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← Agire sulla memoria, col sonno

A tutti noi è stato detto di fare una bella dormita la notte prima di un esame. Finalmente, ecco spiegato il motivo. Matt Walker, studioso del sonno, ci spiega come dormire a sufficienza influenzi il modo in cui il nostro cervello immagazzina ed elabora i ricordi.

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Showing Revision 18 created 09/19/2020 by Sara Frasconi.

  1. Che tu stia preparando un esame
  2. o cercando di imparare
    a suonare uno strumento
  3. o perfino cercando
    di perfezionare un nuovo sport,
  4. il sonno potrebbe davvero essere
    l’arma segreta per la tua memoria.
  5. [Dormire con la scienza]

  6. Secondo le ricerche
    il sonno è essenziale per la memoria

  7. in almeno tre modi diversi.
  8. Innanzitutto, sappiamo che bisogna dormire
    prima di imparare qualcosa
  9. per preparare davvero il nostro cervello,
  10. un po' come una spugna asciutta,
  11. in modo che sia pronto
    ad assorbire nuove informazioni.
  12. Senza il sonno
  13. i circuiti della memoria nel cervello
    diventano pieni d'acqua, per così dire,
  14. e non possiamo assorbire
    nuove informazioni.
  15. Non possiamo di fatto incidere
    quelle nuove tracce mnemoniche.
  16. Non solo è importante dormire
    prima di imparare una cosa

  17. ma è necessario dormire
    anche dopo averla imparata
  18. per cliccare il pulsante "Salva"
    su questi nuovi ricordi
  19. in modo da non dimenticarli.
  20. Infatti, il sonno salverà definitivamente
    quell'informazione dentro il cervello,
  21. rafforzando quei ricordi
  22. nell'architettura di quelle reti neurali.
  23. E abbiamo iniziato a scoprire
  24. come esattamente dormire
    aiuti a consolidare i ricordi.
  25. Il primo meccanismo
    è un processo di trasferimento dati.

  26. E qui possiamo parlare
    di due diverse strutture del cervello.
  27. La prima è l'ippocampo,
  28. una struttura situata
    sui lati destro e sinistro del cervello.
  29. Possiamo immaginare l'ippocampo
  30. come la casella di posta in arrivo
    delle informazioni nel cervello.
  31. È bravissimo a ricevere nuovi ricordi
    e a trattenerli.
  32. La seconda struttura è la corteccia,

  33. questo enorme tessuto rugoso
    che riveste la superficie del cervello.
  34. Durante il sonno profondo,
  35. avviene il trasferimento dei dati.
  36. Immaginate l'ippocampo
    come una chiavetta USB
  37. e la corteccia come un disco rigido.
  38. Durante il giorno, andiamo in giro
    e accumuliamo molti dati.
  39. Di notte, nella fase del sonno profondo,
  40. vista la sua scarsa capacità di memoria,
  41. dobbiamo trasferire
    quei file dall'ippocampo
  42. al disco fisso del cervello, la corteccia.
  43. E questo è proprio uno dei meccanismi
    forniti dal sonno profondo.
  44. C'è, però, un altro meccanismo,
    di cui siamo venuti a conoscenza,

  45. che aiuta a consolidare
    quei ricordi nel cervello.
  46. Si chiama "replay".
  47. Diversi anni fa,
  48. degli scienziati stavano studiando
    l'apprendimento nei topi
  49. osservandoli mentre scorrazzavano
    in un labirinto
  50. e registrando l'attività
    nei loro centri della memoria.
  51. Mentre il topo si spostava
    per il labirinto,
  52. cellule cerebrali differenti
    codificavano parti diverse del labirinto.
  53. Se associassimo un suono
    a ogni cellula cerebrale,
  54. quello che sentiremmo
    mentre il topo impara il percorso
  55. sarebbe la traccia
    distintiva di quel ricordo.
  56. Farebbe più o meno così.
  57. (Sequenza di note musicali)

  58. Quella che si sentiva era la traccia
    distintiva dell'apprendimento.

  59. Poi fecero qualcosa di geniale.
  60. Continuarono ad ascoltare il cervello
    di questi topi mentre si addormentavano
  61. e scoprirono una cosa straordinaria.
  62. I topi, mentre dormivano,
  63. iniziarono a riprodurre
    quella stessa traccia mnemonica.
  64. Ora, però, la riproducevano
    quasi dieci volte più velocemente
  65. rispetto a quando erano svegli.
  66. Quindi ora sentirete qualcosa come...
  67. (Sequenza veloce di note musicali)

  68. Questo sembrerebbe essere il secondo modo

  69. in cui il sonno aiuta
    a consolidare questi ricordi.
  70. Il sonno rivive e registra questi ricordi
  71. in un nuovo circuito nel cervello,
  72. consolidando
    quella rappresentazione mnemonica.
  73. Infine, il sonno giova alla memoria

  74. tramite processi
    di integrazione e associazione.
  75. Infatti, stiamo scoprendo che il sonno
  76. è più ingegnoso
    di quanto avessimo immaginato.
  77. Il sonno non consolida
    semplicemente i singoli ricordi.
  78. Il sonno, in realtà, interconnette
    abilmente i nuovi ricordi tra loro.
  79. Di conseguenza,
  80. il giorno dopo potremmo svegliarci
  81. con una nuova rete
    di associazioni mentali.
  82. E potremmo trovare soluzioni
    a problemi prima incomprensibili.
  83. Questa è, probabilmente, la ragione

  84. per cui non vi dicono mai
    di rimanere svegli
  85. quando avete un problema.
  86. Vi dicono, invece, di dormirci su,
  87. ed è esattamente quello
    che la scienza ci insegna.