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Che cosa ha mangiato il tuo cibo?| Laurent Adamowicz | TEDxBeaconStreet

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    Che cosa ha mangiato il mio cibo?
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    Vi siete mai fatti questa domanda?
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    Io me lo chiedo.
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    E vi dirò perché.
    Vi condurrò in un viaggio
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    che comincia con questo adagio:
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    "Dimmi cosa mangi,
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    e ti dirò chi sei."
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    L'avete sentito tutti, vero?
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    Io sono il ranocchio.
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    Io sono Laurent, nato a Parigi
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    e da sempre
    appassionato di cibo,
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    un "buongustaio nato",
    come si suol dire.
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    Per me il cibo
    è questo ambiente di ricchezza,
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    nel quale ogni giorno
    scendevo in strada,
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    per comprare le verdure
    o il pane.
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    E ogni fine settimana,
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    il sabato dopo le lezioni
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    venivo spedito da mia nonna
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    che cucinava
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    durante tutto il weekend,
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    preparando per i suoi
    13 fratelli e sorelle
  • 1:00 - 1:03
    che venivano a pranzo la domenica.
    Era una grande riunione.
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    Insieme andavamo al mercato
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    a prendere del pesce come questo qui,
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    in genere era questo, sì.
    Questo era il suo preferito.
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    E il suo piatto preferito
    era la Trout Amandine.
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    E questo è il modo di cucinarla,
    davvero semplicissimo.
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    Si tostano in padella
    delle mandorle e l'aroma,
  • 1:19 - 1:21
    il profumo, inizia a spargersi
    per la stanza.
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    Si mettono da parte.
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    Si prende la trota,
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    si arrostisce in padella
  • 1:25 - 1:27
    e ci si mettono sopra
    le mandorle.
  • 1:27 - 1:29
    Et voilà!
    Buon appetito.
  • 1:30 - 1:31
    Semplicissimo, no?
  • 1:31 - 1:35
    Io ero un buongustaio,
    ero veramente molto interessato al cibo.
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    Ho cominciato a scrivere guide
    quando ero al college.
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    Ne ho scritte molte.
    Con la recensione dei piatti.
  • 1:40 - 1:44
    Ho scritto recensioni
    su 700 ristoranti parigini.
  • 1:44 - 1:46
    Ci andavo sempre due volte.
    E sempre in incognito.
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    E ora ritorno
    a quest'uomo,
  • 1:48 - 1:51
    Brillat-Savarin,
    il mio mentore.
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    Non solo perché lo diceva lui,
  • 1:54 - 1:57
    ma anche perché scrisse
    la "Physiologie du Goût"
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    200 anni fa.
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    Un riferimento per ogni chef
    in ogni parte del mondo.
  • 2:02 - 2:05
    Significa "Fisiologia del gusto".
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    Meditazione gastronomica,
  • 2:06 - 2:08
    meditazioni trascendentali
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    dedicate al "gastronome Parisien".
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    Quello che intendeva realmente
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    è quello che metti nello stomaco,
    certamente.
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    Ma anche,
  • 2:18 - 2:21
    usa tutti i tuoi sei sensi
  • 2:21 - 2:24
    quando inizi a pensare al cibo.
  • 2:24 - 2:26
    Innanzitutto, guardalo.
  • 2:26 - 2:27
    Poi, trova il tempo
  • 2:27 - 2:29
    di annusarlo,
  • 2:30 - 2:33
    cosa che inizia a stimolarti
    l'appetito, giusto?
  • 2:33 - 2:36
    Quindi, procedi
    a toccarlo,
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    e questa è la parte empirica.
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    E ora, ascolta.
    Ascolta il viaggio
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    che il cibo ti acconta
  • 2:43 - 2:45
    ... dov'è stato,
    da dove proviene.
  • 2:45 - 2:47
    Poi puoi divorarlo,
  • 2:47 - 2:49
    oppure procedere con calma.
  • 2:49 - 2:50
    E assaporarlo.
  • 2:50 - 2:51
    E godertelo.
  • 2:51 - 2:53
    Voi mi direte:
    "Aspetta, ma...
  • 2:53 - 2:55
    che c'è di così trascendentale?"
  • 2:55 - 2:57
    Beh, questo
    è ciò che intende lui.
  • 2:57 - 2:59
    Il cibo dev'essere anche
    divertimento.
  • 2:59 - 3:01
    Io ho studiato nutrizione
    e marketing alimentare
  • 3:01 - 3:05
    in una grande azienda, Beatrice Foods
    titolare di grandi marche.
  • 3:05 - 3:06
    Qualche anno dopo,
  • 3:06 - 3:09
    ho diretto quest'azienda
    con sede a Parigi.
  • 3:09 - 3:11
    Quest'azienda esiste
    da oltre 100 anni.
  • 3:11 - 3:15
    Ha creato prodotti alimentari
  • 3:15 - 3:17
    con l'aiuto di 200 chef
    quando ho lavorato lì.
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    L'ho diretta per sei anni.
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    Abbiamo creato migliaia
    di prodotti
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    di ogni categoria
    possibile.
  • 3:23 - 3:25
    dagli "haricot verts" al "foie gras".
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    E la cosa migliore era
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    che ogni settimana avevamo degustazioni.
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    E io non me ne perdevo neanche una.
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    Si procedeva in questo modo,
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    erano degustazioni alla cieca
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    in cui si cercava di capire
  • 3:38 - 3:40
    cosa effettivamente contenesse
    quel cibo, da dove venisse.
  • 3:40 - 3:43
    Una volta, ad esempio,
    feci delle domande allo chef,
  • 3:43 - 3:45
    stavamo degustando
    dell'olio d'oliva.
  • 3:45 - 3:48
    Non intingendoci il pane dentro,
    semplicemente assaporando l'olio,
  • 3:48 - 3:49
    dal bicchiere, annusandolo.
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    E lui mi disse:
  • 3:50 - 3:53
    "Sai che differenza c'è
    tra tutti questi oli d'oliva?"
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    "È il 'terroir'... il terrreno,
  • 3:55 - 3:57
    questa è la differenza.
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    Il sole che ricevono è lo stesso."
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    Allora io chiesi:
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    "Dimmi anche del vitello.
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    Da dove viene?
  • 4:04 - 4:06
    E cosa ha mangiato?"
  • 4:06 - 4:09
    Lui rispose: "Beh, il vitello
    è 'veau élevé sous la mère.'"
  • 4:09 - 4:11
    Che poi vuol dire "sotto la madre".
  • 4:11 - 4:12
    Era stato allevato così,
  • 4:12 - 4:15
    allattato dalla madre.
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    E la madre aveva mangiato
    erba e fiori.
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    Sembra abbastanza normale, no?
  • 4:21 - 4:22
    Ma io aggiunsi:
  • 4:22 - 4:25
    "E questo vitello speciale,
    che secondo te è il migliore,
  • 4:25 - 4:26
    dove si trova?
    La risposta fu:
  • 4:26 - 4:29
    "A 3 ore circa da Parigi.
    Possiamo andarci..."
  • 4:29 - 4:31
    E io: "Ci voglio andare.
    Lo voglio vedere questo posto."
  • 4:31 - 4:33
    Così andammo.
  • 4:33 - 4:35
    Era un macello.
  • 4:35 - 4:37
    "Fin qui, tutto normale", dissi.
  • 4:37 - 4:41
    Ma volevo vedere, capire
    cosa ci fosse di speciale in quel luogo.
  • 4:41 - 4:44
    La cosa veramente speciale
    fu che, alla fine della visita,
  • 4:44 - 4:47
    chiesi al manager:
    "Cosa ve ne fate delle carcasse
  • 4:47 - 4:48
    e degli scarti?"
  • 4:48 - 4:50
    "Ah - disse lui - facciamo
    pellet per pesci."
  • 4:51 - 4:52
    "Cosa per pesci?"
  • 4:52 - 4:53
    "Pellet per pesci."
  • 4:53 - 4:55
    Mai sentito parlare
    di pellet per pesci?
  • 4:55 - 4:57
    Io mai. Perciò dissi:
    "E dov'è che lo fanno?"
  • 4:57 - 4:59
    "A due miglia da qui
    c'è una fattoria,
  • 4:59 - 5:01
    lo fanno là,
    c'è una fabbrica."
  • 5:01 - 5:03
    "Fish pellet, eh?
  • 5:03 - 5:06
    Posso andarci? Mi piacerebbe
    vederlo questo posto."
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    Andammo anche lì,
  • 5:07 - 5:09
    si trattava
    di un allevamento di trote
  • 5:09 - 5:10
    Cosa?
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    Sì. Un allevamento di trote.
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    Io rimasi allibito
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    nel vedere tutte quelle trote
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    ammassate nelle vasche.
  • 5:17 - 5:20
    Ce n'erano migliaia.
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    E volete sapere una cosa?
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    Mangiavano solo quello.
  • 5:22 - 5:24
    Il sistema è semplicissimo:
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    hanno centinaia di vasche,
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    milioni di trote,
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    che vengono alimentate a pellet
    con meccanismo automatico.
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    Ma la cosa
    che mi ha colpito di più
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    e che mi ha fatto
    veramente arrabbiare
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    è stato l'odore di quel posto.
  • 5:36 - 5:37
    Era terribile.
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    E non era solo per le carcasse,
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    era l'interno
    e tutto quanto
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    veniva usato per fare quei pellet.
  • 5:43 - 5:44
    E indovinate un po'?
  • 5:44 - 5:46
    Se siamo quello che mangiamo,
  • 5:46 - 5:49
    siamo anche ciò ha mangiato
    il nostro cibo, giusto?
  • 5:49 - 5:52
    Pensateci un attimo.
  • 5:52 - 5:54
    La cosa mi rese
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    sì, davvero furioso
  • 5:56 - 5:58
    e disgustato.
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    E il risultato è stato
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    che non riesco più
    a mangiare una trota.
  • 6:02 - 6:03
    Naturalmente,
    ci sono molte ragioni
  • 6:03 - 6:06
    per cui a volte non si riesce
    a mangiare qualcosa.
  • 6:06 - 6:08
    Direi che, in un certo senso,
    noi non siamo soltanto
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    ciò che mangiamo, ma anche
    ciò che non mangiamo.
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    Per moltissime ragioni...
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    forse perché non ci possiamo
    permettere un certo cibo,
  • 6:15 - 6:18
    o perché siamo celiaci,
    oppure a causa di allergie.
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    Altre volte vorremmo tanto
    avere certi cibi a portata di mano,
  • 6:21 - 6:24
    invece purtroppo
    viviamo in un deserto alimentare.
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    In questo caso
    non resta altro
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    che comprare cibo confezionato.
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    Un'altra ragione potrebbe essere
  • 6:32 - 6:35
    di ordine religioso:
    "Tu non ti nutrirai di questo."
  • 6:35 - 6:38
    Oppure: "Questo non è cibo... aspetta,
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    questo è un animale domestico."
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    O ancora, la stessa cultura potrebbe
    considerare questo come cibo,
  • 6:46 - 6:48
    mentre altri dicono:
    "No, no, no...
  • 6:48 - 6:50
    questa è una specie in estinzione,
    non è mangiabile, no?"
  • 6:50 - 6:52
    In ogni caso, ho iniziato a chiedermi:
  • 6:52 - 6:54
    "Che cosa posso fare io
    a questo proposito?
  • 6:54 - 6:57
    Che cosa possiamo fare
    come collettività?
  • 6:57 - 6:58
    Ed ecco che magicamente,
  • 6:58 - 7:00
    tre anni fa,
    ricevo una telefonata
  • 7:00 - 7:03
    da un mio vecchio compagno
    della scuola di business,
  • 7:03 - 7:06
    che mi dice: " Sai che a Harvard
    abbiamo un nuovo programma,
  • 7:06 - 7:10
    cinque scuole si sono riunite
    per formare una nuova struttura,
  • 7:10 - 7:15
    la Advanced Leadership, i cui membri
    potranno fare dei progetti,
  • 7:15 - 7:18
    usando le conoscenze,
  • 7:18 - 7:20
    la tecnologia
  • 7:20 - 7:23
    e tutte le risorse
    delle nostre scuole di Harvard.
  • 7:23 - 7:26
    Al che, risposi: "Ci posso provare,
  • 7:26 - 7:28
    fammi parlare con qualcuno della facoltà."
  • 7:28 - 7:30
    Quest'uomo ha cambiato
    il mio percorso.
  • 7:31 - 7:32
    E la mia vita.
  • 7:32 - 7:33
    Perché quest'uomo,
  • 7:33 - 7:35
    - cioè Barry Bloom,
  • 7:35 - 7:38
    allora preside della
    Harvard School of Public Health -
  • 7:38 - 7:40
    quando, a pranzo, gli raccontai
  • 7:40 - 7:42
    la mia storia della trota,
  • 7:42 - 7:45
    mi disse: "Hai maledettamente
    ragione, c'è una gran differenza
  • 7:45 - 7:48
    fra trota d'allevamento
    e trota selvatica.
  • 7:48 - 7:50
    Per inciso, è il contrario."
  • 7:50 - 7:54
    Mi disse: "Questa, vedi,
    è la trota selvatica, quella più piccola.
  • 7:54 - 7:57
    Negli allevamenti le fanno
    ingrassare a tempo di record."
  • 7:57 - 7:58
    " Ma non è tutto", continuò,
  • 7:58 - 8:01
    "Sembrano uguali,
    ma in realtà
  • 8:01 - 8:05
    quella selvatica contiene più
    sostanze salutari, come gli omega 3,
  • 8:05 - 8:08
    mentre più sostanze nocive,
    come antibiotici e tossine
  • 8:08 - 8:11
    si accumulano in quelle
    d'allevamento. E aggiunse:
  • 8:11 - 8:13
    "Sai che ti dico? Pensaci.
    Resterai qui con noi
  • 8:13 - 8:15
    per uno studio
    di un paio d'anni:
  • 8:15 - 8:18
    Può l'obesità avere a che fare
    con tutto ciò?
  • 8:18 - 8:21
    Col fatto che modifichiamo
    il nostro cibo in questo modo?
  • 8:21 - 8:22
    Così, ho cominciato a indagare.
  • 8:22 - 8:26
    E questa era la situazione nel 1985.
    secondo il CDC.
  • 8:26 - 8:29
    C'erano già questi punti blu,
  • 8:29 - 8:32
    10% di obesità, il 10% della popolazione.
  • 8:32 - 8:34
    Dopo soli 5 anni,
  • 8:34 - 8:39
    è aumentata, passando
    dal 10% al 15%.
  • 8:39 - 8:41
    E dopo 10 anni,
  • 8:41 - 8:45
    nel 1995, il 15% è l'area blu scuro.
    E addirittura
  • 8:45 - 8:49
    cinque anni più tardi, si è dovuto
    introdurre un altro colore, il giallo,
  • 8:49 - 8:54
    perché il 20% della popolazione,
    nel 2000, è obesa.
  • 8:54 - 8:56
    Cinque anni più tardi,
    si introduce il colore rosso.
  • 8:56 - 9:00
    In quegli stati ora c'è il 25%,
  • 9:00 - 9:04
    e dopo altri 5 anni, un altro colore
    viene introdotto, rosso scuro,
  • 9:04 - 9:07
    il 30% nel 2010.
  • 9:08 - 9:09
    Ma non è finita qui.
  • 9:10 - 9:12
    Soltanto un anno dopo,
  • 9:12 - 9:16
    raggiunto il 35%, è stato necessario
    aggiungere un altro colore.
  • 9:16 - 9:19
    Quale?
    Il nero.
  • 9:19 - 9:21
    La situazione è piuttosto drammatica
  • 9:21 - 9:23
    se si pensa alle conseguenze,
  • 9:23 - 9:24
    come il diabete,
  • 9:24 - 9:26
    le malattie cardiovascolari,
  • 9:26 - 9:27
    molti tipi di cancro,
  • 9:27 - 9:29
    tutto dipende da ciò che mangiamo,
  • 9:29 - 9:32
    da quello che facciamo col cibo.
  • 9:32 - 9:35
    Si potrebbe continuare all'infinito.
  • 9:35 - 9:38
    E il problema non si riduce alla lista
    delle malattie direttamente
  • 9:38 - 9:40
    associate con ciò che si mangia,
  • 9:40 - 9:41
    si tratta anche di costi:
  • 9:41 - 9:44
    147 miliardi di dollari ad oggi.
  • 9:44 - 9:47
    E dunque, di nuovo,
    cosa possiamo fare al riguardo?
  • 9:47 - 9:49
    C'è una gran confusione.
  • 9:49 - 9:52
    Quando vedo un hamburger
    come questo, come faccio a sapere
  • 9:52 - 9:53
    cosa c'è dentro?
  • 9:53 - 9:56
    C'è un'etichetta nutrizionale
    che me lo dice?
  • 9:56 - 9:59
    Io non le so leggere.
    Voi?
  • 9:59 - 10:00
    Io no.
  • 10:00 - 10:01
    I nostri figli
    non sanno farlo.
  • 10:01 - 10:04
    Dove sono i grassi buoni
    e quelli cattivi?
  • 10:04 - 10:05
    Lo sapete?
  • 10:06 - 10:08
    In questa immagine
    c'è un grasso buono,
  • 10:08 - 10:11
    che, per puro caso,
    è un acido grasso insaturo.
  • 10:12 - 10:13
    Ma com'è possibile saperlo?
  • 10:13 - 10:17
    Mi piacerebbe che grassi saturi
    e grassi trans venissero chiamati 'grassi cattivi'.
  • 10:17 - 10:19
    È così che dovremmo chiamarli.
  • 10:19 - 10:22
    Ma guardiamo questo hamburger
    più da vicino
  • 10:22 - 10:25
    perché voglio farvi da guida.
  • 10:25 - 10:28
    Come lo fareste un hamburger?
    Manzo, lattuga, qualche cipolla,
  • 10:28 - 10:31
    forse sottaceti, formaggio, salsa,
  • 10:31 - 10:33
    ci mettete sopra un panino
    ed è pronto.
  • 10:33 - 10:34
    E voilà.
  • 10:34 - 10:37
    Un po' di sale e pepe.
  • 10:37 - 10:39
    È così che lo fate a casa.
  • 10:39 - 10:40
    Anch'io faccio così.
  • 10:40 - 10:42
    Quello confezionato, però,
  • 10:42 - 10:43
    l'hamburger raffigurato qui,
  • 10:43 - 10:46
    è fatto in questo modo:
    una spruzzatina di questo
  • 10:46 - 10:48
    con sciroppo di fruttosio,
  • 10:48 - 10:50
    una spruzzatina di quello,
    e un altro po' di zucchero
  • 10:50 - 10:51
    e poi condimento,
  • 10:51 - 10:53
    conservanti,
    coloranti,
  • 10:53 - 10:56
    aromi
    e una spruzzatina di questo
  • 10:56 - 10:59
    e quest'altro e ancora coloranti.
  • 10:59 - 11:02
    E così via fino ad arrivare
    ai monogliceridi.
  • 11:02 - 11:04
    Quel tipo di hamburger
    da fast food
  • 11:04 - 11:07
    contiene 78 ingredienti.
  • 11:07 - 11:08
    Non sto scherzando.
  • 11:08 - 11:11
    Che fare?
  • 11:11 - 11:13
    Come dirlo ai nostri figli?
  • 11:14 - 11:16
    In che modo educarli
    al cibo?
  • 11:16 - 11:18
    È molto difficile, sapete?
  • 11:18 - 11:21
    Vi dirò cosa ho fatto
    con i nostri figli,
  • 11:21 - 11:24
    David and William,
    che vedete nella foto.
  • 11:24 - 11:27
    Appena impararono a leggere,
    dissi loro: "Beh, ora siete grandi,
  • 11:27 - 11:30
    potete venire con noi
    al supermercato e riempire il carrello
  • 11:30 - 11:32
    con tutto il cibo che volete,
  • 11:33 - 11:34
    ma a una condizione:
  • 11:34 - 11:38
    dovete riuscire a capire l'etichetta
    degli ingredienti sulla confezione."
  • 11:38 - 11:41
    E questo è il carrello che riempirono.
  • 11:41 - 11:42
    (Risate)
  • 11:42 - 11:44
    Lo so, è stato facile.
  • 11:44 - 11:47
    Forse un po' crudele. Mia moglie
    mi disse: "No, questo non puoi farlo!"
  • 11:47 - 11:50
    Quindi, venivano da me -
    certo, erano abbastanza svegli -
  • 11:50 - 11:53
    e mi chiedevano:
    "Papà, che vuol dire 'monogliceridi'?
  • 11:53 - 11:54
    Adesso lo sappiamo.
  • 11:54 - 11:55
    "Ci puoi dire
    'gomma di xantano'
  • 11:55 - 11:56
    che vuol dire?
  • 11:56 - 11:59
    Che cos'è un emulsionante?"
    Ok, aspettate, cambiamo la regola.
  • 11:59 - 12:00
    Nuova regola:
  • 12:00 - 12:03
    se il prodotto ha più di 5 ingredienti,
  • 12:03 - 12:05
    forse non è il caso
    di metterlo nel carrello.
  • 12:05 - 12:07
    Introdussi poi un'altra regola:
  • 12:07 - 12:10
    Se l'etichetta sulla confezione
    dice 'modificato',
  • 12:10 - 12:11
    qualunque sia la cosa 'modificata',
  • 12:11 - 12:13
    non ne voglio sapere.
  • 12:13 - 12:15
    Perché è roba veramente cattiva.
  • 12:15 - 12:17
    Niente cibo modificato in casa nostra,
    intesi?
  • 12:18 - 12:19
    Ecco,
    noi abbiamo fatto così.
  • 12:19 - 12:21
    E ora torniamo all'hamburger.
  • 12:21 - 12:23
    La mia domanda iniziale era:
  • 12:23 - 12:25
    che cos'ha mangiato?
  • 12:25 - 12:27
    Di cosa si è nutrito, quel manzo?
  • 12:27 - 12:29
    Quel manzo,
  • 12:29 - 12:31
    quella buona carne,
    che tanto desiderate,
  • 12:31 - 12:33
    si sarà pasciuta,
    come voi sperate
  • 12:33 - 12:36
    di erbe e di fiori?
  • 12:36 - 12:38
    Non esattamente, vero?
  • 12:38 - 12:41
    Ecco quello che mangiano
    oggi i bovini.
  • 12:41 - 12:43
    Non sto scherzando.
  • 12:43 - 12:46
    Mangiano granturco
    perché non c'è erba.
  • 12:46 - 12:49
    Questi bovini sono costretti
    ad alimentarsi elcusivamente di mais,
  • 12:49 - 12:52
    oppure di soia, a volte.
    vi sembra normale?
  • 12:52 - 12:54
    Parliamo un attimo del panino.
  • 12:54 - 12:57
    Voi penserete che il panino
    sia una cosa facile, vero?
  • 12:57 - 12:58
    È pane.
  • 12:58 - 13:00
    Un semplice
    pezzo di pane, si sa,
  • 13:00 - 13:02
    quattro ingredienti, facilissimo.
  • 13:02 - 13:05
    Va bene: farina, lievito, sale e acqua.
  • 13:05 - 13:06
    Non serve altro.
  • 13:06 - 13:08
    Ma il panino confezionato,
  • 13:08 - 13:10
    quello che si compra al supermercato,
  • 13:10 - 13:12
    è un panino di questo tipo.
  • 13:12 - 13:14
    C'è dentro sciroppo di mais
    ad alto tenore di fruttosio,
  • 13:14 - 13:16
    più zucchero,
    glucosio e fruttosio,
  • 13:16 - 13:19
    e ogni genere di oli e [roba]
    che io neanche conosco.
  • 13:19 - 13:22
    E così via fino
    ai monogliceridi.
  • 13:22 - 13:25
    In questo panino ci sono,
    in genere, 32 ingredienti.
  • 13:25 - 13:27
    Questo è un panino vero,
    da fast food.
  • 13:28 - 13:29
    Ancora granturco.
  • 13:29 - 13:31
    Perché c'è tanto zucchero?
  • 13:31 - 13:34
    Che ci facciamo
    con tutto questo granturco?
  • 13:34 - 13:36
    Voglio concludere
    con l'insalata
  • 13:36 - 13:38
    prima di parlarvi
    di tecnologia.
  • 13:38 - 13:42
    Che cosa ha mangiato la lattuga?
  • 13:42 - 13:46
    L'insalata che piace a me,
    quella con cui sono cresciuto, è questa.
  • 13:46 - 13:48
    Questa è Rue Mouffetard,
    dove vivevo a Parigi,
  • 13:48 - 13:50
    dove si trovano
    insalate di tutti i tipi,
  • 13:50 - 13:52
    per tutti i gusti.
  • 13:52 - 13:54
    E queste sono le bancarelle.
  • 13:54 - 13:58
    Le insalate hanno nomi diversi:
    dalla rucola alla romana, alla riccia.
  • 13:58 - 14:00
    Ma questa?
  • 14:00 - 14:02
    Prima di tutto è molto fredda
  • 14:02 - 14:04
    e poi non sa di nulla.
  • 14:04 - 14:06
    Sarà per quello
    che la chiamano "iceberg".
  • 14:06 - 14:07
    (Risate)
  • 14:07 - 14:09
    Ma, a parte gli scherzi,
    di cosa si è nutrita?
  • 14:09 - 14:11
    Questa è la mia domanda.
  • 14:11 - 14:12
    Di terreno.
  • 14:12 - 14:14
    Voi penserete: "La mia insalata
    mangia il terreno"
  • 14:14 - 14:16
    proprio come l'olio d'oliva.
  • 14:16 - 14:17
    Tutto ritorna alla terra.
  • 14:17 - 14:18
    Semplice, no?
  • 14:18 - 14:21
    Buona terra, acqua buona
    ... facile.
  • 14:21 - 14:23
    Solo che... nel nostro caso,
  • 14:23 - 14:25
    ci si trova di tutto,
  • 14:25 - 14:27
    un po' di questo, un po' di quello.
  • 14:27 - 14:29
    Tutti questi agenti inquinanti.
  • 14:29 - 14:31
    E ancora ci chiediamo:
  • 14:31 - 14:32
    Cosa dovremmo fare?
  • 14:32 - 14:35
    Sono ritornato alle 5 scuole,
    abbiamo lavorato insieme.
  • 14:35 - 14:39
    Ho insegnato nel programma per due anni.
    Ho riunito 11 studenti di quelle scuole
  • 14:39 - 14:40
    attorno a un tavolo
  • 14:40 - 14:42
    e ho detto:
    "Cosa possiamo fare?"
  • 14:42 - 14:46
    Se potessimo stabilire un nuovo standard
  • 14:46 - 14:49
    di informazione nutrizionale
  • 14:50 - 14:52
    in un posto in cui,
  • 14:52 - 14:55
    invece di dover leggere quelle etichette,
  • 14:55 - 14:58
    che i nostri figli non sanno leggere -
    e che neanche noi comprendiamo -,
  • 14:58 - 15:00
    avessimo informazioni semplici
  • 15:00 - 15:02
    sulle sostanze nutritive
    all'interno della scatola,
  • 15:02 - 15:04
    in modo da sapere
  • 15:04 - 15:07
    quanto zucchero, quanto sale,
    quanti grassi cattivi
  • 15:07 - 15:09
    ci sono in quella scatola,
  • 15:09 - 15:10
    qualunque ne sia il contenuto.
  • 15:10 - 15:13
    Lo stesso varrebbe
    per ogni hamburger, per ogni cibo,
  • 15:13 - 15:17
    ogni pizza comprata per strada,
    saprei sempre cosa c'è dentro.
  • 15:17 - 15:19
    Di nuovo, i nutrienti.
  • 15:19 - 15:22
    Immaginate di poter conoscere
    quelli di una ricetta vista in TV,
  • 15:22 - 15:24
    oppure della ricetta di vostra nonna,
  • 15:24 - 15:25
    quella torta di mele,
  • 15:26 - 15:29
    poterli conoscere inserendo
    gli ingredienti visti in tv
  • 15:29 - 15:30
    oppure la ricetta:
  • 15:30 - 15:33
    quanti grassi cattivi,
    quanto zucchero?
  • 15:33 - 15:35
    "Beh, si può fare," mi hanno risposto,
    "È facile.
  • 15:35 - 15:38
    C'è un'app per questo, la faremo noi."
    E così è stato.
  • 15:38 - 15:40
    Abbiamo creato un'app,
    una nuova soluzione
  • 15:40 - 15:44
    un nuovo standard
    per presentare la nutrizione
  • 15:44 - 15:45
    in modo semplice,
  • 15:45 - 15:46
    con comandi azionati a voce.
  • 15:46 - 15:49
    Si può parlare al telefonino
    dicendo "petto di pollo"
  • 15:49 - 15:50
    e leggere le informazioni
  • 15:50 - 15:53
    su calorie, zuccheri, sale
    e grassi cattivi contenuti in quel cibo,
  • 15:53 - 15:56
    con un linguaggio semplice,
  • 15:56 - 15:58
    e un semplice grafico,
    una piccola batteria.
  • 15:58 - 16:02
    È veramente semplice:
    innanzitutto è un database molto ampio
  • 16:02 - 16:03
    che comprende ogni cibo
    possibile e immaginabile,
  • 16:03 - 16:06
    di qualunque catena di negozi.
    Hanno collaborato al progetto
  • 16:06 - 16:09
    65 studenti provenienti
    da tutte le scuole
  • 16:09 - 16:11
    della zona.
  • 16:11 - 16:13
    Quindi, abbiamo creato questa soluzione
  • 16:13 - 16:14
    che è semplicissima
  • 16:14 - 16:16
    perché è a comando vocale
  • 16:16 - 16:17
    e anche divertente da usare.
  • 16:17 - 16:20
    Non ci si deve più preoccupare
    delle informazioni nutrizionali.
  • 16:21 - 16:24
    Ho ricevuto una email
    da una ragazza di Baton Rouge,
  • 16:24 - 16:27
    dove ho fatto una presentazione
    su questo proprio pochi giorni fa,
  • 16:27 - 16:29
    che mi diceva: "Sa una cosa?
  • 16:29 - 16:32
    Mia figlia Lydia - eccola -
  • 16:32 - 16:34
    dapprima era molto entusiasta
    dell'app
  • 16:34 - 16:35
    per via del microfono,
  • 16:35 - 16:38
    poteva parlare
    e ricevere informazioni,
  • 16:38 - 16:42
    ma ora la sta usando molto seriamente.
    Mi dice: 'Mamma, guarda!
  • 16:42 - 16:45
    Ci sono un sacco di grassi cattivi
    nella tua barretta ai cereali."
  • 16:45 - 16:47
    (Risate)
  • 16:47 - 16:48
    Il mio sogno
  • 16:48 - 16:50
    è di trasmettere tutto questo
    alla prossima generazione,
  • 16:50 - 16:52
    perché è una cosa
    che i nostri figli capiscono,
  • 16:52 - 16:54
    perché hanno la capacità
  • 16:54 - 16:56
    e le competenze per usare la tecnologia.
  • 16:56 - 17:00
    Noi la porteremo al livello in cui un giorno
    sarà addirittura possibile,
  • 17:00 - 17:02
    usando un telefono parlante
    e sensibile agli odori,
  • 17:02 - 17:06
    identificare che cosa c'è
    nella nostra trota.
  • 17:06 - 17:07
    I peptidi, le molecole.
  • 17:07 - 17:10
    Potremmo riuscire
    a distinguere quella buona,
  • 17:10 - 17:12
    da quella cattiva.
  • 17:12 - 17:15
    Che cosa c'è in quella trota?
    Come si è alimentata?
  • 17:15 - 17:16
    Lo voglio sapere.
  • 17:16 - 17:19
    Dunque:
    che cosa ha mangiato il mio cibo?
  • 17:19 - 17:21
    Chiedetevelo e ricordate:
  • 17:21 - 17:23
    dobbiamo mettere i nostri figli
    nella condizione
  • 17:23 - 17:25
    di impostare questo nuovo standard
  • 17:25 - 17:27
    se vogliamo avere una possibilità
  • 17:27 - 17:29
    di debellare l'obesità.
  • 17:29 - 17:31
    Insieme, possiamo farlo.
  • 17:31 - 17:32
    Grazie.
  • 17:32 - 17:35
    (Applausi)
Title:
Che cosa ha mangiato il tuo cibo?| Laurent Adamowicz | TEDxBeaconStreet
Description:

Dopo aver visto il meglio e il peggio del settore alimentare, Laurent Adamowicz dà un resoconto struggente di come il nostro sistema alimentare sia sensibilmente cambiato nel corso degli ultimi due decenni. È possibile che l'epidemia di obesità sia direttamente collegata a ciò di cui il nostro cibo si è alimentato?

Senior Fellow 2011 della Advanced Leadership Initiative di Harvard, Laurent Adamowicz è un ex dirigente dell'industria alimentare e un imprenditore seriale.
È anche fondatore e CEO di Bon'App, una guida nutrizionale sotto forma di una semplice applicazione che ti dice cosa c'è in quello che mangi.

Questo intervento si è tenuto ad un evento TEDx locale, organizzato in maniera indipendente dalle conferenze TED.

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Video Language:
English
Team:
TED
Project:
TEDxTalks
Duration:
17:38

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