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Stai nella tua universalità

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    Conversazioni spontanee con Mooji
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    Stai nella tua universalità
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    Monte Sahaja - 5 maggio 2012
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    [Mooji] La coscienza quando si esprime come essere umano,
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    ha una vita molto ristretta, piccola;
    è anche molto privata
  • 0:49 - 0:53
    e spesso è così che la mente si sdente a suo agio,
  • 0:53 - 0:59
    dimorando in questo mondo che può essere davvero piccolo.
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    Invece, voglio incoraggiarci a stare nell'essere universale.
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    In qualche modo, qualcosa vuole ridursi
    a un essere personale, piccolo;
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    conosci il tuo mondo,
    ti sei adattato molto bene al tuo contesto,
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    ma allo stesso tempo sei un essere universale!
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    E anche se vivi in un posto come un piccolo paesino,
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    questo non ti impedisce
    di essere universale interiormente.
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    È qualcosa che stamattina ho sentito fortemente
    di voler esprimere in questo modo,
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    solo tornare a proclamare
    che, all'interno della coscienza,
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    in quanto coscienza, siamo universali,
    non siamo personali
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    e quando noi...
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    Ora lo formulo volutamente, dentro di me,
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    come un invito a dare il benvenuto
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    alla vostra universalità, o meglio: ad entrarvi.
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    Se dico 'accogliere' la vostra universalità, sembra che sia farlo
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    continuando a essere la persona.
    È molto sottile,
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    perché ad un certo punto sembra del tutto
    naturale, facile e senza sforzo essere solo la persona.
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    Allora, non cercate di smettere di essere la persona, però state nella vostra universalità perché
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    vivere quella vita che la maggior parte della gente
    chiama vita o esistenza,
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    può essere una cosa molto ristretta,
    una faccenda molto privata,
  • 2:55 - 3:03
    ma essere nella vostra universalità
    significa familiarizzare con ogni cosa;
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    non dovete per forza conoscere tutto,
    ma il vostro essere è ampio a sufficienza
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    perché tutto trovi posto al suo interno.
  • 3:19 - 3:24
    Non so se state realmente seguendo
    ciò che sto indicando,
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    perché questo può essere
    un riconoscimento immediato;
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    assolutamente immediato, istantaneo:
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    un riconoscimento istantaneo che vi ricorda
    di restare aperti.
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    All'inizio può sembrare uno sforzo,
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    perché qualcosa scivola nell'assetto personale
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    e naturalmente quello può restare
    non siate in lotta con esso,
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    ma cercate di capire cosa significa
    essere nella vostra universalità.
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    L'unico modo per farne esperienza con successo,
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    in un certo senso è di essere consapevole dell'io
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    nella sua normale espressione e nel suo contesto
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    ed essere consapevole che anche quello è osservato.
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    Il fatto stesso di osservare l' io-me,
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    pone il senso di sé
    in uno spazio più ampio dell'essere:
  • 4:25 - 4:31
    è un po' come dover essere vuoti,
    ritornare semplicemente a essere vuoti.
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    Quando sei vuoto, non hai dimensioni,
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    quando sei la persona
    hai sicuramente una determinata dimensione
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    e questo ti fa quasi sentire una specie di sicurezza,
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    ma l'universalità è più collegata alla
    coscienza.
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    Il corpo ha dimensioni precise,
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    la mente e il nostro livello
    di conoscenza del momento, hanno delle proporzioni, in un certo senso,
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    ma il puro essere non ha nulla di ciò, non può essere misurato,
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    eppure, paradossalmente, è l'unica costante!
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    Non parlo della coscienza dinamica, la funzione dualistica della coscienza, ma del puro essere:
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    dell'unico aspetto ...
    uso questa parola
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    ma il linguaggio è di per sé molto limitato,
  • 5:27 - 5:31
    quindi le parole saranno sempre riduttive.
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    Dico che la dimensione del nostro Sé è, in assoluto,
    l'unico luogo dove sei privo di sforzo,
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    tuttavia, poiché entriamo nella sensazione
    dello sforzo che è quella della persona,
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    ovvero in qualcosa di costruito,
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    sembra che 'noi' dobbiamo sforzarci per essere quell'assenza di sforzo
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    che siamo per natura.
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    Vedete come l'errore viene alimentato:
  • 6:02 - 6:06
    il senso di noi stessi si rifà sempre a
    qualcosa di personale,
  • 6:06 - 6:12
    torniamo continuamente alle misure:
    "Questo è proprio quello che sono",
  • 6:12 - 6:17
    e ci definiamo in base al
    temperamento, le abitudini i condizionamenti,
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    mentre tutto ciò è fenomenico
    per colui che vede.
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    Questo richiamo all'universalità, non so
    so quanto penetrerà nel vostro essere
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    e come si manifesterà,
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    ma è comunicando queste verità
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    che la coscienza scuote via la piccolezza dell'essere
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    e trova lo spazio infinito in cui
    tutte le cose hanno un posto.
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    Nella totalità, ogni cosa ha un posto,
    nella persona no.
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    Certamente alcune cose le vogliamo, altre no,
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    la nostra mente agisce come un vigili urbano
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    perché dobbiamo proteggere la nostra identità
    e l'idea di noi stessi.
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    Non è così per chi vede,
    per chi vede non c'è nulla da proteggere
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    perché 'ciò che è' non può essere danneggiato!
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    Fintanto ché la nostra sensazione d'essere ed esistere è nel corpo
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    sembra che la coscienza
    cerchi di portarlo avanti a ogni costo,
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    tanto che si potesse scegliere,
    di vivere per sempre in questo corpo,
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    diremmo: "Sì, sì, sì"
    considerandolo come un enorme regalo.
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    Ma in realtànon è la vita in un particolare corpo,
    ad essere preziosa,
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    è la coscienza.
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    Tutto tende verso...
    Quando c'è davvero un'evoluzione nell'essere cosciente.
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    tutto gli indica che deve tornare al vuoto,
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    è l'unico luogo dove c'è spazio!
    Tutto il resto è claustrofobico!
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    In quanto persone siamo claustrofobiche!
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    Troppe faccende,
    troppe cose che devono essere mantenute,
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    troppa coscienza di se stessi,
    troppo attenz ione data a questo corpo, e così via !
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    Allora, la cosa incisiva che voglio dirvi è:
    state nella vostra universalità!
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    A volte, il semplice fatto di dire queste cose,
    il solo il fatto di dirle e di ascoltarle
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    ci dimostra come non siamo
    nella nostra universalità:
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    la coscienza investe sempre l'attenzione
    nelle proiezionei di tipo personale.
  • 9:00 - 9:04
    Smettete, per un attimo, di sprecare tempo con queste
  • 9:04 - 9:09
    e contemplate un po' cosa significa:
    "State nella vostra universalità".
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    È qualcosa che dovete fare?
  • 9:15 - 9:22
    Oppure non è solo una sorta di riconoscimento
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    che indica, in qualche modo, ciò che già è?
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    Ma poi qualcosa pensa:
    "Come faccio a restare così?".
  • 9:31 - 9:35
    Questa è la voce dell'umano, capite?
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    "Come faccio a restare così?".
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    E voglio che capiamo veramente qual è il contenuto
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    di questo desiderio, o preghiera, per la mente umana.
  • 9:48 - 9:55
    Prima di tutto, chi è colui che lo dice: è lui ciò che siete?
  • 9:55 - 10:00
    Perché se vi identificate con quello,
    è da lì che parte l'energia.
  • 10:00 - 10:03
    Lo capite o no?
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    Se diciamo: "Come faccio a restare qui?",
    è da lui che verranno gli sforzi,
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    da colui che non ce la fa a restare,
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    e non ha la coerenza sufficente
    a vedere oltre le sue proiezioni.
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    Dobbiamo esaminare
    questo atteggiamento dell'identità.
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    Se dite che siete il Sé, Quello,
    qualcosa dentro dice:
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    "Sì, lo so che sono Quello",
    ma persino in quel momento c'è un tradimento
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    è come se riconoscessimo dalla posizione della persona
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    di essere la Presenza.
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    Ma non è come dire: "Così è, punto a capo".
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    È qualcosa tipo:
    "Sono d'accordo, lo vedo, lo capisco",
  • 10:56 - 11:01
    ma non è la tua verità vivente,
    non ancora o qualcosa del genere.
  • 11:01 - 11:08
    E non è che devi metterci più sforzo,
    praticare ulteriori tecniche,
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    è davvero, come dico,
    un rigirarsi dellla consapevolezza
  • 11:12 - 11:18
    che rimuove la sensazione nata dalla convinzione che ci sia qualcuno che fa le cose.
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    Naturalmente è utile per un pò
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    se la coscienza sceglie d'esprimersi
    come 'viaggiatore verso la verità':
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    diventa sempre più affinata
    nella dimensione della mente,
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    ma avrà da attraversare tante variazioni e sottigliezze
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    che la cosa potrà andare molto per le lunghe.
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    A volte pensi che sei riuscito a mettere a fuoco qualcosa,
  • 11:53 - 11:59
    scendi molto in profondità nella sua essenza,
    e scopri che è solo mente.
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    Pensi di andare in profondità nel Sé,
    ma vai sempre di più nella mente!
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    Ma nel momento in cui vedi questo,
    qualcosa si tira fuori.
  • 12:13 - 12:19
    Quello che è in viaggio, e pensa:
    "Sono il viaggiatore e mi sto avvicinando",
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    "devo farcela, forse devo meditare di più ,
    io, io, io..."
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    anche lui è il sé, ma è il sé in uno stato di ipnosi,
  • 12:29 - 12:35
    cammina nel sonno, parla, vive nel sonno.
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    Anche l'ambizione, la destinazione,
    l'obiettivo di quel ricercatore
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    è sempre il Sé che siamo tutti,
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    ma la stessa piccola confusione che fa lui
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    tiene anche miliardi di alri esseri immersi nel saṃsāra (il ciclo della vita, morte e rinascita),
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    dato che l'identità appare così persistente,
    e praticamente costante.
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    Non so se volete chiamarla grazia,
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    ma non guardate la grazia come qualcosa di esterno che viene ad agire su di voi: sorge dal vostro Sé,
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    sorge come apertura, comprensione, e così via.
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    A poco a poco ciò che è personale,
    quella che vorrei chiamare:
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    l'infatuazione di sé, brucia via
    e deve rimanere solo lo spazio dell'essere.
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    Chi vuole conoscere
    la meta della verità legge libri,
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    le persone amano Rumi, Papaji,
    Ramana Maharshi, Krishna e così via,
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    eppure dicono tutti la stessa cosa, tutti loro indicano solo questo.
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    Potete amare Krishna, ma alla fine
    se qualcosa ha paura dell'indagine,
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    sono sempre paura e mancanza di fiducia
    che operano insieme.
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    Quegli esseri hanno scoperto Quello e si sono immersi in esso,
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    non hanno un passato che sia più forte
    della Presenza che sono.
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    La storia di Krishna non ha significato per Krishna.
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    Esprimendo queste cosa oggi, perchè proviamo a muoverci
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    in quello spazio, a essere consapevoli, a stare in quella consapevolezza.
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    Non voglio dirvi come, sarebbe troppo misero;
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    non voglio dirvi come, è sufficiente dirvi di essere ciò che siete:
  • 14:45 - 14:48
    siete il Sé universale, siete l'universo.
  • 14:48 - 14:52
    Non c'è un: "Come lo faccio?".
  • 14:52 - 14:59
    Se vi dico come, cadete di nuovo in una trappola,
    perché siete Questo!
  • 14:59 - 15:04
    Qualcosa all'interno
    è completamente in pace con questo,
  • 15:04 - 15:09
    ma a volte è necessario
    una sorta di presa di coscienza,
  • 15:12 - 15:18
    che potrei chiamare rispetto di sé stessi,
    forse posso usare questa parola.
  • 15:18 - 15:22
    Se dite no a questa cosa
    torniamo subito a palleggiare.
  • 15:22 - 15:26
    Sedetevi, invece, e percepite Questo!
  • 15:26 - 15:29
    La mente vuole partecipare,
    fare qualcosa, dire:
  • 15:29 - 15:33
    "Sì, quando faccio così e cosà,
    allora vedo questo",
  • 15:33 - 15:37
    no, no, è tutto già fatto.
  • 15:45 - 15:48
    Non voglio dire nient'altro su questo.
  • 15:48 - 15:53
    Mentre vi muovete e fate o non fate le vostre cose , comunque sia
  • 15:53 - 15:56
    arriverà il tempo, il momento,
  • 15:56 - 16:03
    e forse sarà oggi, questa mattina o un'altra volta, la prossima settimana, o mese, chissà,
  • 16:03 - 16:09
    in cui arriverete a vedere le cose come sono
    e le vedrete da un luogo vuoto.
  • 16:09 - 16:13
    Allora sarete de tutto vuoti,
    lo siete già!
  • 16:13 - 16:18
    Questa non è una credenza:
    che siamo l'ego è una credenza!
  • 16:18 - 16:22
    Che siamo l'ego o la persona è una credenza,
  • 16:22 - 16:28
    una credenza molto radicata,
    così radicata che nessuna la mette in discussione,
  • 16:28 - 16:32
    cosicché tutto parte dalla posizione di quell' identità,
  • 16:33 - 16:42
    a perchè possiate trovare qualcosa di autentico, quella deve venir inghiottita.
  • 16:42 - 16:47
    Non vi servono i punti di riferimento
    che la vostra mente immagina,
  • 16:47 - 16:53
    la vita può essere interamente qui.
    Vedrete le cose con i sensi, come tutti,
  • 16:53 - 16:58
    ma non avranno più lo stesso potere.
  • 16:58 - 17:02
    I sensi non sono fatti per governare,
  • 17:02 - 17:09
    sono i nostri inviati, le nostre antenne
    per percepire nel mondo.
  • 17:09 - 17:15
    Queste forze non devono dominarci, accade solo se diventiamo la persona.
  • 17:15 - 17:19
    Prima diventi la persona e poi diventi un asino [risate]
  • 17:19 - 17:24
    lo diventi per come pensi.
  • 17:24 - 17:28
    [Interlocutrice] Ogni volta che c'è
    coinvolgimento personale
  • 17:28 - 17:32
    lo sento molto sgradevole
    e qualcosa vorrebbe...
  • 17:32 - 17:37
    [Mooji] Se siamo consapevoli del Sé,
    possiamo gioire della persona
  • 17:37 - 17:43
    perché non è una minaccia, è come giocare
    con un serpente che non ha denti!
  • 17:43 - 17:46
    Va bene, non vi può fare niente,
  • 17:46 - 17:51
    se lo date ai vostri bambini possono giocarci,
  • 17:51 - 17:54
    però, se gli date credito vi portate dietro la persona,
  • 17:54 - 17:57
    e dopo un po' diventa troppo per voi;
  • 17:57 - 18:02
    dopo un po' dite:
    "È abbastanza, devo andare!", ed è finita.
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    Quindi, il senso della persona può anche essere
    giocoso e leggero, per un momento:
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    non è nulla, non lascia cattivo odore.
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    Solo quando questo tipo di persona
    crede nella persona
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    porta il peso della persona.
  • 18:18 - 18:22
    Come dicevo prima, l'ego
    è la cosa più pesante del mondo;
  • 18:22 - 18:28
    è più pesante di tutte le montagne messe insieme,
  • 18:28 - 18:33
    perché quando si siede addosso all'essere,
    l'essere non si può muovere,
  • 18:33 - 18:36
    ecco perché è pesante.
  • 18:36 - 18:44
    L'essere è il grembo di tutto l'universo,
    ma se l'ego gli si siede addosso, non può più muoversi,
  • 18:44 - 18:51
    Per questo dico che l'ego è la cosa
    più pesante di questo mondo. Capite?
  • 18:51 - 18:55
    'Sederglisi adosso'
    significa accecarlo, in qualche modo:
  • 18:55 - 18:59
    dimenticate il vostro Sé.
    È una cosa molto pesante.
  • 19:06 - 19:12
    Se sei consapevole del Sé,
    allora puoi gioire della persona
  • 19:12 - 19:15
    perché non è una minaccia.
  • 19:15 - 19:21
    È come giocare con un serpente che non ha denti.
Title:
Stai nella tua universalità
Description:

Discorsi spontanei con Mooji
05.05.2012, Monte Sahaja, Portogallo

Vivere una vita che la maggior parte della gente chiama 'vita' o 'esistenza', può essere una cosa molto ristretta, una faccenda molto privata, ma essere nella tua universalità è essere a conoscenza di tutte le cose.
Non devi per forza essere a conoscenza di tutto, ma il tuo essere è ampio a sufficienza, per farci stare tutto al suo interno.
In quanto persone siamo claustrofobiche! Troppe faccende, troppe cose che devono essere mantenute, troppa coscienza di se stessi,
troppo occuparsi di questo corpo. In quanto coscienza siamo universali
non siamo personali. Può essere un riconoscimento immediato.
E anche se vivi in un posto come un piccolo paesino, questo non ti impedisce
di essere universale interiormente.
Mooji

La colonna sonora del video è un brano di Ariel
www.arielon.com

Questo e altri video sono disponibili anche sul sito Mooji.TV:
http://mooji.tv/freemedia e sul sito http://mooji.tv/subscription

Video sottotitolati in varie lingue
http://www.mooji.org/videos_foreignland.html

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Video Language:
English, British
Duration:
20:05

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