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← Come promuovere un dibattito produttivo e responsabile

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Showing Revision 12 created 12/27/2020 by Anna Cristiana Minoli.

  1. Immaginate di avere un hotel
  2. e uno dei punti chiave
    della vostra mission
  3. è l'impegno nel trattare i dipendenti
    e i clienti allo stesso modo
  4. anche in termini di genere e religione.
  5. Un numeroso gruppo prenota
    per tenere un evento lì
  6. ma guardando la prenotazione,
    realizzate che sono un gruppo religioso
  7. e uno dei loro principi
  8. è che le donne dovrebbero rimanere a casa
  9. e non dovrebbero avere alcuna possibilità
    di sviluppo professionale.
  10. Che fate?
  11. Ospitate l'evento,
    facendovi criticare da alcuni
  12. o rifiutate, facendovi criticare da altri?
  13. Nel mio lavoro fornisco consulenza
    alle organizzazioni su come creare regole

  14. per affrontare i disaccordi ideologici
    e i discorsi controversi.
  15. Difendo i miei clienti
    sia in tribunale che dal governo
  16. se le loro azioni sono contestate.
  17. Gli approcci che propongo
    tengono conto dei danni reali
  18. che possono derivare da certi discorsi,
  19. ma, allo stesso tempo,
    cercano di promuovere il dialogo,
  20. anziché evitarlo.
  21. Il motivo è che abbiamo bisogno
    delle divergenze.
  22. La creatività e il progresso umano
    dipendono da esse.
  23. Anche se può essere più semplice parlare
    con qualcuno che vi dà sempre ragione
  24. è più istruttivo e, spesso,
    più soddisfacente
  25. parlare con qualcuno che fa il contrario.
  26. Ma il disaccordo e la discordia
    possono avere un prezzo.
  27. Il disaccordo, specialmente
    sotto forma di discorsi d'odio,
  28. può causare ferite durature e profonde
    e, a volte, sfociare in violenza.
  29. In un mondo in cui la polarizzazione
    e l'innovazione crescono
  30. a un ritmo apparentemente esponenziale,
  31. la necessità di creare strutture
    per un dibattito animato, ma non violento,
  32. è più importante che mai.
  33. Il primo emendamento americano

  34. può essere un buon punto di partenza
    per cercare delle risposte.
  35. Voi, come me, potreste
    aver sentito spesso qualcuno dire
  36. che i limiti alla libertà di opinione
  37. da parte di un datore di lavoro,
    un sito web o qualcun altro
  38. violano il primo emendamento.
  39. Ma in realtà, il primo emendamento
    ha poca o nessuna rilevanza.

  40. Il primo emendamento si applica solo
  41. quando il governo cerca di sopprimere
    le opinioni dei propri cittadini.
  42. Di conseguenza, il primo emendamento
    è di per sé uno strumento debole.
  43. Una categoria ristretta di interventi
    può essere vietata per il loro contenuto.
  44. Quasi tutto il resto non può.
  45. Ma il primo emendamento non ha rilevanza
  46. quando parliamo di privati
    che regolano il discorso.
  47. E questa è una cosa positiva,
  48. perché significa che I privati
    hanno a disposizione
  49. una gamma di strumenti ampia
    e flessibile che non censura,
  50. ma rendono l'oratore consapevole
    delle conseguenze delle sue parole.
  51. Ecco degli esempi.

  52. Quello dell'università
    è un periodo di libero scambio di idee.
  53. Ma alcune idee e le parole usate
    per esprimerle
  54. possono causare disaccordo,
  55. se sia un evento volutamente provocatorio
    ospitato da un gruppo di studenti
  56. o la trattazione di una tematica
    controversa a lezione.
  57. Per proteggere la libertà intellettuale
    e gli studenti più vulnerabili,
  58. alcune università hanno creato gruppi
    per avvicinare l'oratore e l'ascoltatore,
  59. senza sanzioni,
  60. per ascoltare i rispettivi punti di vista.
  61. A volte gli studenti
    non vogliono incontrarsi e va bene.
  62. Ma in altre circostanze,
  63. l'esposizione a un'opinione opposta
    può portare alla consapevolezza,
  64. al riconoscimento
    di conseguenze indesiderate
  65. e a nuovi punti di vista.
  66. Ecco un esempio.

  67. In un campus, un gruppo di studenti
    a sostegno degli israeliani
  68. e un altro a sostegno dei palestinesi
  69. si denunciavano costantemente
  70. per aver disturbato eventi,
    strappato poster
  71. e per aver preso parte a scontri verbali.
  72. La maggior parte
    di quanto riportato dagli studenti
  73. non violava il codice disciplinare,
  74. l'università invitò entrambi i gruppi
    a sedersi intorno a un tavolo
  75. e ascoltare i rispettivi punti di vista
  76. liberi da ogni sanzione.
  77. Dopo l'incontro,
    i disaccordi ideologici tra i gruppi
  78. rimasero gli stessi di prima,
  79. ma l'astio tra di loro
    si dissipò notevolmente.
  80. Ovviamente ciò non succede sempre.

  81. Separando, però, le opinioni
    dal sistema disciplinare,
  82. gli istituti di istruzione superiore
    hanno creato un ambiente
  83. per un disaccordo produttivo
    e un ampliamento delle prospettive.
  84. Abbiamo tutti dei pregiudizi,
    non intendo in senso cattivo.

  85. Tutti noi siamo influenzati, giustamente,
    dal nostro background familiare,
  86. dalla nostra educazione, dalle esperienze
    e da mille altre cose.
  87. Anche le organizzazioni sono influenzate,
  88. soprattutto dai valori dei loro membri,
  89. ma anche dalle leggi cui sottostanno
  90. o dai mercati in cui competono.
  91. Queste influenze possono costituire
    gran parte dell'identità aziendale
  92. e possono essere fondamentali
    per attirare e trattenere i talenti.
  93. Ma questi pregiudizi, come li chiamo io,
  94. possono costituire una sfida,
    soprattutto quando si tratta
  95. di tracciare il confine tra chi può
    e chi non può parlare.
  96. La tentazione di trovare
    un discorso pericoloso,
  97. solo perché non siamo d'accordo,
  98. è reale.
  99. Ma è altrettanto reale il danno
    che può derivare da certe parole.
  100. In queste situazioni,
    un terzo può aiutare.

  101. Ricordate l'hotel e la decisione
    di permettere o meno
  102. l'evento del gruppo religioso?
  103. Invece di prendere una decisione
    complessa e seduta stante
  104. sull'identità e sul messaggio
    di quel gruppo,
  105. l'hotel potrebbe rivolgersi
    ad una terza parte.
  106. Ad esempio,
    il Southern Poverty Law Center
  107. che ha una lista dei gruppi d'odio
    negli Stati Uniti.
  108. Oppure il suo gruppo di esperti esterni
  109. con background diversi.
  110. Affidandosi a terze parti
  111. per fissare dei limiti fuori dal contesto
    di un evento specifico,
  112. le aziende possono prendere decisioni
  113. senza essere accusate di agire
    mosse da egoismo o pregiudizi.
  114. Il confine tra fatti e opinioni
    non è ben definito.

  115. L'Internet dà la possibilità
    di pubblicare una qualsiasi opinione
  116. su qualsiasi argomento esistente.
  117. Per dei versi, è una cosa giusta.
  118. Permette l'espressione
    di opinioni minoritarie
  119. e responsabilizza coloro
    che sono al potere.
  120. Ma la possibilità
    di pubblicare liberamente
  121. significa che notizie non verificate
    o completamente false
  122. possono diffondersi rapidamente
  123. e questo è molto pericoloso.
  124. Rimuovere un post o bannare un utente
    è una decisione difficile.
  125. A volte, può essere appropriato,
  126. ma ci sono anche delle alternative
  127. per promuovere un dibattito
    produttivo e responsabile.
  128. Twitter ha iniziato
    a contrassegnare dei tweet

  129. come ingannevoli o contenenti
    affermazioni non verificate.
  130. Piuttosto che bloccare
    l'accesso a quei tweet,
  131. Twitter rimanda a una fonte
    che contiene maggiori informazioni
  132. in merito all'affermazione fatta.
  133. Un buon esempio, anche attuale,
    è la pagina sul Coronavirus,
  134. che fornisce informazioni in tempo reale
    sulla diffusione del virus
  135. e su cosa fare se si è positivi.
  136. Per me, questo approccio ha senso.
  137. Invece di evitare il dialogo,
  138. questo porta più idee,
    fatti e contesto alla discussione.
  139. Sapendo che le proprie affermazioni
    verranno confrontate
  140. con quelle di fonti più autorevoli,
  141. si può incentivare già da subito
    un dialogo più responsabile
  142. Fatemi concludere con un'amara verità:

  143. gli approcci descritti
    possono favorire un dialogo produttivo
  144. e isolare i dialoghi veramente pericolosi.
  145. Inevitabilmente, dei discorsi
    rientreranno in una zona grigia,
  146. magari profondamente offensivi,
  147. ma con il potenziale di contribuire
    al dibattito pubblico.
  148. In questa situazione, in generale,
  149. credo si debba parlare di più,
    invece che parlare di meno.
  150. Ecco il perché.
  151. Per prima cosa, c'è sempre il rischio

  152. che un'idea innovativa o creativa
    venga repressa
  153. perché considerata strana e pericolosa.
  154. Quasi per definizione,
  155. le idee innovative mettono
    in discussione le tradizioni.
  156. Quindi, se un'idea sembra
    offensiva o pericolosa,
  157. potrebbe essere perché lo è
  158. o potrebbe essere che si abbia
    paura del cambiamento.
  159. Permettetemi di suggerire che anche se
    il discorso ha poco o nessun valore,

  160. questa carenza dovrebbe essere
    segnalata con un dibattito aperto,
  161. non con la soppressione di esso.
  162. Tanto per essere chiari,
  163. il falso può portare a danni devastanti
    nel mondo reale,
  164. pensiamo al rogo delle donne
    accusate di essere streghe
  165. nell'Europa del XV secolo
  166. o al linciaggio degli afroamericani
    nel Sud degli Stati Uniti
  167. o al genocidio del Ruanda.
  168. L'idea che bisogni sempre discutere
    le affermazioni false
  169. non è sempre vera,
  170. ma penso che, il più delle volte,
    questo possa aiutare.
  171. Un famoso caso della giurisprudenza
    del primo emendamento ce lo dimostra.

  172. Nel 1977, un gruppo di neonazisti
    voleva organizzare una marcia
  173. nella verde e tranquilla
    periferia di Skokie, Illinois,
  174. dove vivono moltissimi
    di superstiti dell'Olocausto.
  175. Il consiglio comunale ordinò subito
    di fermare i nazisti
  176. e loro gli fecero causa.
  177. Il caso arrivò fino alla Corte suprema
    per poi tornare indietro.
  178. I tribunali ritennero che i neonazisti
  179. avessero il diritto di marciare,
    di mostrare le loro svastiche
  180. e di fare il saluto nazista.
  181. Quando arrivò il giorno della marcia,
  182. dopo l'intero contenzioso,
  183. si presentarono solo 20 neonazisti
  184. davanti al Federal Building
    di Chicago, Illinois,
  185. contro i 2000 manifestanti accorsi
  186. per rispondere
    al messaggio di odio dei nazisti
  187. con un messaggio di inclusione.
  188. Secondo il giornale Chicago Tribune
  189. la marcia nazista si vanificò nel nulla
    dopo soli 10 minuti.
  190. La violenza a Charlottesville, Virginia,
    e in tutto il mondo

  191. dimostra che queste storie
    non finiscono sempre così.
  192. Per me, però, quella di Skokie
    rimane una buona storia
  193. che dimostra che alla fallacia
  194. e al fallimento morale
    dei discorsi d'odio
  195. si può rispondere non sopprimendoli,
  196. ma controbilanciando
    con idee buone e nobili.
  197. Grazie.