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← Si può fare la differenza? | Giulia Detomati | TEDxMantova

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Showing Revision 8 created 07/28/2019 by Michele Gianella.

  1. “Quanti di voi si svegliano la mattina
    convinti di fare la differenza?”
  2. Questa è la domanda che ha fatto
  3. una nostra studentessa
    di 16 anni, Kathryn,
  4. ai suoi compagni di classe.
  5. E nessuno ha alzato la mano.
  6. E questa è una domanda
    che mi faccio anch'io, da diverso tempo.
  7. Da sempre, in particolare,
    sono appassionata di temi ambientali.
  8. Mi ricordo da piccola,
    sul mio primo National Geographic,
  9. vedevo le foto
    dell'Amazzonia che bruciava;
  10. e poi, crescendo, mi sono accorta
  11. che i problemi ambientali
    non erano solo dall'altra parte del mondo,
  12. ma erano anche intorno a noi.
  13. Erano dei problemi globali,
    ma anche locali.
  14. Penso ai problemi della cementificazione,
  15. che riguardavano proprio il paesaggio
    che vivevo tutti i giorni.
  16. I problemi, quindi, della perdita
    di identità del nostro paesaggio,
  17. e anche di noi stessi.
  18. E poi penso ai problemi
    del cambiamento climatico,
  19. che sono a livello globale
  20. e che hanno reso una singola specie,
  21. la specie umana,
  22. in grado di modificare
    irrimediabilmente il clima,
  23. dando vita a quella
    che è l'epoca dell'antropocene.
  24. Tutte queste problematiche
  25. mi hanno sempre spinta
    a cercare di fare qualcosa,
  26. e ho provato a cercare la mia strada.
  27. Quindi mi sono laureata all'università,
    ho fatto vari tipi di esperienza,
  28. dopodiché sono approdata
    in un centro di ricerche
  29. che si occupava proprio di questi temi:
  30. del paesaggio, del consumo di suolo,
    della valutazione di piani e programmi.
  31. Era quello per cui avevo studiato.
  32. Però sentivo - quando tornavo
    a casa la sera -
  33. non mi sentivo veramente soddisfatta,
  34. sentivo che mancava
    effettivamente qualcosa.
  35. Non riuscivo a capire bene che cosa -
    e poi cosa è successo?
  36. Penserete: ho lasciato, ho mollato tutto,
    ho cambiato completamente vita.
  37. No, in realtà ero attaccata
    a quel tipo di lavoro che avevo,
  38. perché comunque c'erano i miei compagni
    con cui avevo frequentato l'università.
  39. Il lavoro era gradevole,
    ero diciamo nella mia comfort zone,
  40. quindi non avevo il coraggio di cambiare.
  41. Poi è successo un elemento esterno,
  42. un elemento che ha portato
    alla chiusura del mio contratto
  43. perché erano finiti i fondi
    per quella ricerca
  44. e questa cosa mi ha messo molto in crisi.
  45. Non sapevo effettivamente che cosa fare.
  46. Avevo due strade aperte, davanti a me,
    che vedevo in quel momento:
  47. o cercare di arrivare
    in un'impresa tradizionale,
  48. quindi utilizzare la mia laurea,
    quello che avevo studiato,
  49. o provare a partire da me,
    e dalle mie passioni,
  50. e provare a mettermi in gioco.
  51. E ho scelto questa seconda strada.
  52. E quindi ho fondato un'associazione
  53. che si occupava proprio dei temi
    del paesaggio e dell'ambiente
  54. e cercava di coinvolgere
    i Comuni e le Istituzioni.
  55. Man mano che portavo avanti
    questi progetti,
  56. la cosa di cui mi sono accorta
  57. è che stavo attingendo a dei talenti
    che non avevo mai considerato.
  58. In particolare avevo considerato
    carriere come completamente separate
  59. le mie passioni per l'arte
    e la mia passione per l'ambiente.
  60. E tramite quell'esperienza,
  61. io stavo unendo tante cose
    che mi piacevano, tanti interessi.
  62. Ho scoperto anche dei talenti
    che non pensavo di avere
  63. rispetto proprio alla capacità
    di connettere le persone,
  64. di gestire progetti,
  65. di utilizzare l'arte o il teatro
  66. come uno strumento di comunicazione
    di progetti ambientali.
  67. E quindi tante cose
    che non sapevo di avere sono emerse.
  68. E tutto questo percorso
    mi ha portato alla consapevolezza
  69. di cercare di condividere
    quello che avevo appreso di me poi,
  70. e che poi ero riuscita
    a fare concretamente
  71. con i giovani, con le nuove generazioni.
  72. E in particolare, lavorare su di loro
  73. per dare degli strumenti di cambiamento
    delle loro vite e poi del mondo,
  74. del loro territorio e del loro contesto.
  75. È nata così l'azienda che ho creato,
    che si occupa proprio di questo
  76. e che dal 2014 ha coinvolto
    più di 8000 ragazzi, in tutta Italia,
  77. su progetti per fare la differenza.
  78. E questo per me era inimmaginabile,
    quando pensavo a questa possibile strada.
  79. Era completamente inimmaginabile.
  80. E mi ricordo nel corridoio un collega,
  81. proprio quando stavo chiudendo
    la mia esperienza di lavoro precedente,
  82. che mi aveva chiesto: “Cosa farai dopo?”
  83. Gli ho detto: “Io so cosa voglio fare,
  84. so che voglio occuparmi
    di giovani e ambiente,
  85. e in qualche modo lo farò”.
  86. E ho scoperto una sicurezza, anche qui,
    che non pensavo mi appartenesse.
  87. Offrire ai giovani
    degli strumenti di cambiamento
  88. è stata un'esperienza
  89. che ha permesso, in qualche modo,
    di cambiare le cose,
  90. partendo in primis dal talento.
  91. La cosa infatti su cui vogliamo ragionare,
    vogliamo portare nelle classi
  92. è proprio far riflettere i giovani
    su quali sono i loro talenti.
  93. Quali sono le loro capacità
    e le loro attitudini.
  94. E sembra una cosa scontata;
  95. ma spesso a scuola non si ragiona
  96. su quali siano effettivamente
    le proprie capacità.
  97. Quindi una domanda che facciamo
    ai ragazzi è, in particolare,
  98. “Che cosa sei bravo a fare?
    Che cosa ti piace fare?"
  99. E anche "Che cosa gli altri,
    le persone che ti vogliono bene,
  100. ti riconoscono come qualcosa
    in cui sei bravo effettivamente?”
  101. E quando i ragazzi sono obbligati
    a riflettere su questo,
  102. vediamo che le cose cambiano.
  103. A volte qualcuno dice:
    “No, io non so fare assolutamente niente”.
  104. Poi prova a riflettere,
  105. e effettivamente trova
    un talento, trova qualcosa.
  106. E in particolare, una delle storie
    che volevo portare oggi,
  107. quindi come ricercare i propri talenti
    possa effettivamente farci attingere
  108. a delle energie
    che non pensavamo di avere.
  109. Vi racconto appunto la storia
    di uno dei nostri studenti.
  110. La storia di uno studente
  111. che ha passato cinque ore
    chiuso in un armadio.
  112. Adesso vi spiegherò perché:
  113. questo per me, e magari anche per voi,
    è semplicemente un pastello.
  114. Per questo ragazzo,
  115. un pastello era uno strumento
    per educare le giovani generazioni,
  116. per poter insegnare ai bambini
    a disegnare la natura
  117. e poter insegnare loro
    che non si butta via niente.
  118. E che quando si pianta,
    quello che rimane del pastello -
  119. che è, in quel caso, il pastello
    che aveva inventato Ottavian,
  120. era un pastello con un seme;
  121. quando si pianta,
  122. da quello che rimane del pastello
    si può generare una pianta
  123. che dà origine a un frutto, un fiore
    che è dello stesso colore del pastello.
  124. Octavian è un nostro studente
    che ha creato questo progetto,
  125. una startup che realizza
    questi pastelli integrati col seme
  126. proprio per i bambini.
  127. Era un ragazzo che veniva considerato,
    e lui stesso si considerava,
  128. una persona, uno studente
    in qualche modo mediocre.
  129. Non era - non aveva del commitment,
    come lo definiva lui stesso.
  130. E in questo progetto
    si è appassionato talmente tanto,
  131. e ha scoperto che quello che faceva
    nel proprio tempo libero,
  132. quindi quello che faceva
    al di fuori della scuola,
  133. dedicarsi ai video,
    dedicarsi alla comunicazione,
  134. poteva effettivamente essere
    qualcosa su cui lavorare.
  135. Si è messo allora in gioco
    all'interno di questo progetto,
  136. e ha passato cinque ore
    chiuso in un armadio,
  137. per cercare di registrare
    il video della sua startup
  138. che fosse il più perfetto possibile,
  139. perché i vestiti all'interno dell'armadio
    assorbivano il suono.
  140. E questa esperienza gli ha permesso,
    in qualche modo, di cambiare la sua vita,
  141. perché ha scoperto di avere
    questo talento nella comunicazione,
  142. è riuscito a entrare
    in un'università importante,
  143. che si occupa di comunicazione,
    ha vinto delle borse di studio.
  144. E quindi, con una riflessione
    sui propri talenti,
  145. è riuscito in qualche modo
    a trovare quella che è la sua strada.
  146. Questo è un esempio, appunto,
  147. di come, attingendo alle proprie risorse,
    si possa fare la differenza,
  148. in primis in se stessi.
  149. La seconda cosa che vi volevo portare,
  150. era proprio l'importanza di mettere
    a contatto gli studenti e i giovani
  151. con qualcosa che non conoscono,
  152. qualcosa che li può
    effettivamente ispirare.
  153. Quello che abbiamo notato
  154. è che portarli a contatto
    con realtà innovative,
  155. ma anche con luoghi
    che sono diversi dal solito,
  156. può effettivamente fare
    la differenza nei ragazzi.
  157. Questo che trovate sulla slide
  158. è appunto un biglietto
    che ci ha lasciato un nostro studente,
  159. uno studente di una scuola
  160. che era in un contesto
    abbastanza difficile,
  161. uno studente che i propri professori
  162. definivano uno studente
    abbastanza difficile.
  163. E attraverso un'esperienza
    in montagna di tre giorni,
  164. con un focus sui temi ambientali,
  165. effettivamente questo ragazzo
  166. ha comunicato in maniera
    completamente diversa
  167. e alla fine se ne è andato
    lasciandoci questo biglietto.
  168. Si è sentito libero, si è riscoperto
  169. e ha riscoperto anche un modo differente
    di comunicare se stesso agli altri.
  170. L'ultima cosa di cui volevo parlare,
  171. quindi sicuramente un percorso
    per fare la differenza,
  172. riguarda la scoperta dei propri talenti,
  173. il venire a contatto con qualcosa
    che è fuori dal nostro quotidiano,
  174. quindi uscire da quelli
    che sono i nostri confini soliti
  175. e venire a contatto con realtà
  176. che magari pensiamo a priori
    non ci possono interessare.
  177. La terza cosa che però vogliamo
    portare ai giovani, nelle scuole
  178. è cercare di aiutarli a fare la differenza
  179. anche in un contesto legato
    al loro territorio.
  180. E quindi quello che facciamo
  181. è proprio cercare di aiutarli
    a ragionare rispetto alla collettività.
  182. All'inizio vi parlavo di Kathryn;
  183. i suoi compagni di classe
    non hanno alzato la mano
  184. rispetto alla domanda che lei aveva fatto:
    "Come si fa a avere un impatto?"
  185. Però poi, tutti insieme,
    Kathryn e i suoi compagni,
  186. si sono messi e sono riusciti
    a realizzare un progetto
  187. che ha effettivamente trasformato
    la città in cui risiedeva la loro scuola,
  188. la città di Como.
  189. Si sono messi insieme,
    e hanno progettato un'idea semplice:
  190. un applicativo che incentivava
    le persone ad andare a piedi,
  191. e quindi faceva in modo
    di cercare di risolvere
  192. quello che era un problema
    della città di Como:
  193. l'inquinamento ambientale,
    l'inquinamento dell'aria,
  194. e il fatto che il centro storico
  195. stesse in qualche modo perdendo
    il suo centro di interesse.
  196. Quindi questi ragazzi
    hanno realizzato questo applicativo,
  197. hanno creato una rete di commercianti
  198. che davano degli sconti
    alle persone che andavano a piedi.
  199. Hanno mobilitato i cittadini
  200. e hanno sensibilizzato
    centinaia di persone su queste tematiche,
  201. organizzando delle camminate
    intorno alla città
  202. con famiglie, bambini più piccoli,
    genitori e così via.
  203. Ed è stato bello,
    perché tutti insieme hanno capito
  204. che potevano cercare
    di approfondire il proprio talento,
  205. ma potevano anche metterlo
    in connessione con altri
  206. e potevano cercare di realizzare progetti
  207. che portavano un valore
    alla propria città.
  208. Quindi, questo è il messaggio
    che vi voglio lasciare.
  209. Tutti noi come cittadini, studenti,
    genitori, formatori,
  210. qualunque sia il nostro ruolo,
  211. possiamo cercare
    di ascoltare i nostri talenti,
  212. di metterli in gioco
  213. e di lavorare tutti per la costruzione
    di un mondo migliore.
  214. Grazie.
  215. (Applausi)