
  230. con lo staff delle ONLUS
    che le accompagnano,
  231. ci sono le famiglie che portano i figli
    a fare i corsi sportivi
  232. e poi si uniscono ai corsi di ginnastica
    insieme ai ragazzi con disabilità.
  233. Ci sono dei giocatori di baseball
    fenomenali, non vedenti e ipovedenti,
  234. che aprono gli occhi agli altri
  235. che ogni tanto si dimenticano
    che lo sport fa benissimo,
  236. e lo fanno insieme.
  237. E poi non può mancare la corsa:
  238. lo sport più facile,
    basta mettersi un paio di scarpette.
  239. E quindi un running club
    a partecipazione gratuita
  240. in cui disabili e volontari si allenano
    per correre la maratona a staffetta.
  241. Abbiamo iniziato timidamente
    con cinque persone
  242. poi, in tre anni, passo dopo passo,
  243. è arrivato il mondo, siamo diventati 500
    con aziende, partner,
  244. istituzioni che si sono unite,
    50 ragazzi con disabilità,
  245. ed è una festa straordinaria
    il giorno della maratona.
  246. E allora, con tutte queste attività,
    tutti questi progetti,
  247. con l'entusiasmo che bisogna
    mettere nel fare le cose,
  248. uscendo di casa col sole, con la pioggia,
  249. vincendo, perdendo, sudando,
    cadendo e rialzandosi,
  250. insomma, a furia di fare sport,
    inizia il cambiamento.
  251. Quello più profondo.
    Quello dentro sé stessi.
  252. E quindi l'umore si alza,
  253. si respira...
  254. Si vede che ho iniziato
    a fare yoga lunedì, eh.
  255. Siete dei falsi, non è vero?
  256. E quindi si sta meglio, in poche parole.
  257. Si è più socievoli, si ride di più,
    si scherza di più,
  258. ci si riconnette con sé stessi.
  259. Io questo cambiamento
    l'ho visto sul volto di una persona
  260. che un giorno è venuta al centro sportivo,
    un dirigente di un'azienda,
  261. che ha sostenuto i nostri progetti.
  262. "Voglio venire a giocare
    con i ragazzi disabili."
  263. "Fantastico, vieni."
  264. Ed è arrivato tutto teso dopo una giornata
    di lavoro che deve essere stata infernale,
  265. con tutti i muscoli
    della faccia contratti.
  266. Ha teso la mano
    per salutare il primo ragazzo
  267. e questo ragazzo down
    gli ha sparato un abbraccio
  268. che era una roba meravigliosa.
  269. Io sono invidioso
    perché l'avrei voluto ricevere io.
  270. E non era un abbraccio di circostanza.
  271. Era un abbraccio caloroso,
    umano, lungo, terapeutico.
  272. E questa persona
    è stata meglio, da subito.
  273. Si è divertita, si è distesa
  274. e ha giocato con i ragazzi
    e ancora adesso ci ringrazia.
  275. È bastato un abbraccio, eh.
  276. A proposito di abilità.
  277. E allora dopo che assisti ad episodi
    di questo tipo ti poni delle domande.
  278. Eh, lo so.
  279. Chi è il disabile?
  280. E io delle risposte me le sono anche date.
  281. Siamo tutti disabili e siamo tutti abili.
  282. Cioè, ognuno di noi è in grado di fare
    una cosa benissimo e ha delle abilità,
  283. e ognuno di noi non è capace
    di fare delle altre cose,
  284. ha delle disabilità,
    magari perché abbiamo lavorato troppo?
  285. Perché abbiamo guardato il cellulare
    ovunque come dei rabdomanti
  286. e abbiamo dei pollici campioni del mondo,
  287. ma abbiamo inaridito
    delle altre parti del nostro essere?
  288. Potrebbe essere?
  289. E allora è lì che lo sport
    è sempre dietro l'angolo,
  290. è sempre una palestra aperta 24 ore,
  291. sette giorni su sette,
  292. per aiutare ad allenarci
    le parti più importanti, no? Il fisico.
  293. Fin qua...
  294. La testa, e già lo dicevano i romani.
  295. Il cuore, soprattutto.
  296. E allora è una palestra in cui ognuno
    di noi può portare come prima cosa
  297. le proprie abilità, no?
  298. Partiamo dalle cose belle,
    perché se condividiamo prima quelle,
  299. poi quelle meno belle, le disabilità,
    ci sembreranno più umane,
  300. più gestibili, più superabili.
  301. Ed è per questo che lo sport è magico
    e lo sport cambia la vita.
  302. E così come l'ha cambiata a me,
  303. e in piccola o grande parte
  304. anche a tutti gli altri
    protagonisti di questa storia,
  305. io sono sicuro che lo possa fare
  306. in altri luoghi che hanno temi sociali
    simili da affrontare e superare.
  307. E perché a Milano,
    in Italia o anche all'estero
  308. è pieno di campetti
    pronti a spiccare il volo.
  309. Ed è pieno, io spero, di persone,
    magari in questo teatro,
  310. a casa, ovunque nel mondo,
  311. pronte a investire
    nella magia dello sport.
  312. E allora la rivoluzione sportiva,
    io lo sento, è pronta ad esplodere,
  313. ovunque e in chiunque, ad una condizione,
  314. bisogna rispettare una condizione:
  315. la propria volontà di accendere la miccia.
  316. La propria volontà di fare il primo passo,
  317. la propria volontà di osare di più,
  318. di mettersi in gioco, di giocare di più.
    Ecco, di giocare di più.
  319. E allora io sono pessimo,
  320. perché questa cosa ogni tanto
    me la dimentico anche io.
  321. E allora ho voluto scriverla
  322. nel posto più visibile
    che potessi trovare,
  323. in un posto che avrei avuto
    davanti al naso dieci, cento,
  324. mille volte al giorno
  325. insieme ai protagonisti
    che si sono uniti con me in questa storia.
  326. L'ho voluta scrivere nel nome del progetto
  327. e nel nome del centro sportivo,
    che si chiama "Play more".
  328. Grazie.
  329. (Applausi)