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← Basta formazione, Iniziamo a parlarne. Leondra Hanson. TEDxMinneapolis

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Showing Revision 130 created 10/29/2019 by Elena Montrasio.

  1. Quando lo scorso anno
    il Movimento #MeToo divenne virale
  2. fu scostata la tenda
    e svelato un problema
  3. che da tempo era stato celato
    agli occhi di tutti.
  4. Non restammo scioccati o sorpresi
    nel venire a conoscenza di tali fatti,
  5. non si trattava di nuove statistiche.
  6. Ciò che in effetti venne svelato
    fu la nostra carenza nell’agire,
  7. la nostra inadeguatezza nel reagire.
  8. Il Movimento Me Too raccolse le storie,
    diede loro un volto e un nome,
  9. le portò avanti e ce le mise di fronte
  10. sollevando una nuova questione.
  11. Ci disse: “Abbiamo intenzione
    di fare qualcosa al riguardo?"
  12. È per questo che, in qualità di avvocato,
    insegnante e formatrice,
  13. la domanda che mi è stata posta
    più frequentemente negli ultimi mesi è:
  14. “Allora, cosa facciamo adesso?"
  15. Cosa facciamo adesso?
  16. Per ciascuno dei miei ruoli dovrei essere
    in grado di stilare un mucchio di idee,
  17. ma quando mi è stata fatta
    questa domanda,
  18. non ho avuto nessuna grande intuizione.
  19. La prima volta in cui qualcuno
    mi ha posto questa domanda, d'istinto
  20. ho detto la prima cosa
    che mi veniva in mente, e cioè:
  21. “Penso che dovremmo
    continuare a parlarne”.
  22. E ripensando alla risposta data
    mi sono detta:
  23. “Non è forse troppo riduttivo?"
  24. Tuttavia, nel corso degli ultimi mesi
    ho raccolto molte testimonianze
  25. in svariati contesti, formali e informali,
  26. da ogni genere di persone,
  27. e credo che la gente
    si senta davvero a disagio.
  28. Continuo a ricevere i soliti commenti
    e a sentire le stesse domande.
  29. La gente dice cose del tipo:
    Cosa ne dici degli abbracci? Vanno bene?
  30. Devo aprire la porta del mio ufficio?
    È sbagliato fare riunioni a porte chiuse?
  31. Mi innervosisco quando faccio
    un complimento a una collega.
  32. E tutti vogliono parlare del limite.
  33. Perché c'è un limite, giusto?
  34. Certi comportamenti sono peggiori di altri
  35. Sono giunta alla conclusione
  36. che #MeToo rappresenti
    un’opportunità per una resa dei conti
  37. ma sembriamo così ansiosi
    di trovare una forma di riconciliazione.
  38. Esiste qualche nuova regola
    da applicare per poter andare avanti?
  39. Penso che possiamo passare
    dall’essere giudicati alla riconciliazione
  40. ma non finché non cambieremo discorso.
  41. Fortunatamente, come dovrebbe fare
    ogni brava relatrice di Ted,
  42. mi sono munita di cinque punti,
    finalizzati al cambiamento del discorso.
  43. (Risate)
  44. Punto primo, dobbiamo smettere
    di fare formazione e cominciare a parlare.
  45. Dobbiamo smettere di fare formazione
    sulle molestie sessuali.
  46. E penso che gli avvocati e chi si occupa
    di risorse umane presenti in sala
  47. possano sentirsi un po' indispettiti.
  48. Per metterci tutti d’accordo,
  49. ho optato per una rapida formazione
    sulle molestie sessuali di 30 secondi.
  50. Per fare ciò, ho rispolverato
    una vecchia presentazione Powerpoint
  51. che utilizzai 15 anni fa
    su questo argomento.
  52. Ed eccoci qua.
  53. Formazione in 30 secondi
    sulle molestie sessuali.
  54. Ce ne sono di due tipi.
  55. Servono un sacco di parole
    per spiegare queste due tipologie,
  56. specialmente la seconda.
  57. Persino i tribunali non sono
    del tutto sicuri di cosa si tratti,
  58. sanno a malapena trattare di bullismo,
    ma non è sufficiente.
  59. Non preoccupatevi,
    si tratta solo di ciò che è illegale.

  60. Il vostro datore di lavoro
    può porre maggiori limiti,
  61. segnalare un video inappropriato
    recitato goffamente
  62. su un massaggio alle spalle
    nella stanza delle fotocopie,
  63. (Risate)
  64. un promemoria per ricordarvi di chiamare
    le risorse umane per qualsiasi dubbio.
  65. Non dimenticate che i supervisori possono
    essere individualmente responsabili.
  66. Non siate minacciosi e visti come tali.
  67. (Applausi) (Urla)
  68. La formazione sulle molestie sessuali
    non è cambiata
  69. negli ultimi decenni.
  70. Adesso puoi farla anche online
    senza dover incontrare un’altra persona.
  71. (Risate)
  72. Ci si è sforzati di cambiarla
  73. ma il problema legato
    alla formazione su tali molestie

  74. è che è radicato nella prevenzione
    del rischio stesso.
  75. La formazione sulle molestie sessuali
    esiste perché i tribunali dicono,
  76. “Datori di lavoro, se fate questi corsi
    evitate responsabilità se accade qualcosa",
  77. La formazione sulle molestie sessuali
    è nata dalle controversie giudiziarie
  78. ed è stata incrementata dagli avvocati.
  79. Ora, per il bene dei miei tre figli,
  80. essere stati cresciuti da avvocati
    non è stato il peggior metodo educativo.
  81. (Risate)
  82. Ciononostante, è giunta l’ora
    in cui la formazione sulle molestie sessuali
  83. prenda le distanze
    da questa cornice di condiscendenza
  84. perché conversare è rischioso.
  85. Non saremo mai in grado di passare
    dalla rivalsa alla riconciliazione
  86. se non siamo disposti
    a percorrere un cammino rischioso.
  87. Punto secondo,
    dobbiamo correre qualche rischio.
  88. Conversare è rischioso.
  89. Uno dei rischi da affrontare
  90. consiste nell'essere disposti
    ad ammettere i nostri errori.
  91. Non ci siamo sempre impegnate
    fino in fondo in questo tipo di discorsi
  92. e dobbiamo essere disposte ad ammetterlo.
  93. Nelle aziende, se i leader
    possono farsi avanti e dire:
  94. “Sai, una volta la vedevo in questo modo
  95. ma ora la penso diversamente”.
  96. Questo spiana la strada
    ad altre persone a fare lo stresso.
  97. Ma parlare di cose
    che abbiamo sbagliato fa paura.
  98. Quindi comincio io.
  99. Questa sono io.
  100. Sono quella coi capelli ricci.
  101. Mentre la ragazza molto più giovane,
    carina e bionda è la mia sorellina,
  102. e questo è il nostro cavallo,
    si chiama Jim.
  103. Ho amato la mia infanzia nel Montana
    e ho amato quella ragazza
  104. così forte e autonoma,
  105. anche se c’erano ancora
    molte cose che ignorava.
  106. Una di queste
  107. è che se mi aveste chiesto all’epoca
    e negli anni a seguire,
  108. se fossi una femminista,
  109. probabilmente la mia risposta
    sarebbe stata “No”, ok?
  110. Poi, iniziando a vivere, ascoltare
    e apprendere, la mia prospettiva è cambiata
  111. Ho ritenuto ci fosse spazio per tutti
    al tavolo delle pari opportunità,
  112. persino per chi tra noi
    guida col cambio manuale
  113. sella un cavallo e sculaccia un maiale.
  114. (Risate)
  115. Siamo tutti in viaggio,
  116. e dobbiamo essere consapevoli
    dei nostri errori.
  117. Il rovescio della medaglia,

  118. è che dobbiamo essere aperti
    anche ai viaggi degli altri,
  119. lasciare che commettano errori.
  120. Se ogni volta che in questo discorso
  121. pensiamo che qualcuno
    stia sbagliando qualcosa,
  122. e la nostra reazione è di radunare
    il nostro stormo di uccellini blu
  123. per mandarli su internet
    a beccare fino alla morte,
  124. di certo non inviteremo la gente
    a unirsi al discorso,
  125. non faremo che allontanarla.
  126. (Applausi)
  127. Punto terzo, abbiamo trovato del tempo
    e abbiamo deciso di correre dei rischi.
  128. Di cosa stiamo parlando invece?
  129. Dobbiamo poter parlare
    di potere, consenso, interruzione.
  130. Quando pensiamo alle notizie
    che abbiamo visto
  131. che trattano casi di molestie sessuali
    e violenze sessuali,
  132. è facile individuare dove sta il potere.
  133. Le persone nei notiziari
    sono ricchi politici.
  134. Sono magnati dei media
    che hanno controllo e potere
  135. non solo all’interno del loro ambiente,
  136. ma anche sulle leggi
    e sulla mentalità popolare.
  137. Non devi essere un magnate dei media
    o un ricco politico per avere potere.
  138. Il potere può esistere in una comunità,
  139. si tratta banalmente
    di avere informazioni che altri non hanno,
  140. avere il controllo sui soldi di un altro.
  141. Può essere il parlare una lingua.
  142. Bisogna identificare il potere
    e chi lo detiene nel nostro contesto,
  143. se ne abbiamo un po' e di che tipo è.
  144. Perché la violenza sessuale prospera
  145. quando le cattive intenzioni
    incontrano il potere, l’occasione,
  146. e un basso rischio di essere puniti.
  147. Occorre identificare e parlare del potere.
  148. Ma i nostri discorsi sembrano
    sempre andare nella stessa direzione
  149. e cioè quella di una storia finita male,
  150. un episodio sfortunato,
    una comunicazione fraintesa.
  151. Penso che qualcosa
    di più sinistro accada
  152. in quasi tutte le storie che conosciamo.
  153. Ma anche se a volte il problema
    è dato dalla cattiva comunicazione
  154. allora perché non parliamo di permesso?
  155. Non parliamo di permesso
    nell’educazione sessuale ai nostri figli,
  156. e non ne parliamo durante
    la formazione nei posti di lavoro.
  157. E qui nello stoico Minnesota
  158. non sono sicura che ne stiamo parlando.
  159. Dobbiamo parlare di permesso.
  160. Quando dovremmo richiederlo?
  161. Come richiederlo?
  162. E come si fa a negarlo?
  163. (Applausi)
  164. Dobbiamo anche parlare di interruzione;
  165. non ci vuole molto
    per trovare un testimone
  166. che non sapeva cosa fare o cosa dire
  167. o più semplicemente
    ha scelto di non farlo.
  168. Perché è molto più semplice,
    quando una nostra collega ci confida:
  169. “Sai, Bob mi fa sentire
    davvero a disagio”,
  170. che il nostro primo pensiero
    sia sempre: “È’ solo Bob”.
  171. Perché è così difficile chiedere
    “Come mai?”, “Tutto bene?"
  172. “C’è qualcosa che posso fare?"
  173. Abbiamo bisogno di parlare di potere,
    permesso e interruzione.
  174. Quarto punto, abbiamo bisogno
    che la gente si presenti alle discussioni.
  175. Tengo molti discorsi su questi argomenti
  176. e spesso mi ritrovo a fissare
    una mare di volti femminili.
  177. Ho fatto i cosiddetti
    "calcoli dell’avvocato"
  178. durante le ultime due presentazioni
    che ho tenuto,
  179. per vedere quali fossero le statistiche,
  180. e ho contato
    che meno del 10% delle persone
  181. che partecipano a una discussione
    #MeToo o a una sulle molestie sessuali
  182. sono uomini.
  183. Eppure, continuo
    a ricevere questa domanda,

  184. di solito da donne alle conferenze:

  185. “Cosa fare con gli uomini così
    perbene nel mio ufficio?
  186. Lavoro con uomini davvero perbene
    che vorrebbero fare qualcosa.
  187. Si sentono a disagio.
    Come posso aiutarli?"
  188. La mia risposta è piuttosto semplice:
  189. partecipare.
  190. Signori, abbiamo bisogno
    che vi presentiate a questi incontri.
  191. Anzi, come non detto.
  192. Voi avete bisogno
    di presentarvi a questi incontri.
  193. Il 3% degli uomini subirà uno stupro
    o un tentato stupro,
  194. e questi sono solo quelli denunciati.
  195. Molti di noi in questa stanza potrebbero
    non subire mai una violenza sessuale;
  196. la maggior parte di noi
    non commetterà mai una violenza sessuale.
  197. Ma avrà comunque un impatto su tutti noi.
  198. Ha un impatto su di noi adesso e in ogni
    dialogo che sosteniamo nel posto di lavoro
  199. Quindi, la mia sfida, la mia speranza,
    è che quando gli uomini si domandano
  200. se debbano aprire la porta
    dei loro uffici per essere sicuri,
  201. certo, aprite la porta.
  202. Ma potete anche aprire
    gli occhi, i cuori e le menti
  203. alle storie che #MeToo ci sta raccontando
    e alla realtà di quelle storie?
  204. Punto cinque: dobbiamo
    mandare in pensione questo spettro.
  205. Siccome ne parliamo ogni momento,
  206. da un lato, ecco la roba
    che non è un grosso problema
  207. e che probabilmente
    dovresti superare.
  208. Qui sotto c’è la roba
    davvero terrificante.
  209. È davvero orribile.
  210. Non ci piace parlare dei fatti orribili,
  211. praticamente mai.
  212. Tendiamo a concentrarci
    sui fatti più facili da superare,
  213. soprattutto al lavoro
    e nella nostra formazione.
  214. Potremmo anche
    non riuscire a superarli,
  215. perché quando parliamo
    di abbracci e complimenti,
  216. non credo nemmeno
    che siano oltre il limite.
  217. Amo gli abbracci e i complimenti,
    sono fantastici.
  218. Il problema di abbracci e complimenti
    sussiste solo quando se ne abusa,
  219. quando sono usati
    per sminuire anziché sollevare.
  220. Ma passiamo così tanto tempo
    al limite di quello spettro
  221. che non riusciamo a indagare
    su ciò che sta succedendo davvero,
  222. e comunque non vogliamo credere
    alla fine spaventosa.
  223. Vogliamo estrarre tutto da lì
    e classificarlo qui.
  224. Allora, il punto è questo:
    non è uno spettro.
  225. È un sistema.
  226. E finché non ci abitueremo all’idea
    che potrebbe essere complicato
  227. parlare della sua interdipendenza,
    delle sue complessità,
  228. allora non lo smantelleremo,
  229. e abbiamo bisogno
    di smantellare il sistema.
  230. Nella formazione utilizziamo un concetto
  231. che si chiama “il perché convincente”.
  232. L’idea di fondo è che se sappiamo
    perché stiamo facendo qualcosa,
  233. la faremo meglio,
    la apprenderemo meglio
  234. e capiremo di più.
  235. Dobbiamo cambiare il motivo
    di questa conversazione.
  236. Non possiamo non farlo
    per evitare di essere denunciati.
  237. Dobbiamo avere un motivo più valido.
  238. E nel cercare di trovare motivi più validi
  239. ci siamo inventati cose tipo:
    “È meglio come risultato finale".

  240. C’è un caso aziendale per questo:
  241. se rendiamo davvero il posto di lavoro
    più sicuro e migliore,
  242. avremo una forza lavoro migliore,
    produrremo più lavoro”.
  243. E questo è un motivo più valido,
  244. anche se continuo a pensare
    che non sia “il” motivo.
  245. Voglio raccontarvi il motivo per cui parlo
    di violenza e molestie sessuali,
  246. il mio perché convincente.
  247. Ho una storia #MeToo da raccontarvi.
  248. Questa storia #MeToo non riguarda me.
  249. Questa è Suzie.
  250. Ho conosciuto Suzie
    quando mi sono innamorata di suo fratello,
  251. e siamo diventate una famiglia
    quando l’ho sposato.
  252. Quando sono entrata a far parte
    della famiglia Hanson,
  253. Suzie era già stata violentata.
  254. Non ne ho mai realmente parlato con lei.
  255. Non sapevo molto
    di quello che era successo.
  256. Quello che sapevo vi suonerà
    molto familiare:
  257. ha subito violenza sessuale al lavoro,
    il suo lavoro part-time,
  258. da qualcuno con il potere.
  259. Qualcuno poteva intervenire
    e interrompere ma non l’ha fatto.
  260. Tutti volevano che se ne facesse
    una ragione e lo superasse.
  261. C’era una causa in corso
    e non poteva comunque parlarne.
  262. Quindi, non ne abbiamo mai
    veramente parlato.
  263. Notavo che Suzie si sforzava
    di fare tutte quelle cose,
  264. per superare e andare avanti,
  265. ma anche nei momenti felici
  266. portava con sé paura e rabbia
    e un’ombra di vergogna.
  267. Solo più tardi compresi
    che dietro quell'ombra
  268. c’erano i sintomi di un disturbo
    da stress post-traumatico.
  269. Suzie e io facemmo una sola chiacchierata
    di cui ho un ricordo molto nitido.
  270. Sapevo che finalmente era in terapia.
  271. Era l'estate del 2000 e le chiesi:
    “Come sta andando?"
  272. Lei mi rispose “Abbastanza bene”
    e poi disse “È un po' difficile, però".
  273. Le chiesi “Perché?"
  274. Mi disse:
  275. “Il mio terapista vuole che racconti
    tutta la storia di ciò che mi è successo.
  276. Non ho mai raccontato tutta la storia”.
  277. Mi sentii spaventata e nervosa.
  278. Non ero sicura
    di voler sentire tutta la storia .
  279. Non vogliamo sentire le cose orribili.
  280. Quindi le dissi:“Perché no?"
  281. e mi rispose:“Sono così spaventata",
  282. non avrei mai più ascoltato
    la storia di Suzie.
  283. Non ne avrei mai più parlato con lei.
  284. Rivelò i dettagli più spaventosi
    al suo analista e ai suoi genitori,
  285. e poi morì suicida.
  286. La lasciammo al suo disturbo
    da stress post-traumatico.
  287. Non ne avremmo mai più parlato.
  288. La morte di Suzie è stato
    un momento decisivo della mia vita.
  289. Non solo per il mio dolore,
  290. ma perché mi ha riservato
    il posto in prima fila
  291. per la devastazione di una delle persone
    che più amavo al mondo.
  292. Quello che ho imparato con gli anni
    è che quell’unico atto di violenza
  293. ha esteso le conseguenze
    a così tante persone.
  294. Non riguarda solo gli autori e le vittime
    di violenze sessuali;
  295. Riguarda tutti noi.
  296. Le conseguenze furono enormi.
  297. Ci furono persino conseguenze
    per i miei figli
  298. che non erano nemmeno nati.
  299. Sono passati 18 anni
  300. e le nostre vite sono piene
    di risate, vitalità e divertimento,
  301. ma ho sentito la sua voce
    e visto la sua storia
  302. nelle voci di clienti e studenti e #MeToo
  303. e mi sono spesso chiesta
    perché il ciclo non cambi mai.
  304. È stato deprimente vedere la stessa cosa,
  305. lo stesso cerchio di vergogna
    e silenzio, ancora e ancora.
  306. E poi, l’anno scorso,
  307. sono diventata un po' ottimista.
  308. Sembra un po' strano pensare
  309. che #MeToo
    avrebbe potuto rendere ottimista chiunque,
  310. ma lo fece.
  311. E ho capito che la ragione
    che mi rendeva ottimista
  312. è perché quando il movimento
    ha raccolto queste storie
  313. e le ha piazzate lì davanti a noi
  314. e ci ha detto: “Avente intenzione
    di fare qualcosa al riguardo?"
  315. ci siamo detti: “Sì!"
  316. Abbiamo detto: “Il tempo è scaduto!"
  317. Abbiamo detto, “Adesso basta".
  318. Cominciammo a chiedere alla gente come me:
    “Cosa facciamo adesso?"
  319. L'energia della gente con cui parlai,
  320. anche se sanno
    che non stanno andando bene
  321. e anche se sanno che è complicato,
  322. l’energia della gente con cui parlo
    è: “Facciamo qualcosa al riguardo,
  323. ha un impatto su tutti noi".
  324. Quindi, il mio compito per voi è:
    “Sì, andiamo avanti".
  325. Cambiamo questo discorso:
  326. fatevi vedere, ascoltate, fatevi avanti.
  327. E fai quello che il mio istinto
    mi ha suggerito fin dall’inizio:
  328. continuiamo a parlarne.
  329. Grazie.
  330. (Applausi)