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← Violenza sulle donne: capire per cambiare | Manuela Ulivi | TEDxMilano

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Showing Revision 3 created 11/13/2019 by Michele Gianella.

  1. Di fronte a questa immagine,
    non rimarrete indifferenti, lo so,
  2. perché questa è un'immagine di guerra
  3. e ci tira fuori tanti sentimenti.
  4. Non è solamente la guerra che distrugge,
  5. la guerra che crea disastri,
  6. che crea ferite.
  7. È una guerra che porta fuori
  8. dei sentimenti molto, molto pesanti.
  9. Perché ho scelto questo quadro
    per parlarvi del mio tema?
  10. Perché vorrei che vi concentraste
    proprio su questi sentimenti,
  11. che sono non solo la devastazione,
    ma sono lo sgomento,
  12. la disperazione, ma anche
    l'incredulità e la paura.
  13. Ecco, questo è quello
    che provano tantissime donne
  14. in una guerra sotterranea
    che abbiamo di fianco tutti i giorni
  15. e che io ho scoperto
    praticamente quasi per caso.
  16. Era il 1990,
  17. mi sono avvicinata a degli avvocati
  18. che contestavano quella che allora
    era una decisione dell'America
  19. di attaccare l'Iraq, di attaccare i paesi
    che avevano il petrolio,
  20. e eravamo avvocati per la pace.
  21. E lì abbiamo contestato
    quel modo prepotente di dominio
  22. che si voleva imporre.
  23. Non so se qualcuno di voi ricorda,
  24. si parlava di una possibile
    terza guerra mondiale,
  25. la guerra del Golfo.
  26. In quella occasione una donna
    mi ha avvicinata in un'assemblea
  27. in cui parlavamo di tutte queste cose,
  28. mi ha detto: "Ma perché non vieni
    nella nostra associazione?
  29. Stiamo costruendo un gruppo di donne
  30. che si occupino di donne
    che subiscono violenza".
  31. Mi ha subito incuriosita.
  32. Sono andata, ho accettato questo invito
  33. e ho scoperto veramente
    una guerra sotterranea,
  34. una guerra che le donne raccontavano,
  35. ma ancora non si conosceva
    e non se ne parlava come se ne parla oggi.
  36. Ma chi erano queste donne?
  37. Erano tanti tipi di donne.
  38. C'era molto pregiudizio,
  39. si pensava che fossero solo
    donne disperate,
  40. senza mezzi, senza capacità,
    che non avessero studiato.
  41. In realtà no,
  42. mi sono ritrovata addirittura
    delle mie colleghe
  43. che mi raccontavano situazioni di violenze
  44. che veramente sembrano sempre incredibili.
  45. Casalinghe, manager,
    libere professioniste,
  46. persone di ceto basso,
    di ceto medio, di ceto alto,
  47. persone con capacità economiche.
  48. Normalmente si pensa
    che se uno ha capacità economiche
  49. non arrivi a certi livelli. Non è vero.
  50. Abbiamo subito detto
    che questa violenza era trasversale.
  51. E come mai allora continuava ad esserci?
  52. Un aforisma mi aiuta, che dice:
  53. "che è più facile entrare
    in quasi ogni cosa che uscirne".
  54. È proprio vero. Infatti noi ascoltavamo
    tutti quei racconti e dicevamo,
  55. "Come facciamo ad aiutare queste donne
    perché possano uscire dalla violenza?".
  56. Affiancandoci a loro e sostenendole.
  57. Quindi abbiamo cominciato a studiare
  58. che cosa si potesse fare
    in modo anche attento, competente,
  59. anche scientifico.
  60. Tutto però ci è sempre venuto
    dai racconti delle donne.
  61. Il ciclo della violenza è stato studiato
    alla fine degli anni '70 in America,
  62. Leonor Walker che era una terapista,
  63. avendo ascoltato
    tante donne lo ha costruito,
  64. lo ha proprio, diciamo, portato
    perché fosse a conoscenza di tutti
  65. come si possono sviluppare queste storie.
  66. E che cos'è il ciclo della violenza?
  67. Ci racconta come ci si entra
    in questo tunnel
  68. e quanto sia difficile uscirne.
  69. C'è una prima fase che è quella
    della crescita della tensione,
  70. che è quella della provocazione,
  71. dove ci sono tanti momenti
    molto particolari che...
  72. Tra l'altro ogni storia fa a sé.
  73. C'è la donna che ci racconta
  74. della pasta che non è piaciuta
    per un qualsiasi pretesto,
  75. e magari presa insieme al piatto,
  76. buttata al cestino.
  77. La pasta tirata sulla testa della donna.
  78. Tutti racconti che io ho ascoltato.
  79. E uno si domanda ma perché una donna
    rimane dentro a questa situazione?
  80. È la prima domanda
    che si fa in genere alle donne.
  81. Beh, io vi vorrei portare qui
    la voce di una donna che ho seguito
  82. e che è uscita dalla violenza
    e che mi piaceva lo dicesse
  83. perché è l'ha detto
    in maniera molto chiara
  84. proprio davanti
    ad un giudice questo perché.
  85. Perché ero innamorata di lui
    e pensavo che potesse cambiare.
  86. "Perché ero innamorata di lui
    e pensavo che potesse cambiare."
  87. È altrettanto tipico.
  88. Uno dice, "Mah, strano.
  89. Come mai queste donne
    stanno in questa situazione?".
  90. Eppure dobbiamo fare i conti
    anche con il sentimento.
  91. E l'altra cosa?
  92. Si passa da una fase
    quindi dove cresce la tensione,
  93. si fanno delle provocazioni
    piccole o grandi,
  94. alla fase dove scoppia la tensione.
  95. Scoppia con un'aggressione,
  96. ma attenzione che non è
    solo un'attenzione fisica.
  97. Può essere anche un'aggressione verbale,
  98. può essere anche un impaurire
    attraverso la rotture di oggetti,
  99. attraverso lo sbattimento delle porte,
  100. attraverso tutta una serie di atti
    che portano a dire,
  101. "Qui decido io quello che si fa
    e come lo si fa".
  102. E allora questa è la fase in cui,
    dallo smarrimento iniziale,
  103. si arriva proprio allo sgomento,
  104. perché è una persona che ti vuole bene
    che ti sta facendo quella cosa,
  105. è una persona a cui tu magari
    hai affidato tante confidenze,
  106. un pezzo della tua vita.
  107. E quindi, se è sgomento, come reagisce?
  108. Vi voglio portare
    ancora la voce di questa donna.
  109. Ho sempre nutrito la speranza
    che fosse anche colpa mia,
  110. e che comportandomi diversamente
    tutto questo non sarebbe successo.
  111. Ecco, lei dice:
  112. "Ho nutrito la speranza
    che fosse anche colpa mia".
  113. Addirittura.
  114. Questa è una frase che fa rabbrividire.
  115. Io quando l'ho sentita e l'ho letta
    nel processo penale
  116. pensavo di avere sbagliato
    anche a leggerla.
  117. In realtà è proprio così.
  118. Lei spera che sia così
    per darsi la possibilità di uscirne.
  119. Il problema è che non se ne esce,
    perché cosa succede?
  120. C'è la fase della cosiddetta
    "Luna di miele",
  121. che è quella forse
    alla fine anche più pericolosa,
  122. anche più pericolosa dell'aggressione,
  123. perché fa pensare ad una donna
  124. che il pentimento
    e le attenzioni amorevoli
  125. che in quel momento il violento porta
    per riuscire a recuperare una situazione
  126. che forse sta perdendo di mano,
  127. eh, forse lo faranno cambiare,
  128. forse succederà qualcosa
    per cui non ci sarà più,
  129. quella situazione lì non si ripeterà.
  130. Invece Leonor Walker ci dice proprio
    che questo è un ciclo che va a ripetersi,
  131. è un tunnel
  132. e noi quando intercettiamo le donne
    vorremmo che in quella fase,
  133. tra il secondo momento del maltrattamento
    e quello della luna di miele decidessero,
  134. perché quello è il momento giusto
    per poterne uscire,
  135. è il momento in cui
    lo sgomento si trasforma in paura,
  136. qui tornano i sentimenti di una guerra,
  137. e si può cambiare qualcosa.
  138. E invece il ciclo ricomincia
    se da lì non se ne esce
  139. e si crede a quel pentimento.
  140. Vorrei farvi sentire per l'ultima volta
    la voce di questa donna.
  141. Quello che non capivo è come lui
    dopo le liti mostruose
  142. in cui mi insultava nei modi peggiori,
    "Vaffanculo, stronza",
  143. parolacce di ogni tipo,
  144. quando si calmava voleva avere
    un rapporto sessuale con me,
  145. e io non potevo dire di no,
  146. altrimenti sarebbe
    ricominciato tutto da capo.
  147. Ecco, lei aveva già messo in conto
    di non potere dire di no,
  148. perché altrimenti
    ricominciava tutto da capo.
  149. La paura, la paura che paralizza
    una donna che sta dentro questa situazione
  150. è quella che consente al violento
    di procedere e di andare avanti.
  151. In tutte queste fasi,
    quando si arriva al maltrattamento,
  152. quando si riprende il ciclo,
  153. il maltrattamento che arriva
    la volta successiva,
  154. lo dico sempre, a tutte
    le donne che incontro,
  155. è un maltrattamento
    che è sempre più grave,
  156. e quindi è importantissimo
    poter fare il passo di uscita
  157. il prima possibile.
  158. E quali sono i numeri della violenza
    di genere in Italia?
  159. Forse li avrete anche già sentiti.
  160. Una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni,
    ha subito violenza,
  161. e alla fine l'ISTAT ha calcolato
    che sono 7 milioni queste donne,
  162. di cui 4,5 milioni
    hanno subito violenza sessuale
  163. e un milione e più ha subito
    violenza sessuale ancora più grave,
  164. cioè stupri o tentati stupri.
  165. Questa è la situazione dei numeri.
  166. Sono numeri che non cambiano,
    sono numeri che si ripetono,
  167. sono numeri che abbiamo fatto emergere
  168. anche con il lavoro
    dei centri antiviolenza.
  169. Ma con il nostro lavoro
    abbiamo messo in evidenza anche i costi.
  170. Perché noi dobbiamo, anche,
    porci questa domanda:
  171. che cosa succede quando
    una donna subisce violenza?
  172. Succedono tantissime cose
    comunque anche all'esterno,
  173. e quindi andare ad un pronto soccorso,
  174. richiederà un terapeuta,
    prenderà dei farmaci,
  175. chiamerà la polizia,
    forse farà una denuncia,
  176. la denuncia sembra che sia
    quella che risolva tutto.
  177. Non è detto che questo sia,
    anzi molto spesso non lo è, purtroppo.
  178. Ci sono tribunali
  179. che lavorano costantemente su questi temi.
  180. Ci sono tutte le spese legali,
    le spese dei servizi sociali
  181. e le spese, anche,
  182. dei centri antiviolenza
    che fanno la loro parte.
  183. E tutti questi costi, moltiplicati
    per il fattore produttività,
  184. perché una donna che subisce violenza
  185. non sarà a livello sociale
    la stessa persona,
  186. non potrà essere attiva come lo è
  187. chi vive serenamente,
    più o meno, la propria vita.
  188. Che risultato dà questa operazione?
  189. È stata stimata in 26 miliardi di Euro.
  190. E noi riteniamo
    che sia anche sottostimata,
  191. sto parlando dell'Italia,
    non sto parlando del mondo, ovviamente.
  192. E nel 2017 in Italia,
  193. circa 50.000 donne si sono rivolte
    ad un centro antiviolenza.
  194. Capite che qui i numeri non tornano.
  195. I numeri sono tutti da rivedere
  196. e tra poco vi dirò anche come,
  197. per coinvolgere tutti noi
    in quello che possiamo fare,
  198. anche se non lavoriamo
    in un centro antiviolenza.
  199. Perché questo?
  200. Perché noi vi vorremmo anche,
    soprattutto le donne,
  201. vedere nel nostro centro, anche aiutarci.
  202. In tanti modi si può aiutare
    un centro antiviolenza,
  203. ma qui oggi non voglio chiedervi
    questo tipo di aiuto.
  204. Né un aiuto personale,
    né un aiuto economico,
  205. dal punto di vista dello starci
    e del sostenere,
  206. perché in genere sulla violenza
    si fa sempre questo passaggio.
  207. Quello che vi vorrei chiedere
  208. invece è quello di aiutarci tutti
  209. a ridurre questo numero di donne
  210. che devono rivolgersi
    ai centri antiviolenza.
  211. Come, direte voi?
  212. Eh, qui la situazione
    la dobbiamo valutare tutti insieme,
  213. perché oggi si parla di cambiamenti
  214. e noi dobbiamo pensare
    che purtroppo su questo tema
  215. di cambiamento
    non ce n'è stato moltissimo,
  216. perché anche la manager,
  217. anche la persona che ha disponibilità
    economiche, culturali, capacità
  218. rientra dentro questa situazione,
  219. perché è una questione
    di relazioni intime.
  220. Si dice che la violenza sia un rapporto,
  221. sia determinata da un rapporto
    di dominio tra generi.
  222. Se questo è vero allora vediamo un attimo,
  223. perché c'è la prevenzione
    che è importante, per noi.
  224. In che cosa può consistere la prevenzione?
  225. La prevenzione la possiamo fare tutti,
    incominciando dall'educazione,
  226. dall'educazione dei nostri figli.
  227. Io dico sempre, ci sono stereotipi
    che noi non riusciamo ancora a scalfire.
  228. Al maschietto si dice,
    "Non piangere come una femminuccia",
  229. il maschietto lo si iscrive a calcio,
    lo si iscrive a rugby,
  230. gli si fanno fare sport, diciamo,
    di una certa forza, virulenza;
  231. alla femmina si dice,
    "Non fare il maschiaccio,
  232. comportati bene, sii educata, sii carina",
  233. soprattutto "Sii carina".
  234. Quando noi facciamo tutto questo...
  235. Tante femmine, tantissime
    ragazzine vanno a danza,
  236. la danza ormai è
    tutto il mondo delle ragazzine.
  237. Allora quando noi facciamo
    questi passaggi,
  238. rischiamo di avere costruito
  239. una struttura che porta
    quell'uomo o quella donna,
  240. quel futuro uomo, quella futura donna
  241. a potere entrare dentro questo meccanismo,
  242. perché è un meccanismo
    dove qualcuno domina
  243. e qualcun altro rimane sotto.
  244. Allora, badate,
  245. sicuramente qui in questa sala
  246. ci saranno persone
    che o hanno subito violenza
  247. o hanno agito in violenza.
  248. E, se i numeri e la statistica
    ce la raccontano giusta,
  249. come io credo,
  250. dovremmo cominciare a farci delle domande
    su come noi ci comportiamo,
  251. e questa è la prima cosa
    scomoda che io vi dico,
  252. perché se noi continueremo
    a comportarci in questo modo,
  253. saremo anche conviventi
    con certe forme di violenza.
  254. Se noi giriamo la testa, ad esempio,
    rispetto all'amica, rispetto alla collega,
  255. rispetto al collega che si può comportare
    in maniera non scorretta, di più,
  256. che si può portare in maniera aggressiva,
  257. perché tanto ad una donna
    si possono dire tante cose,
  258. non reagirà nello stesso modo
    in cui potrebbe reagire un uomo.
  259. Ecco, allora mettiamo le basi per questo.
  260. Quindi quello che vi chiedo è di cambiare,
  261. di cambiare il nostro modo di pensare,
  262. sapendo che le donne stanno dentro
    quel ciclo della violenza
  263. perché noi a volte giriamo
    anche la faccia dall'altra parte
  264. o perché noi abbiamo costruito
    quel modo di stare delle donne
  265. dentro alle situazione
    e i rapporti di coppia.
  266. Quindi cambiare le nostre menti
    per cambiare le nostre azioni
  267. e forse per essere
    un po' più liberi e felici tutti.
  268. Grazie.
  269. (Applausi)