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Come cambiare la vostra storia può cambiarvi la vita

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    Comincerò parlandovi di una email
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    che ho ricevuto di recente.
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    La mia casella di posta in arrivo
    è piuttosto insolita
  • 0:08 - 0:10
    dato che sono una psicologa,
  • 0:10 - 0:13
    e ho anche un rubrica di consigli
    chiamata "Cara Psicologa".
  • 0:13 - 0:15
    Potete immaginarvi
    il genere di posta ricevo
  • 0:16 - 0:20
    Ho letto migliaia di lettere personali
  • 0:20 - 0:22
    scritte da sconosciuti da tutto il mondo.
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    Parlano di problemi di cuore e di perdite
  • 0:25 - 0:27
    o anche di litigi con genitori e fratelli.
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    Le tengo in una cartella sul mio portatile
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    che ho chiamato
    "I problemi del vivere".
  • 0:32 - 0:36
    Ricevo questa email,
    ne ricevo tante così,
  • 0:36 - 0:38
    e vorrei portarvi per un momento
    nel mio mondo
  • 0:38 - 0:40
    leggendovene una.
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    Ecco cosa dice:
  • 0:47 - 0:48
    "Cara Psicologa,
  • 0:48 - 0:50
    sono sposata da dieci anni
  • 0:50 - 0:53
    e le cose andavano bene
    fino a un paio di anni fa,
  • 0:53 - 0:55
    quando mio marito ha iniziato
    a non voler più fare sesso.
  • 0:55 - 0:57
    Ora non lo facciamo praticamente più."
  • 0:57 - 0:59
    Sono sicura che non ve l'aspettavate.
  • 0:59 - 1:00
    (Risate)
  • 1:00 - 1:04
    "Ieri sera ho scoperto che da alcuni mesi
  • 1:04 - 1:06
    sta al telefono di nascosto a tarda notte
  • 1:06 - 1:08
    con una donna del suo ufficio.
  • 1:08 - 1:10
    L'ho cercata su Google ed è bellissima.
  • 1:10 - 1:12
    Non posso credere che stia succedendo.
  • 1:12 - 1:16
    Quando ero piccola, mio padre
    ha avuto una relazione con una collega,
  • 1:16 - 1:17
    mandando in pezzi la famiglia.
  • 1:17 - 1:20
    Ovviamente, sono distrutta.
  • 1:20 - 1:21
    Se rimango con mio marito,
  • 1:21 - 1:23
    so che non riuscirò mai più
    a fidarmi di lui,
  • 1:23 - 1:25
    ma non voglio che i miei figli
    subiscano un divorzio,
  • 1:25 - 1:27
    un'eventuale matrigna, ecc.
  • 1:27 - 1:29
    Cosa devo fare?"
  • 1:31 - 1:34
    Allora, voi cosa pensate dovrebbe fare?
  • 1:35 - 1:36
    Se riceveste questa lettera,
  • 1:36 - 1:39
    magari pensereste
    a quanto faccia male l'infedeltà.
  • 1:40 - 1:43
    Oppure a quando sia dolorosa
    per questa donna,
  • 1:43 - 1:46
    vista l'esperienza col padre.
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    Come me, probabilmente anche voi
    provereste empatia per lei.
  • 1:49 - 1:50
    Potreste persino provare,
  • 1:50 - 1:52
    per dirla con un eufemismo,
  • 1:52 - 1:55
    sentimenti non del tutto "positivi"
    per il marito.
  • 1:55 - 1:58
    Anch'io penso queste cose
  • 1:58 - 2:00
    leggendo le email che ricevo.
  • 2:00 - 2:03
    Devo, però, essere molto cauta
    nel rispondere,
  • 2:03 - 2:07
    perché so che ogni lettera
    corrisponde a una storia
  • 2:07 - 2:09
    scritta da uno specifico autore,
  • 2:09 - 2:12
    ma so anche che esiste un'altra versione.
  • 2:12 - 2:14
    C'è sempre un'altra versione.
  • 2:14 - 2:15
    Lo so
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    perché come psicologa ho imparato
  • 2:18 - 2:21
    che siamo tutti inattendibili
    quando narriamo le nostre vite.
  • 2:21 - 2:22
    Vale per me,
  • 2:23 - 2:24
    vale per voi
  • 2:24 - 2:27
    e anche per le persone che conoscete.
  • 2:27 - 2:29
    Probabilmente non avrei dovuto dirvelo
  • 2:29 - 2:31
    perché adesso diffiderete
    del mio TED Talk.
  • 2:31 - 2:34
    Non intendevo dire
    che lo facciamo apposta.
  • 2:34 - 2:37
    Ciò che la gente mi racconta
    è per lo più del tutto vero,
  • 2:37 - 2:39
    ma lo è dal loro punto di vista
    in quel momento.
  • 2:39 - 2:41
    A seconda di ciò che enfatizzano
    o minimizzano,
  • 2:42 - 2:43
    di ciò che tralasciano o meno,
  • 2:43 - 2:45
    di ciò che vogliono che io veda,
  • 2:45 - 2:48
    danno alle loro storie
    un taglio particolare.
  • 2:48 - 2:51
    Lo psicologo Jerome Bruner
    l'ha spiegato perfettamente dicendo:
  • 2:51 - 2:56
    "Raccontare una storia implica, sempre,
    una presa di posizione morale."
  • 2:56 - 2:59
    Tutti ci portiamo appresso
    storie sulla nostra vita:
  • 2:59 - 3:01
    i motivi delle scelte,
    le cause degli errori,
  • 3:01 - 3:03
    come abbiamo trattato qualcuno
  • 3:03 - 3:05
    ovviamente come si meritavano,
  • 3:05 - 3:07
    o perché noi siamo stati trattati così,
  • 3:07 - 3:09
    come ovviamente non ci meritavamo.
  • 3:09 - 3:12
    Le storie sono il modo in cui
    diamo senso alla nostra vita.
  • 3:12 - 3:14
    Cosa succede, però,
    quando le storie che raccontiamo
  • 3:14 - 3:18
    sono fuorvianti, incomplete
    o semplicemente inesatte?
  • 3:19 - 3:21
    Beh, invece di fare chiarezza,
  • 3:21 - 3:22
    queste storie ci bloccano.
  • 3:23 - 3:26
    Crediamo che siano le circostanze
    a dar forma alle nostre storie.
  • 3:26 - 3:28
    Il mio lavoro mi ha però
    più volte dimostrato
  • 3:28 - 3:30
    che succede l'inverso.
  • 3:30 - 3:34
    La narrazione che diamo delle nostre vite
    determina la forma che assumono.
  • 3:35 - 3:37
    È il pericolo delle nostre storie
  • 3:37 - 3:38
    perché possono davvero danneggiarci,
  • 3:38 - 3:40
    ma è anche la loro forza,
  • 3:40 - 3:43
    perché significa che se riusciamo
    a cambiare le nostre storie,
  • 3:43 - 3:45
    allora possiamo cambiare le nostre vite.
  • 3:45 - 3:47
    Oggi voglio mostrarvi come
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    Vi ho detto che sono una psicologa,
  • 3:49 - 3:52
    e lo sono davvero, non sono
    una narratrice inaffidabile.
  • 3:52 - 3:55
    Tuttavia, se sono in aereo, per esempio,
  • 3:55 - 3:56
    e qualcuno mi chiede che lavoro faccio,
  • 3:57 - 3:59
    di solito dico di essere un editor.
  • 3:59 - 4:02
    Lo faccio perché se rispondo
    di essere una psicologa,
  • 4:02 - 4:05
    ricevo sempre commenti imbarazzanti, tipo:
  • 4:05 - 4:06
    "Oh, una psicologa.
  • 4:06 - 4:08
    Intende psicoanalizzarmi?"
  • 4:08 - 4:10
    Al che io penso: "A: no,
  • 4:10 - 4:12
    B: perché lo dovrei fare qui?
  • 4:13 - 4:14
    Se rispondessi ginecologa,
  • 4:14 - 4:17
    mi chiederesti se intendo farti
    un esame pelvico?"
  • 4:17 - 4:19
    (Risate)
  • 4:19 - 4:21
    Ma rispondo editor soprattutto
  • 4:21 - 4:23
    perché è vero.
  • 4:23 - 4:26
    Ogni psicologo aiuta
    le persone a "revisionare",
  • 4:26 - 4:28
    ma la cosa interessante del mio ruolo
    come Cara Psicologa,
  • 4:28 - 4:31
    è che quando lo faccio,
    non è solo per una sola persona:
  • 4:31 - 4:34
    cerco di insegnare come revisionarsi
    a un intero gruppo di lettori,
  • 4:34 - 4:36
    partendo ogni settimana da una lettera.
  • 4:36 - 4:37
    Quindi penso a cose come:
  • 4:37 - 4:39
    "Qual è il materiale non pertinente?"
  • 4:39 - 4:43
    "Il protagonista va avanti
    o gira in tondo,
  • 4:43 - 4:46
    i personaggi secondari sono importanti
    o sono solo una distrazione?"
  • 4:46 - 4:48
    "La trama segue un tema?"
  • 4:49 - 4:50
    Quello che ho notato
  • 4:50 - 4:54
    che nelle storie della maggior parte
    delle persone ci sono due temi principali.
  • 4:54 - 4:56
    Il primo è la libertà
  • 4:56 - 4:57
    e il secondo è il cambiamento.
  • 4:57 - 4:59
    Così, quando revisiono le storie,
  • 4:59 - 5:01
    comincio da quei temi.
  • 5:01 - 5:04
    Consideriamo per un momento la libertà.
  • 5:04 - 5:06
    Le nostre storie sulla libertà sono così:
  • 5:06 - 5:08
    in generale, crediamo
  • 5:08 - 5:12
    di godere di un'enorme libertà.
  • 5:12 - 5:14
    Tranne nel caso del problema in questione,
  • 5:14 - 5:17
    quando, improvvisamente,
    sentiamo di non averne.
  • 5:17 - 5:20
    In molte storie ci sentiamo
    intrappolati, vero?
  • 5:20 - 5:22
    Ci sentiamo vincolati
    dalla famiglia, dal lavoro,
  • 5:22 - 5:24
    dalle relazioni, dal passato.
  • 5:25 - 5:28
    A volte ci imprigioniamo da soli,
    con storie di auto-flagellazione.
  • 5:28 - 5:29
    So che le conoscete tutti:
  • 5:29 - 5:32
    "Tutti hanno una vita migliore della mia,"
  • 5:32 - 5:33
    grazie social media!
  • 5:33 - 5:36
    "Sono un impostore,"
    "Non sono fatto per essere amato,"
  • 5:36 - 5:38
    "Niente andrà mai per il verso giusto."
  • 5:38 - 5:40
    "Quando dico 'Ciao Siri'
    lei non mi risponde
  • 5:40 - 5:42
    e quindi mi odia."
  • 5:42 - 5:45
    Vedo che non sono la sola.
  • 5:46 - 5:47
    Anche la donna della lettera
  • 5:47 - 5:49
    si sente in trappola.
  • 5:49 - 5:52
    Se rimane col marito,
    non si fiderà più di lui,
  • 5:52 - 5:55
    ma se lo lascia, i suoi figli soffriranno.
  • 5:55 - 5:58
    C'è una vignetta che credo
    sia un esempio perfetto
  • 5:58 - 6:00
    di ciò che succede davvero
    in quelle storie.
  • 6:00 - 6:03
    Si vede un prigioniero
    che scuote le sbarre
  • 6:03 - 6:05
    cercando di uscire dalla cella,
  • 6:05 - 6:07
    ma sia a destra che a sinistra
    è tutto aperto.
  • 6:07 - 6:09
    Niente sbarre.
  • 6:09 - 6:11
    Il prigioniero non è rinchiuso.
  • 6:12 - 6:13
    È così per quasi tutti noi.
  • 6:13 - 6:15
    Ci sentiamo del tutto prigionieri,
  • 6:15 - 6:17
    bloccati nella cella
    delle nostre emozioni.
  • 6:17 - 6:19
    Non aggiriamo le sbarre per liberarci
  • 6:19 - 6:21
    perché sappiamo che c'è un tranello.
  • 6:21 - 6:23
    Libertà significa responsabilità
  • 6:24 - 6:28
    e se ce la assumiamo per il ruolo
    che abbiamo nelle nostre storie,
  • 6:28 - 6:30
    potremmo dover cambiare.
  • 6:30 - 6:33
    Il cambiamento è l'altro tema comune
    delle nostre storie.
  • 6:33 - 6:35
    Quelle storie fanno così:
  • 6:35 - 6:37
    una persona dice: "Voglio cambiare,"
  • 6:37 - 6:39
    ma ciò che intende realmente è:
  • 6:39 - 6:42
    "Voglio che un altro personaggio
    della storia cambi."
  • 6:42 - 6:44
    Ecco come gli psicologi descrivono
    il problema:
  • 6:44 - 6:47
    "Se la regina avesse le palle,
    sarebbe il re."
  • 6:47 - 6:48
    Voglio dire...
  • 6:48 - 6:49
    (Risate)
  • 6:49 - 6:51
    Non ha senso, vero?
  • 6:52 - 6:54
    Perché non dovrebbe essere
    il protagonista,
  • 6:54 - 6:56
    che è l'eroe della storia, a cambiare?
  • 6:56 - 6:58
    Potrebbe essere perché il cambiamento,
  • 6:58 - 7:00
    anche quello del tutto positivo,
  • 7:00 - 7:02
    comporta una sorprendente
    dose di perdita.
  • 7:02 - 7:04
    La perdita di ciò che ci è familiare,
  • 7:04 - 7:07
    che anche se spiacvole o deprimente,
  • 7:07 - 7:10
    rimane ciò di cui conosciamo
    personaggi, trama, scenario,
  • 7:10 - 7:12
    fino al dialogo ricorrente della storia.
  • 7:12 - 7:13
    "Non fai mai il bucato!"
  • 7:13 - 7:15
    "L'ho fatto l'ultima volta!"
  • 7:15 - 7:16
    "Davvero? E quando?"
  • 7:16 - 7:18
    È stranamente confortante
  • 7:18 - 7:20
    sapere perfettamente come finirà la storia
  • 7:20 - 7:22
    tutte le volte.
  • 7:22 - 7:26
    Scrivere un nuovo capitolo
    equivale ad avventurarsi nell'ignoto.
  • 7:26 - 7:28
    È come fissare un foglio bianco.
  • 7:28 - 7:30
    E come ogni scrittore può dirvi,
  • 7:30 - 7:32
    nulla spaventa di più della pagina vuota.
  • 7:32 - 7:34
    Ma ecco il punto:
  • 7:34 - 7:36
    una volta iniziato a revisionare
    la nostra storia,
  • 7:36 - 7:39
    diventa molto più facile scrivere
    il capitolo successivo.
  • 7:39 - 7:43
    Nella nostra cultura si parla tanto
    di imparare a conoscere noi stessi,
  • 7:43 - 7:46
    ma per farlo, è necessario prima scordare
    in parte ciò che già sappiamo.
  • 7:46 - 7:50
    Abbandonare la versione della storia
    che ci siamo raccontati finora,
  • 7:50 - 7:52
    per poter vivere la nostra vita
  • 7:52 - 7:54
    e non la storia che ci siamo raccontati
  • 7:54 - 7:55
    sulla nostra vita.
  • 7:56 - 7:59
    Ecco come si aggirano quelle sbarre.
  • 7:59 - 8:03
    Allora, torniamo alla lettera
    di quella donna sul tradimento.
  • 8:03 - 8:05
    Mi chiede cosa dovrebbe fare.
  • 8:05 - 8:07
    Sulle pareti
    del mio ufficio c'è scritto:
  • 8:07 - 8:09
    ultracrepidarianismo.
  • 8:09 - 8:14
    È l'abitudine di dare consigli o opinioni
    su cose fuori dalla nostra competenza.
  • 8:14 - 8:15
    Gran bella parola, vero?
  • 8:15 - 8:17
    Può essere usata
    nei contesti più disparati.
  • 8:17 - 8:20
    Sono sicura che la userete
    dopo questo TED Talk.
  • 8:20 - 8:22
    Io la uso per ricordarmi
    che, in qualità di psicologa,
  • 8:22 - 8:25
    posso aiutare le persone a capire
    ciò che vogliono fare,
  • 8:25 - 8:27
    ma non posso prendere
    scelte di vita per loro.
  • 8:28 - 8:30
    Solo voi potete scrivere la vostra storia
  • 8:30 - 8:32
    vi servono solo alcuni strumenti.
  • 8:33 - 8:34
    Vorrei quindi revisionare
  • 8:34 - 8:37
    la lettera di questa donna
    assieme a voi, qui,
  • 8:37 - 8:40
    per mostrarvi come possiamo tutti
    rivedere le nostre storie.
  • 8:40 - 8:42
    Vorrei cominciare col chiedervi
  • 8:42 - 8:46
    di pensare a una storia
    che vi state raccontando ora
  • 8:46 - 8:48
    e che potrebbe non andare bene.
  • 8:48 - 8:51
    Potrebbe riguardare una circostanza
    che state vivendo,
  • 8:51 - 8:53
    potrebbe riguardare qualcuno
    nella vostra vita
  • 8:53 - 8:55
    e potrebbe persino riguardare voi stessi.
  • 8:56 - 8:59
    Voglio che osserviate
    i personaggi secondari.
  • 8:59 - 9:01
    Chi sono le persone che vi aiutano
  • 9:01 - 9:04
    a mantenere
    la versione sbagliata della storia?
  • 9:04 - 9:06
    Per esempio, se la donna della lettera
  • 9:06 - 9:07
    raccontasse tutto agli amici,
  • 9:07 - 9:11
    questi le offrirebbero la cosiddetta
    "compassione idiota",
  • 9:11 - 9:14
    sostenendo la storia con frasi tipo:
  • 9:14 - 9:16
    "Hai ragione, è così ingiusto,"
  • 9:16 - 9:19
    detto a un amico che ha perso
    la promozione che voleva,
  • 9:19 - 9:22
    anche se sappiamo
    che non è la prima volta,
  • 9:22 - 9:24
    perché non si impegna davvero
  • 9:24 - 9:26
    e probabilemente ruba
    la cancelleria in ufficio.
  • 9:26 - 9:27
    (Risate)
  • 9:27 - 9:30
    Diciamo: "Hai ragione, è un idiota,"
  • 9:30 - 9:33
    quando un'amica ci dice
    che il fidanzato l'ha lasciata,
  • 9:33 - 9:35
    anche se sappiamo che nelle relazioni
  • 9:35 - 9:36
    lei tende
  • 9:36 - 9:39
    a messaggiarlo incessantemente
    o a perquisire i suoi cassetti,
  • 9:39 - 9:41
    portando la relazione alla rottura.
  • 9:41 - 9:43
    Riconosciamo il problema, come a dire:
  • 9:43 - 9:46
    se in ogni bar dove vai scoppia una rissa,
  • 9:46 - 9:47
    forse il problema sei tu.
  • 9:47 - 9:49
    (Risate)
  • 9:49 - 9:53
    Per essere bravi editor, dobbiamo
    offrire una compassione saggia,
  • 9:53 - 9:55
    non solo agli amici,
    ma anche a noi stessi.
  • 9:55 - 9:58
    Si chiama --
    credo che la definizione esatta sia --
  • 9:58 - 10:01
    "sganciare compassionevoli
    bombe di verità."
  • 10:01 - 10:03
    Queste verità scomode
    sono compassionevoli
  • 10:03 - 10:06
    perché ci aiutano a vedere
    cosa abbiamo tralasciato nella storia.
  • 10:06 - 10:07
    In realtà,
  • 10:07 - 10:10
    non sappiamo se il marito della donna
    ha una relazione
  • 10:10 - 10:13
    o perché la loro vita sessuale
    sia cambiata due anni fa
  • 10:13 - 10:16
    o a cosa siano dovute
    quelle telefonate a tarda notte.
  • 10:16 - 10:18
    Forse, a causa dei suoi pregressi,
  • 10:18 - 10:20
    la donna scrive una storia
    unicamente sul tradimento,
  • 10:21 - 10:22
    ma probabilmente c'è dell'altro
  • 10:22 - 10:25
    che non vuole che io veda,
    nella sua lettera
  • 10:25 - 10:27
    che forse persino lei rifiuta di vedere.
  • 10:28 - 10:30
    È un po' come quel tizio
    che fa il test di Rorschach.
  • 10:30 - 10:32
    Conoscete tutti quel test, vero?
  • 10:32 - 10:35
    Uno psicologo vi mostra delle macchie
    d'inchiostro come queste
  • 10:35 - 10:38
    e vi chiede: "Cosa vedete?"
  • 10:38 - 10:41
    Allora, il tizio guarda la macchia e dice:
  • 10:41 - 10:44
    "Beh, sicuramente non vedo del sangue."
  • 10:46 - 10:47
    E l'esaminatore:
  • 10:47 - 10:51
    "Ok, dimmi cos'altro
    sicuramente non vedi."
  • 10:52 - 10:54
    Nella scrittura, questo si chiama
    punto di vista.
  • 10:54 - 10:57
    Cosa si rifiuta di vedere il narratore?
  • 10:57 - 11:00
    Voglio leggervi un'altra lettera.
  • 11:01 - 11:03
    Fa così:
  • 11:05 - 11:07
    "Cara Psicologa,
  • 11:08 - 11:10
    ho bisogno di aiuto con mia moglie.
  • 11:10 - 11:12
    Ultimamente tutto ciò che faccio
    la irrita,
  • 11:12 - 11:15
    anche piccole cose, come il rumore
    quando mastico.
  • 11:15 - 11:16
    A colazione,
  • 11:16 - 11:19
    ho notato che cerca di mettere di nascosto
    più latte nei miei cereali
  • 11:19 - 11:21
    affinché siano meno croccanti."
  • 11:21 - 11:22
    (Risate)
  • 11:22 - 11:26
    "Penso che sia diventata più critica
    dopo la morte di mio padre due anni fa.
  • 11:26 - 11:28
    Io gli ero molto legato,
  • 11:28 - 11:30
    mentre suo padre se ne è andato
    quando lei era giovane
  • 11:30 - 11:32
    così non poteva capire bene
    cosa stavo passando.
  • 11:32 - 11:35
    C'è un'amica al lavoro che ha perso
    il padre pochi mesi fa
  • 11:35 - 11:37
    e quindi comprende il mio dolore.
  • 11:37 - 11:40
    Vorrei poter parlare a mia moglie
    come faccio con questa amica,
  • 11:40 - 11:43
    ma sento che ormai
    mi tollera a malapena.
  • 11:43 - 11:45
    Come posso riavere indietro mia moglie?"
  • 11:45 - 11:46
    OK.
  • 11:47 - 11:49
    Allora, probabilmente avrete capito
  • 11:49 - 11:52
    che si tratta della stessa storia
    che vi ho letto prima,
  • 11:52 - 11:55
    ma raccontata dal punto di vista
    di un narratore diverso.
  • 11:55 - 11:57
    Lei parlava di un marito fedifrago,
  • 11:57 - 12:01
    lui parla di una moglie
    che non riesce a capire il suo dolore.
  • 12:01 - 12:04
    La cosa interessante, però,
    è che nonostante tutte le differenze,
  • 12:05 - 12:08
    entrambe le storie parlano
    di un desiderio di connessione.
  • 12:09 - 12:11
    Se abbandoniamo la narrazione
    in prima persona
  • 12:11 - 12:14
    e assumiamo la prospettiva
    di un altro personaggio,
  • 12:14 - 12:17
    diventiamo molto più solidali
    verso quel personaggio,
  • 12:17 - 12:19
    e la trama si chiarisce.
  • 12:19 - 12:22
    È il passo più difficile
    quando si revisiona,
  • 12:22 - 12:24
    ma è anche l'inizio del cambiamento.
  • 12:25 - 12:28
    Cosa succederebbe se guardaste
    la vostra storia
  • 12:28 - 12:31
    e la scriveste dal punto di vista
    di qualcun altro?
  • 12:32 - 12:35
    Cosa vedreste
    da quella prospettiva più ampia?
  • 12:36 - 12:38
    Ecco perché alle persone depresse
  • 12:38 - 12:39
    a volte dico:
  • 12:39 - 12:42
    "Non sei la persona più adatta
    con cui parlare di te in questo momento,"
  • 12:42 - 12:45
    perché la depressione altera
    le nostre storie in modo strano:
  • 12:45 - 12:47
    riduce le nostre prospettive.
  • 12:47 - 12:51
    Lo stesso avviene quando ci sentiamo
    soli, feriti o rifiutati.
  • 12:51 - 12:52
    Creiamo tante storie,
  • 12:52 - 12:54
    distorte da una lente ristretta
  • 12:54 - 12:56
    che non siamo neppure
    consapevoli di usare.
  • 12:57 - 13:00
    Così, diffondiamo fake news su noi stessi.
  • 13:01 - 13:03
    Devo confessarvi una cosa.
  • 13:04 - 13:07
    Ho scritto io la lettera del marito.
  • 13:07 - 13:09
    Non sapete quanto tempo ho impiegato
  • 13:09 - 13:11
    a scegliere tra cereali e crostini.
  • 13:11 - 13:14
    L'ho scritta sulla base
    di tutte le narrazioni alternative
  • 13:15 - 13:16
    che ho visto negli anni,
  • 13:16 - 13:20
    non solo nel lavoro, ma anche
    nella mia rubrica,
  • 13:20 - 13:23
    quando due persone coinvolte
    nella stessa situazione
  • 13:23 - 13:26
    mi hanno scritto all'insaputa
    l'una dell'altra,
  • 13:26 - 13:28
    e ho trovato due versioni
    della stessa storia
  • 13:28 - 13:29
    nella cassetta di posta in arrivo.
  • 13:30 - 13:31
    È successo davvero.
  • 13:32 - 13:35
    Non so quale sia l'altra versione
    della lettera di quella donna,
  • 13:35 - 13:36
    ma so una cosa:
  • 13:36 - 13:38
    lei la deve scrivere.
  • 13:38 - 13:40
    Grazie a una revisione coraggiosa,
  • 13:40 - 13:44
    otterrà una versione più sfaccettata
    di quella inviata a me.
  • 13:44 - 13:47
    Anche se il marito ha una relazione
    di qualunque tipo,
  • 13:47 - 13:48
    e forse è vero,
  • 13:48 - 13:51
    lei non ha bisogno
    di conoscerne la trama adesso.
  • 13:52 - 13:55
    Una semplice revisione
  • 13:55 - 13:58
    le offrirà molti più possibili
    sviluppi della storia.
  • 13:59 - 14:03
    A volte vedo persone del tutto bloccate
  • 14:03 - 14:06
    che si impegnano davvero a rimanere tali.
  • 14:06 - 14:09
    Le chiamiamo "persone che si lamentano
    e rifiutano aiuto."
  • 14:09 - 14:10
    Ne conoscete di certo anche voi.
  • 14:10 - 14:13
    Quando proponete una soluzione,
  • 14:13 - 14:18
    la rifiutano dicendo: "Ah, no
    non funzienerebbe mai, perché..."
  • 14:19 - 14:22
    "Sì, ma sarebbe impossibile,
    perché non posso farlo."
  • 14:22 - 14:26
    "Sì, voglio davvero più amici,
    ma la gente è così irritante."
  • 14:26 - 14:28
    (Risate)
  • 14:28 - 14:30
    Ciò che in realtà rifiutano
  • 14:30 - 14:34
    è una modifica alla loro storia
    di tristezza e immobilità.
  • 14:34 - 14:38
    Così, con loro, io ho generalmente
    un approccio diverso:
  • 14:38 - 14:40
    dico qualcos'altro.
  • 14:40 - 14:42
    Dico loro:
  • 14:42 - 14:44
    "Moriremo tutti."
  • 14:45 - 14:48
    Scommetto che ora siete felici
    che io non sia la vostra psicologa,
  • 14:48 - 14:49
    perché loro mi guardano
  • 14:49 - 14:51
    esattamente come state facendo voi ora,
  • 14:51 - 14:53
    con un'espressione del tutto confusa.
  • 14:53 - 14:55
    Poi, però, spiego che esiste una storia
  • 14:55 - 14:58
    che viene scritta su tutti noi,
    prima o poi.
  • 14:58 - 15:00
    Si chiama necrologio.
  • 15:01 - 15:05
    Io dico che invece di essere autori
    della nostra infelicità,
  • 15:05 - 15:08
    abbiamo la possibilità di determinare
    queste storie mentre ancora viviamo.
  • 15:09 - 15:12
    Possiamo essere l'eroe
    e non la vittima delle nostre storie,
  • 15:12 - 15:15
    scegliere cosa finisce sulla pagina
    che risiede nelle nostre menti
  • 15:15 - 15:16
    e dà forma alla nostra realtà.
  • 15:17 - 15:21
    Dico loro che vivere significa scegliere
    le storie cui dare ascolto
  • 15:21 - 15:23
    e quelle che devono essere riviste.
  • 15:23 - 15:26
    Dico che vale la pena fare una revisione
  • 15:26 - 15:29
    perché nulla è più importante
    per la qualità della nostra vita
  • 15:29 - 15:31
    delle storie che ci raccontiamo
    su di essa.
  • 15:31 - 15:34
    Dico che quando si tratta
    delle storie della nostra vita,
  • 15:34 - 15:38
    dovremmo aspirare al nostro personale
    Premio Pulitzer.
  • 15:38 - 15:41
    La maggior parte di noi non è di quelli
    che si lamentano rifiutando aiuto,
  • 15:41 - 15:44
    o almeno non crediamo di esserlo.
  • 15:44 - 15:46
    Ma è un ruolo facile da assumere
  • 15:46 - 15:50
    quando ci sentiamo ansiosi,
    arrabbiati o vulnerabili.
  • 15:50 - 15:52
    Allora, la prossima volta
    che avrete problemi,
  • 15:52 - 15:54
    ricordate:
  • 15:54 - 15:55
    moriremo tutti.
  • 15:55 - 15:57
    (Risate)
  • 15:57 - 15:59
    Allora, tirate fuori
    gli strumenti di revisione
  • 15:59 - 16:01
    e chiedetevi:
  • 16:01 - 16:04
    "Quale voglio che sia la mia storia?"
  • 16:05 - 16:08
    Poi, andate a scrivere
    il vostro capolavoro.
  • 16:09 - 16:10
    Grazie.
  • 16:10 - 16:13
    (Applausi)
Title:
Come cambiare la vostra storia può cambiarvi la vita
Speaker:
Lori Gottlieb
Description:

Le storie ci aiutano a capire la nostra vita, ma se le narrazioni sono incomplete o fuorvianti, possono bloccarci invece di aiutarci a fare chiarezza. In questa utile conferenza, Lori Gottlieb, psicoterapeuta e titolare di una rubrica di consigli, ci mostra come liberarci dalle storie che ci siamo raccontati finora, diventando i revisori di noi stessi e riscrivendo la nostra storia da un diverso punto di vista.

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Video Language:
English
Team:
TED
Project:
TEDTalks
Duration:
16:41

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