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Trouble #24 - Organizzarsi: Per l'autonomia e l'aiuto reciproco

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    La civiltà industriale moderna è una sorprendente testimonianza del potere e della capacità di organizzazione.
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    Il mondo in cui viviamo oggi è il prodotto di
    innumerevoli generazioni di pianificazione, innovazione
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    e attività umane collettive, sfruttate e
    incanalate verso l'incessante ricerca della
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    produttività e della crescita.
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    Ogni giorno, la economia globale struttura e
    coordina il lavoro di miliardi di persone.
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    Una vertiginosa gamma di prodotti viene progettata,
    prodotta, trasportata nei centri di distribuzione regionali
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    e spedita ai punti vendita al dettaglio e alle
    porte di casa delle persone in tutto il mondo.
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    Le catene di fornitura internazionali tagliano i confini
    e i continenti, collegando i lavoratori dell'abbigliamento
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    della città di Ho Chi Min, Vietnam, agli
    acquirenti di Wal-Mart a Scottsdale, Arizona.
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    All'interno di questo sistema interconnesso, ogni metropoli
    forma un brulicante centro di attività composto da decine di
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    quartieri. Queste distinte regioni sono
    collegate tra loro da un intricato labirinto di
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    infrastrutture di trasporto e telecomunicazioni,
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    nonché da reti elettriche, idriche e
    fognarie che contribuiscono a garantire
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    l'igiene e la sopravvivenza quotidiana
    di milioni di persone.
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    Eppure, nonostante tutta la meticolosa
    pianificazione e la enorme quantità di abilità
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    umana e di fatica per la sua realizzazione, più di un
    miliardo di persone vive in squallidi, sovraffollati
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    baraccopoli, favelas e campi di rifugiati improvvisati
    - molti dei quali non hanno un accesso di base all'elettricità
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    o all'acqua corrente. Questa popolazione in crescita trae
    pochi benefici dal modo in cui la società è organizzata.
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    E questo è progettato di proposito, il loro impoverimento
    e disperazione sono parte integrante del buon
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    funzionamento della macchina. Per gli architetti del progresso,
    sono poco di più che il grasso che mantiene gli ingranaggi in movimento.
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    Lo stesso si potrebbe dire, in misura diversa,
    per l'intera classe operaia mondiale,
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    in particolare per i lavoratori migranti e per tutti coloro
    che lavorano nei settori informali a basso salario
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    della cosiddetta "Gig Economy" (lavori saltuari). Perché
    questo mondo non è organizzato intorno al principio
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    della soddisfazione dei bisogni delle persone,
    ma intorno all'accumulazione infinita di capitale.
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    Questo imperativo organizzativo è saldamente radicato
    nelle istituzioni della classe dirigente e nelle ideologie
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    e nella violenza strutturale che le sostengono.
    Questa dinamica fa sì che trasformazioni sociali radicali
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    siano condizionate da crisi politiche che possono scuotere
    e, in ultima istanza, sradicare l'intero ordine sociale.
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    Eppure, anche quando questo tipo di cambiamento
    rivoluzionario può sembrare lontano, è sempre possibile
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    cambiare in meglio le nostre condizioni. È qui
    che entra in gioco l'autonomia e l'organizzazione dal basso.
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    Nei prossimi trenta minuti daremo un'occhiata più
    da vicino a come questo tipo di organizzazione
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    si manifesta per gli anarchici. Lungo il percorso,
    parleremo con una serie di individui
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    che condivideranno le loro esperienze nell'avvicinare
    le persone, elaborare strategie,
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    scendere in strada...
    e nel creare un sacco di guai (Trouble).
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    Quando parliamo di organizzazione, parliamo
    essenzialmente di come armeggiare le relazioni umane.
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    Le relazioni che io e te e le persone nella
    nostra comunità più ampia che sono
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    influenzate dalle cose, che vivono insieme, che
    lavorano insieme, che vanno a scuola insieme...
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    Armare quelle relazioni, e poi usare
    quelle relazioni per uscire e fare qualcosa
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    e capire come le persone possano fisicamente
    mettersi insieme come forza materiale.
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    Tenendo presente questo, è importante capire
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    che ci vuole tempo, ci vuole molta fiducia,
    molto amore, molta passione. Ci vuole
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    tempo perché la gente si riunisca e
    cominci a individuare quali sono i problemi,
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    quali sono le lotte qui nel mio quartiere,
    nella mia comunità?
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    Organizzarsi è un processo di costruzione
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    della tua forza collettiva e del
    tuo potere collettivo
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    Il primo passo dell'organizzazione
    è una sorta di
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    sfondamento di quella barriera sociale e di isolamento
    che ci divide e spesso questo può essere semplice
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    come mettere insieme un gruppo di persone in
    una stanza e iniziare a parlare delle cose che
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    abbiamo in comune, dei problemi che condividiamo,
    e da lì attraverso il corso del parlare
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    di queste cose iniziamo a capire che
    lavorando insieme siamo
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    in una posizione migliore per cambiare le cose. L'organizzazione
    è un processo che dovrebbe essere trasformativo.
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    Durante il processo di organizzazione
    si formano nuovi legami di solidarietà
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    attraverso il corso della lotta.
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    Penso che la prima cosa è trovare
    un gruppo di persone,
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    una comunità
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    o persone nella tua zona
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    che hanno un conflitto in comune.
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    E basandosi su quel conflitto,
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    accordarsi di organizzarsi tra quelle
    persone per raggiungere un obbiettivo
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    Organizzare è più che altro un approccio
    all'impegno nella lotta
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    Le persone parlano di organizzazione e di essere un
    organizzatore più legato alla costruzione di relazioni con
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    le persone e all'attenzione su gruppi specifici di persone, potrebbero essere inquilini o studenti o lavoratori.
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    Ma in questo caso l'attenzione centrale è più sulla
    costruzione di quelle relazioni
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    piuttosto che su un singolo tema e spesso si lavora per costruire il potere con quelle persone.
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    "Dopo ogni attacco anarchico, un comunicato verbale -
    Graffiti anarchici - Un gruppo anarchico greco ha attaccato
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    - un gruppo anarchico - una comunità anarchica
    - questi sono anarchici!"
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    Penso che ci sia una varietà di caratteristiche diverse che
    differenziano l'organizzazione anarchica da altri
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    tipi di organizzazione. Credo che alcune di esse comportino lo scopo del tipo di organizzazione
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    che gli anarchici si impegnano a fare. Penso che, di per sé,
    essendo una pratica politica diversificata che ha
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    una critica al dominio e ai sistemi di potere così totale, significa che gli anarchici si concentrano
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    su una gamma molto ampia di questioni diverse e
    si organizzano tra molte persone diverse.
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    Ciò che distingue l'organizzazione anarchica è
    principalmente l'obiettivo di tale organizzazione.
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    Quindi, è il tipo di mondo che gli anarchici stanno cercando di realizzare. Gli anarchici si oppongono agli stati
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    e al capitalismo e a tutte le forme di autorità illegittime.
    Quindi, il processo di organizzazione anarchica è
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    un processo che costruisce l'opposizione alle
    istituzioni, ai gruppi e agli individui che riproducono
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    queste forme di gerarchia nella società.
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    Gli anarchici si impegnano in uno spettro davvero ampio
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    di diversi tipi di attività. Da cose che sono
    illegali a cose che sono molto legali,
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    cose che sono molto simili alla non violenza, fino a volte
    cose che potrebbero essere potenzialmente violente.
  • 7:52 - 7:57
    Costruttive, distruttive, questo genere di cose.
    Penso che parte di ciò che rende unico l'anarchismo
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    sia il fatto che non c'è il presupposto che
    la legalità sia uguale alla moralità.
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    Qualsiasi organizzazione di partito
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    dalla più a sinistra
    alla più di destra
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    utilizza una struttura gerarchica
    nella sua forma di organizzazione.
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    E allo stesso tempo anche loro
    fanno parte del circo politico,
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    di politicheria, in realtà.
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    C'è un sacco di gente che è stufa
    della solita politica. Sono stufi
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    del sistema economico che in realtà li sta solo
    mettendo a dura prova. Sono stufi
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    delle elezioni.
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    davanti alla catastrofe capitalista,
    e alla devastazione capitalista,
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    è necessario avere questa energia.
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    Ci siamo persone che no...
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    - ci siamo molte persone che non possiamo
    restare calme e continuare con una vita
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    in una "normalità"
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    quando è evidente lo sterminio che
    stanno facendo con il nostro futuro.
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    Nel discorso popolare, la parola anarchia è comunemente
    usata per descrivere l'assenza di organizzazione.
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    È lo spettro del caos che riempie il vuoto formato
    da un'improvvisa rottura dell'ordine.
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    Un violento liberticidio, dove i forti approfittano
    dell'assenza di regole per approfittare
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    dei deboli. Questa visione dell'anarchia è stata a
    lungo una proiezione utile per le classi dirigenti,
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    e per ogni paranoico autoritario non
    disposto a distinguere tra ordine e
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    sottomissione. Ma è ben lontana da ciò in cui gli
    anarchici credono veramente, e dal mondo
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    per cui stiamo lottando.
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    La realtà è che gli anarchici hanno molti approcci
    diversi e hanno una molteplicità di punti di vista
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    quando si tratta del ruolo dell'organizzazione
    e del suo rapporto con la lotta. Questa mancanza
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    di ortodossia ha storicamente distinto l'anarchismo
    da altre tradizioni rivoluzionarie,
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    come il marxismo-leninismo, le cui molteplici scuole
    di pensiero concorrenti concordano generalmente
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    sulla necessità di un partito organizzato centralmente...
    ...ma non sono d'accordo su chi dovrebbe guidarlo.
  • 10:27 - 10:33
    Per più di 150 anni, gli anarchici hanno sperimentato
    una vasta gamma di forme organizzative
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    - dai sindacati sindacalisti con oltre un milione di
    membri a pagamento, alle reti informali
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    di piccoli gruppi di affinità; dalle federazioni,
    comitati e assemblee, alle cellule
  • 10:45 - 10:50
    strettamente legate e alle associazioni di individui autonomi poco strutturate. Questo processo di
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    sperimentazione continua ancora oggi.
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    Una delle cose belle dell'Anarchismo è che non c'è un
    unico modello prestabilito.
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    È una tensione che si sforza verso la libertà.
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    Gli anarchici hanno molti punti di vista diversi
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    sull'organizzazione e sul ruolo che le organizzazioni
    svolgono nella lotta. Penso che questo si colleghi
  • 11:30 - 11:35
    alle diverse posizioni che le persone assumono in
    relazione alle cose che si pensano in modo più spontaneo
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    e alle persone che vogliono un livello di
    coordinazione più alto.
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    La principale divisione all'interno
    dell'anarchismo su questa
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    questione è tra anarchici individualisti
    o egoisti e collettivisti. Gli anarchici individualisti
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    si oppongono alla maggior parte delle forme di organizzazione,
    il loro obiettivo è quello di costruire l'autonomia
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    dell'individuo. E vedono fondamentalmente le
    organizzazioni come un ostacolo all'autonomia
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    individuale. E poi i collettivisti credono
    fondamentalmente nell'organizzazione collettiva e
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    le organizzazioni ne sono spesso
    una grande componente.
  • 12:16 - 12:18
    Questo va di pari passo con le diverse
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    opinioni sulla base del modo in cui le persone si
    organizzano e interagiscono tra loro, con alcuni
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    anarchici che sono a favore di un'organizzazione
    più formale e di organizzazioni che hanno una
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    sorta di appartenenza chiara e definita, di solito con uno
    statuto specifico o con cose diverse che le governano.
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    Altri anarchici possono essere piuttosto critici nei confronti delle organizzazioni e preferiscono metodi
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    di organizzazione più informali, a volte questo può
    comportare ancora l'avere organizzazioni o gruppi,
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    purché si formino per un solo scopo specifico
    o per un tipo specifico di attività, per poi
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    farli sciogliere.
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    Ci sono ovviamente vantaggi e svantaggi sia
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    con quelle formali, ad esempio le federazioni o
    i sindacati, che per le informali come i gruppi
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    di affinità e le cellule e cose del genere.
    Ma penso che ci siano anche questioni chiave
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    per gli anarchici del XXI secolo, come interagiamo
    con il pubblico e come le persone arrivano
  • 13:17 - 13:22
    all'anarchismo al di là di questa presunta
    dinamica tra formale e informale.
  • 13:23 - 13:25
    Ci sono diverse posizioni.
  • 13:25 - 13:27
    Quindi da tendenze più antisociali,
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    più insurrezionali,
  • 13:29 - 13:34
    non c'è una vera e propria
    chiamata o un invito diretto
  • 13:34 - 13:38
    per le persone ad unirsi o per iniziare
    a credere nelle idee anarchiche.
  • 13:38 - 13:39
    Più che essere convinti,
  • 13:39 - 13:44
    questi gruppi hanno partecipanti a
    causa delle loro idee e dei loro sentimenti.
  • 13:46 - 13:50
    Ma ci sono compagni il cui
    lavoro politico è più sociale,
  • 13:50 - 13:53
    più basato sul potere delle persone,
    che credono nell'organizzazione dal basso
  • 13:53 - 13:55
    e nell'organizzazione del quartiere.
  • 13:56 - 14:01
    Durante il periodo insurrezionale negli Stati
    Uniti, dal 2008 e dal 2009 in poi, molti di noi
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    si sono concentrati sull'idea che la qualità è meglio
    della quantità, cosa con cui sono fondamentalmente
  • 14:07 - 14:12
    d'accordo, ma allo stesso tempo dobbiamo
    trovare un modo per incontrare le persone,
  • 14:12 - 14:17
    coinvolgerle e portarle nei nostri progetti
    e nei nostri movimenti, in modo da
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    poter crescere. Sapete, negli ultimi due decenni,
    la gente è entrata nell'anarchismo attraverso
  • 14:23 - 14:28
    cose come il punk rock o altre sottoculture o da
    diversi movimenti come i diritti degli animali
  • 14:28 - 14:32
    e cose del genere. E nell'era
    post-globalizzazione, gli anarchici
  • 14:32 - 14:36
    - almeno negli Stati Uniti, dipendono da nuovi
    cicli di lotta per far entrare le persone.
  • 14:36 - 14:40
    Quindi c'è il movimento contro la guerra,
    c'è una nuova generazione di anarchici,
  • 14:40 - 14:45
    c'è "Occupy", c'è la ribellione di Ferguson, c'è una
    nuova generazione in arrivo. Non possiamo
  • 14:45 - 14:50
    sempre dipendere da qualcosa che salta fuori e poi beneficiare di quell'ondata di gente nuova.
  • 14:51 - 14:55
    Penso che qui in Cile abbiamo avuto
    la possibilità di sperimentare
  • 14:55 - 14:59
    una vasta gamma di pratiche e tattiche
    anarchiche e anti-autoritarie.
  • 14:59 - 15:03
    Tra assemblee territoriali,
    tra gruppi di affinità,
  • 15:03 - 15:06
    tra spazi liberi e squat,
  • 15:06 - 15:09
    tra i sindacati,
    tra lavoratori indipendenti,
  • 15:09 - 15:15
    tra i professionisti e
    tra la gente che vive per strada.
  • 15:16 - 15:22
    L'anarchismo avviene sempre in modo sottile.
    E possiamo anche non pensarla in questo modo perché,
  • 15:22 - 15:26
    è come se non fosse il concetto a cui siamo
    abituati, ma è comunque anarchismo. Quando
  • 15:26 - 15:33
    la gente pensa all'anarchismo ha questa idea
    eurocentrica di ciò che è, la parola stessa, non
  • 15:33 - 15:37
    esiste da molto tempo, ma se si segue la definizione
    da manuale di cosa sia l'anarchismo,
  • 15:37 - 15:43
    gli indigeni praticano l'anarchismo e l'aiuto reciproco
  • 15:43 - 15:44
    da migliaia di anni.
  • 15:47 - 15:55
    In questi territori siamo fortunati che molti,
    molti di noi hanno origini Mapuche.
  • 15:55 - 15:57
    Abbiamo anche questa dualità,
  • 15:57 - 16:01
    o la capacità di posizionarci politicamente
    in questo modo.
  • 16:01 - 16:03
    Dal punto di vista degli anarchici
  • 16:03 - 16:06
    - ma allo stesso tempo non dimentichiamo
    che abbiamo una nostra storia.
  • 16:06 - 16:08
    Che abbiamo la nostra individualità.
  • 16:08 - 16:09
    Che siamo di questo territorio.
  • 16:10 - 16:12
    Che veniamo da un territorio colonizzato.
  • 16:12 - 16:16
    Che la nostra storia e le nostre pratiche
    e le nostre visioni dell'anarchismo
  • 16:16 - 16:19
    non saranno al 100% uguali a quelle
    dei compagni anarchici
  • 16:19 - 16:24
    della Palestina,
    di Rojava, o dell'Europa,
  • 16:24 - 16:27
    o di altre parti dell'America Latina.
  • 16:29 - 16:33
    Sapete quando la gente si trova di fronte a cose
    davvero orribili nella vita di tutti i giorni, che
  • 16:33 - 16:38
    si tratti di sfratto, di guardare la gente che viene
    deportata, di cose che accadono sul lavoro, di un
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    oleodotto che attraversa la loro terra... Vogliamo
    che la gente sappia che c'è una comunità
  • 16:42 - 16:47
    di persone in rivolta a cui può rivolgersi, con
    cui può poi organizzarsi per combattere
  • 16:47 - 16:51
    e per ferire davvero i propri nemici fino
    al punto di non essere in grado di fare
  • 16:51 - 16:53
    quello che stanno cercando di fare.
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    Un buon organizzatore ha molti strumenti nella sua cassetta
    degli attrezzi. Il trucco è sapere quale strumento usare quando,
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    e sostituirli quando smettono di lavorare.
    Questo vale per gli anarchici come
  • 17:13 - 17:19
    per qualsiasi altro tipo di organizzatore. La differenza
    principale è ciò che stiamo cercando di costruire.
  • 17:20 - 17:26
    L'anarchismo si basa sul principio dell'auto-organizzazione.
    Questo è direttamente collegato al tipo di
  • 17:26 - 17:30
    mondo che gli anarchici cercano di creare. Un mondo
    in cui le persone possono prendere
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    decisioni collettive e agire autonomamente,
    senza aspettare ordini o permessi dall'alto.
  • 17:37 - 17:43
    L'organizzazione anarchica inizia con la promozione
    della lotta autogestita. Si tratta di agitare
  • 17:43 - 17:48
    e incoraggiare le persone ad agire direttamente per risolvere i loro problemi. Senza fare appello a chi
  • 17:48 - 17:52
    è più in alto nella scala sociale.
    Da questo punto di partenza,
  • 17:52 - 17:57
    ci sono molte strade diverse che si possono
    intraprendere. Ovunque decidiate di andare,
  • 17:57 - 17:59
    il passo più importante è il primo.
  • 18:05 - 18:10
    Strategia e tattica sono intimamente connesse,
    ma separate.
  • 18:10 - 18:16
    Si parte con un obiettivo specifico o una visione.
    Qualcosa che si vuole realizzare, o
  • 18:16 - 18:22
    raggiungere, o che si vuole sfidare. E poi la vostra
    strategia è il vostro piano su come volete raggiungere
  • 18:22 - 18:28
    quell'obiettivo. E poi le tattiche sarebbero
    tutte le azioni, le attività e gli approcci
  • 18:28 - 18:31
    specifici che in un certo senso si fondono
    per aiutarvi a raggiungere quell'obiettivo.
  • 18:31 - 18:36
    La strategia che scegliete determinerà il tipo
    di attività in cui vi impegnate. Quando le vostre
  • 18:36 - 18:42
    tattiche avranno successo, o se dovessero fallire ripetutamente,
    tornate indietro e fate degli aggiustamenti alla
  • 18:42 - 18:46
    vostra strategia. Una volta che avrete fatto questi
    aggiustamenti alla vostra strategia, cercherete
  • 18:46 - 18:48
    quindi di escogitare tattiche diverse.
  • 18:48 - 18:52
    Queste cose devono rafforzarsi a vicenda,
    e dobbiamo anche valutare costantemente
  • 18:52 - 18:54
    avanti e indietro.
  • 18:54 - 18:59
    Dovete farlo e basta. Dovete farlo.
    Dovete stare in prima linea,
  • 18:59 - 19:01
    mettendoci il vostro lavoro.
  • 19:01 - 19:05
    Da un lato, visualizziamo, teorizziamo,
    sviluppiamo la nostra politica,
  • 19:05 - 19:08
    pensando fondamentalmente a ciò
    che vogliamo, a ciò che cerchiamo.
  • 19:08 - 19:10
    Dall'altro lato, iniziamo ad agire
  • 19:10 - 19:14
    e vediamo come possiamo rendere
    reali queste idee in modo specifico.
  • 19:19 - 19:24
    Siamo tutti individui.
    Ma ognuno ha il suo ruolo.
  • 19:24 - 19:26
    In Cile siamo fortunati,
  • 19:26 - 19:28
    ironia della sorte,
  • 19:28 - 19:30
    ad avere una storia piena di conflitti.
  • 19:30 - 19:33
    Una storia di persecuzione politica
  • 19:33 - 19:34
    e di rivolte.
  • 19:35 - 19:37
    Quindi i conflitti e gli obiettivi
    sono sempre stati presenti.
  • 19:37 - 19:41
    Le strategie e le tattiche che
    sono state utilizzate in generale
  • 19:41 - 19:43
    sono state piuttosto ampie.
  • 19:43 - 19:47
    Le tattiche che stanno vincendo in questi giorni
    possono essere ispirate da altre lotte.
  • 19:47 - 19:53
    Per esempio le tattiche ispirate
    dal conflitto di Hong Kong.
  • 19:53 - 19:55
    L'idea di usare dei laser
  • 19:55 - 19:59
    e di utilizzare brocche d'acqua per
    spegnere i gas lacrimogeni.
  • 19:59 - 20:04
    Si tratta di pratiche di resistenza e di lotta
    di strada utilizzate a livello internazionale.
  • 20:04 - 20:06
    Poi c'è il bloccaggio delle strade.
  • 20:06 - 20:09
    Ci sono barricate, anche di diverso tipo.
  • 20:09 - 20:12
    Ci sono barricate di fuoco,
    o barricate di pietre.
  • 20:12 - 20:17
    Ci sono compagni che soccorrono
    e aiutano i feriti.
  • 20:33 - 20:38
    Il mondo in cui viviamo, il modo in cui ci impegniamo con
    le cose, anche il modo in cui arriviamo a pensare alle cose
  • 20:38 - 20:45
    sarà necessariamente influenzato dalle condizioni
    materiali in cui viviamo.
  • 20:48 - 20:54
    Il tipo di citazione classica marxista: "Le persone
    cambiano la storia, ma non nelle condizioni
  • 20:54 - 21:01
    di loro scelta". Che sono queste condizioni,
    queste realtà materiali, che influiscono non
  • 21:01 - 21:07
    solo sulla vita delle persone, ma anche sulla loro coscienza. E che non si può pensare solo a come
  • 21:07 - 21:11
    uscire da queste cose - o che non c'è un'uscita.
  • 21:12 - 21:18
    Il capitalismo sta cambiando costantemente il volto del
    lavoro, della vita sociale, del modo in cui le persone
  • 21:18 - 21:22
    sono alienate l'una dall'altra. Quindi dobbiamo
    costantemente rivalutare, sapete...
  • 21:22 - 21:27
    com'è la vita? E quali sono le
    possibilità di rivolta contro il tipo
  • 21:27 - 21:30
    di vita che siamo costretti a condurre?
  • 21:32 - 21:38
    Come possiamo davvero arrivare al punto di, come dire, va bene... cosa sta succedendo qui?
  • 21:38 - 21:39
    Come possiamo rimediare?
  • 21:39 - 21:45
    Le persone cambiano il mondo intorno a loro attraverso
    le loro azioni. E così possiamo avere un effetto
  • 21:45 - 21:51
    sulle nostre condizioni materiali, e possiamo cambiarle
    attraverso la lotta. Il rovescio della medaglia
  • 21:51 - 21:58
    è che lo Stato può cambiare le condizioni
    per rimuovere il carburante per le lotte.
  • 21:58 - 22:06
    Penso che sia importante capire come
    è organizzato il potere e le sue modalità
  • 22:06 - 22:08
    di funzionamento.
  • 22:09 - 22:13
    Il tipo di mondo che vogliamo non esiste ancora.
    Può essere costruito solo sulle ceneri di questo.
  • 22:13 - 22:20
    Ma allo stesso tempo, stiamo cercando di creare
    nuovi modi di relazionarci l'un l'altro.
  • 22:20 - 22:24
    Nuovi modi di risolvere i problemi, nuovi modi di
    impegnarsi nell'azione, nuovi modi di realizzare
  • 22:24 - 22:31
    cose come il lavoro che guardano alle possibilità di
    nuove forme di vita che ancora non esistono.
  • 22:32 - 22:38
    Se si vuole una società futura che sia libera
    da gerarchie e dominazioni, Se si vuole
  • 22:38 - 22:44
    una società futura in cui le persone abbiano autonomia e
    siano trattate in modo equo, il modo in cui ci si impegna
  • 22:44 - 22:47
    oggi deve riflettere questi valori.
  • 22:49 - 22:54
    A volte dobbiamo prendere queste possibilità e
    questi rischi, e provare questi modi alternativi
  • 22:54 - 22:56
    di fare le cose.
  • 22:56 - 23:02
    Seguite i conflitti in tutto il mondo che possono
    servire anche come ispirazione.
  • 23:02 - 23:06
    In modo da poter avere nuove esperienze.
    Nuovi modi di attaccare.
  • 23:06 - 23:10
    Nuove forme di resistenza
    all'interno dei territori in conflitto.
  • 23:12 - 23:21
    Per quanto possibile, i movimenti rivoluzionari
    dovrebbero creare una controsocietà e allontanarsi
  • 23:21 - 23:24
    il più possibile dalle istituzioni statali e capitalistiche.
  • 23:26 - 23:32
    Fondamentalmente quello che possiamo fare è
    orientare i nostri sforzi verso la costruzione di centri
  • 23:32 - 23:38
    di legittimità concorrenti che siano comunitari. Che
    esistano in opposizione allo Stato, alla polizia e al capitale.
  • 23:39 - 23:44
    Vogliamo prefigurare il mondo che vogliamo
    vedere e le relazioni che stiamo costruendo.
  • 23:44 - 23:48
    Sia in termini di, ad esempio, costruzione di una
    sorta di doppio potere o di potere autonomo
  • 23:48 - 23:52
    dal basso verso l'alto per soddisfare i nostri bisogni
    quotidiani, ma anche in termini di lotte in cui ci
  • 23:52 - 23:56
    stiamo impegnando. Sapete, queste relazioni
    dovrebbero prefigurare un diverso tipo di vita.
  • 23:56 - 24:01
    E anche, sai, portare le persone a nuovi
    modi di impegnarsi l'uno con l'altro,
  • 24:01 - 24:07
    nuovi modi di parlare, nuovi modi di risolvere i problemi.
    L'insurrezione e il doppio potere hanno naturalmente
  • 24:07 - 24:11
    bisogno l'uno dell'altro. Come si suol dire, "la forza
    dell'insurrezione è sociale, non militare"
  • 24:11 - 24:15
    E creare una forza sociale richiede infrastrutture
    e spazi reali che possiamo chiamare nostri.
  • 24:15 - 24:19
    E la capacità di usare quello spazio per combattere.
  • 24:28 - 24:34
    Il 1° dicembre 2019, un 55enne residente nella
    provincia di Hubei è entrato in un ospedale
  • 24:34 - 24:40
    di Wuhan con un apparente caso di polmonite.
    Questo è stato il primo caso documentato di
  • 24:40 - 24:46
    COVID-19, un nuovo ceppo di Corona Virus che
    da allora ha travolto tutto il mondo e sconvolto
  • 24:46 - 24:49
    la vita quotidiana di miliardi di persone.
  • 24:51 - 24:53
    Nel momento in cui queste parole vengono scritte,
  • 24:53 - 24:58
    sembriamo essere sull'orlo di un crollo sociale ed
    economico di massa su una scala che non
  • 24:58 - 25:05
    si vedeva dal secolo scorso. Se non altro, questa pandemia
    ha messo a nudo il mito dell'infallibilità del capitalismo
  • 25:05 - 25:12
    e ha messo a nudo le sue debolezze. Ha anche
    dimostrato la necessità di saper adattare
  • 25:12 - 25:18
    rapidamente le nostre strategie e tattiche per
    affrontare realtà in rapida evoluzione. Lentamente
  • 25:18 - 25:25
    all'inizio, e poi all'improvviso, la nostra mobilità e
    la nostra capacità di associarci sono state ridotte,
  • 25:25 - 25:30
    e tattiche ormai consolidate come i raduni,
    le marce, il bussare alle porte e persino la
  • 25:30 - 25:32
    distribuzione di volantini sono state portate via.
  • 25:34 - 25:39
    Ma come dice il proverbio, la necessità è la madre
    dell'invenzione. In tempi di sconvolgimenti sociali e
  • 25:39 - 25:45
    politici, tenete fede ai vostri principi. Liberatevi del dogmatismo. Tenete gli occhi sul premio.
  • 25:45 - 25:50
    E tenetevi pronti ad affrontare
    qualsiasi sfida vi si presenti.
  • 25:54 - 25:59
    L'anarchismo è una cosa bella, sorprendente e
    ha fatto molte grandi cose storicamente.
  • 25:59 - 26:07
    Ma è anche qualcosa che spesso fallisce.
    E, penso che il fallimento vada bene, e spesso
  • 26:07 - 26:11
    c'è molto valore nelle cose che ho imparato
    a portare via anche in tempi in cui ci sono stati
  • 26:11 - 26:17
    grandi fallimenti o difficoltà. Dicendo di essere
    anarchico, e di essere coinvolto in
  • 26:17 - 26:22
    un'organizzazione e in una lotta anarchica,
    non importa che aspetto si abbia, ti dichiari
  • 26:22 - 26:28
    molto apertamente contro molte delle cose che
    esistono attualmente, come lo Stato, la
  • 26:28 - 26:33
    polizia e il capitalismo. E, dovresti renderti
    conto fin dall'inizio che questo a volte
  • 26:33 - 26:35
    ha delle conseguenze.
  • 26:39 - 26:44
    Prendetevi sul serio. Una volta che ti dichiari
    un nemico dello Stato, lo Stato
  • 26:44 - 26:49
    lo prenderà molto seriamente come una minaccia.
    La prigione fa schifo e una volta che hai la fedina
  • 26:49 - 26:54
    penale sporca ti rende le cose più difficili in futuro,
    quindi dovresti prendere le misure adeguate
  • 26:54 - 26:57
    per cercare di proteggerti ed
    evitare arresti non necessari.
  • 26:58 - 27:02
    Quali sono le cose più importanti che possono
    avere un impatto sulle persone a cui
  • 27:02 - 27:06
    si è vicini, con le quali si ha un rapporto.
    E che sia sul posto di lavoro
  • 27:06 - 27:09
    E che sia sul posto di lavoro o a scuola, che
    sia nel quartiere, sapete qualcosa
  • 27:09 - 27:13
    della polizia, qualcosa che riguarda la
    gentrificazione, se c'è un progetto
  • 27:13 - 27:17
    di estrazione di risorse nel territorio in cui vi trovate.
  • 27:17 - 27:22
    Da quella comprensione di quell'analisi, poi si
    passa al modo in cui si comincia a organizzare
  • 27:22 - 27:27
    e a riunire le persone e si comincia ad agire e a
    impegnarsi in un modo tale da spingere in avanti che
  • 27:27 - 27:32
    mette in primo piano i propri interessi e
    comincia ad attaccare quelli della
  • 27:32 - 27:34
    classe dominante.
  • 27:36 - 27:39
    La Polizia
  • 27:39 - 27:43
    I Giudici
  • 27:43 - 27:46
    Lo Stato
  • 27:46 - 27:50
    Il Presidente
  • 27:50 - 27:58
    Lo Stato oppresore è un macho stupratore
  • 27:58 - 28:01
    Lo stupratore sei tu
  • 28:05 - 28:11
    Alcuni gruppi vogliono affermare il loro potere
    e la loro proprietà su di voi, e sul vostro corpo,
  • 28:11 - 28:18
    su ciò che avete da dire. Non si tratta di proprietà,
    non si tratta di chi possiede la rivoluzione,
  • 28:18 - 28:22
    o chi possiede la lotta. Siamo in questa merda
    assieme. E se qualcuno non è
  • 28:22 - 28:25
    disposto a lottarci contro, ad esempio diciamo
    che lo accusi di patriarcato o
  • 28:25 - 28:30
    di qualsiasi altra cosa, se non hanno la volontà
    di confrontare se stessi e lottare contro di esso
  • 28:31 - 28:36
    mostra che ovviamente quel individuo o quella
    entità o quel che sia... non gliene frega niente.
  • 28:36 - 28:42
    Se le persone sono veramente investite nella lotta,
    allora quando la merda arriva, tu sarai
  • 28:42 - 28:47
    in grado di lottare per uscirne. Anche se
    ci vuole tempo, anche se devi smettere di
  • 28:48 - 28:51
    organizzare per un po' di tempo fino
    a quando non risolvi la situazione.
  • 28:54 - 29:01
    Vorrei invitare a i compagni e le compagne anarchiche
  • 29:01 - 29:04
    ad avere la capacità di poter organizzarci,
  • 29:04 - 29:09
    di avere un posizionamento e
    fare politiche attraverso una intersezionalità
  • 29:09 - 29:13
    con persone che non sono
    necessariamente anarchiche.
  • 29:14 - 29:18
    A coloro che abbracciano
    idee anti-speciste.
  • 29:18 - 29:21
    A coloro che abbracciano
    idee anti-patriarcali.
  • 29:21 - 29:23
    A coloro che abbracciano
    idee di spiritualità
  • 29:23 - 29:29
    per riscattare alcune delle ascendenze perdute in questi secoli di colonizzazione
  • 29:29 - 29:36
    che il sistema europeo, occidentale, bianco,
    etero-patriarcale ha imposto su di noi e
  • 29:36 - 29:37
    ci ha strappato.
  • 29:38 - 29:41
    Stai dicendo che sei contro tutte queste cose,
    e combatterai contro tutte queste cose.
  • 29:41 - 29:46
    Ovviamente, a volte, ci sono delle ricadute,
    e ci sono delle difficoltà e delle cose
  • 29:46 - 29:49
    nella tua vita che dovrai superare.
  • 29:49 - 29:53
    Dopo aver fatto un'azione, sapete, prendetevi un po' di
    tempo con i vostri compagni e sedetevi e riflettete
  • 29:53 - 29:57
    criticamente su ciò che avete fatto bene, e
    su ciò che avreste potuto fare meglio.
  • 29:57 - 30:02
    E poi, cercate di incorporare le lezioni che avete
    imparato attraverso le vostre esperienze nella vostra
  • 30:02 - 30:03
    organizzazione futura.
  • 30:03 - 30:08
    E dobbiamo davvero pensare: "Ok,
    quando lo faremmo, come vinceremmo?"
  • 30:12 - 30:16
    Tipo, vogliamo davvero essere in grado di fare danni contro le persone che ci fanno del male, vogliamo
  • 30:16 - 30:21
    essere in grado di colpire in modo tale da espandere la nostra influenza, la nostra fiducia, sai, gli spazi che
  • 30:21 - 30:26
    abbiamo in mano. Dobbiamo effettivamente trovare il
    modo di intersecare le persone che sono interessate
  • 30:26 - 30:31
    e poi portarle a bordo, coinvolgerle nella lotta,
    e far sì che siano costrette a scegliere
  • 30:31 - 30:36
    da che parte stare, letteralmente, per sostenere modalità
    d'azione illegali e anticapitaliste, e far riflettere le persone
  • 30:36 - 30:41
    sulle possibilità di ciò che potrebbero fare
    se ci fosse un movimento dietro di loro
  • 30:41 - 30:44
    per migliorare la propria vita e le proprie condizioni.
  • 30:54 - 31:00
    Viviamo in un'epoca in cui la disperazione arriva facilmente.
    Un flusso costante di cattive notizie ci tiene costantemente
  • 31:00 - 31:06
    sotto controllo. Enormi incendi devastano l'Australia per
    mesi e mesi. I dipartimenti di polizia si equipaggiano
  • 31:06 - 31:13
    di telecamere con software di riconoscimento facciale guidato dall'IA. Una famiglia di Idlib muore di freddo
  • 31:13 - 31:20
    dopo che il loro campo profughi improvvisato viene bombardato.
    Ordinanze d'emergenza vietano tutti gli incontri pubblici
  • 31:20 - 31:26
    di tre o più persone. Di fronte a tutto questo,
    non mancano le ragioni per cui ogni
  • 31:26 - 31:32
    persona razionale potrebbe sentirsi visceralmente
    scoraggiata e completamente depressa. E questo
  • 31:32 - 31:37
    vale soprattutto per i rivoluzionari che troviamo costantemente il nostro idealismo speranzoso
  • 31:37 - 31:41
    inghiottito da sentimenti di
    amara rassegnazione e sconfitta.
  • 31:41 - 31:46
    Ma quando arriva questa disperazione, è importante
    ricordare che non siamo soli. Che ci sono
  • 31:46 - 31:51
    molte altre persone che condividono il nostro senso
    di dolore, di ansia... e, soprattutto,
  • 31:51 - 31:57
    indignazione. Che facciamo parte di una lunga e
    orgogliosa stirpe di lotta. E che le vittorie sono
  • 31:57 - 32:03
    ancora possibili. Armati di questa conoscenza, e
    consapevoli delle nostre capacità, opportunità
  • 32:03 - 32:09
    e limitazioni, possiamo rivolgere la nostra attenzione
    al compito che ci attende, che è, come sempre,
  • 32:09 - 32:13
    quello di costruire il nostro potere collettivo e di aumentare la nostra comune capacità di resistenza.
  • 32:13 - 32:17
    Quindi, a questo punto, vorremmo ricordarvi che
    Trouble è destinato ad essere utilizzato
  • 32:17 - 32:22
    come risorsa per promuovere la discussione e l'organizzazione collettiva. Siete interessati a
  • 32:22 - 32:27
    intensificare il vostro gioco di organizzazione?
    State cercando di lanciare una nuova iniziativa,
  • 32:27 - 32:32
    ma non sapete bene da dove cominciare? Prendete in considerazione la possibilità di mettervi in contatto con
  • 32:32 - 32:35
    alcuni compagni, organizzare un party online per la visione di questo film e discutere da dove iniziare.
  • 32:35 - 32:40
    Sei interessato a fare proiezioni regolari di Trouble
    nel tuo campus, infoshop, centro sociale,
  • 32:40 - 32:45
    o anche solo a casa con gli amici? Beh, non fatelo! Apprezziamo il supporto, ma probabilmente
  • 32:45 - 32:50
    non è una grande idea in questo momento. Invece, perché
    non creare un gruppo di discussione con alcuni amici,
  • 32:50 - 32:54
    ognuno dei quali guarda l'episodio sui propri
    schermi a casa, e poi passare attraverso
  • 32:54 - 33:00
    il kit di screening online sul nostro sito web per
    i link a risorse aggiuntive, e alcune domande
  • 33:00 - 33:02
    per aiutare a inquadrare la vostra conversazione.
  • 33:03 - 33:08
    Inoltre, vi ricordo che qui alla subMedia, dipendiamo
    interamente dalle donazioni dei nostri spettatori
  • 33:08 - 33:13
    per far andare avanti le cose... quindi se siete in grado
    di contribuire a sostenerci, vi preghiamo di farlo
  • 33:13 - 33:19
    su sub.media/donate. Se non potete permettervi di
    sostenerci finanziariamente, non preoccupatevi! Potete
  • 33:19 - 33:26
    trasmettere in streaming e/o scaricare gratuitamente tutti i nostri contenuti dal nostro sito web: sub.media/trouble
  • 33:27 - 33:32
    Questo episodio non sarebbe stato possibile
    senza il generoso sostegno di Josh, Murph,
  • 33:32 - 33:37
    Sam, Tal, La Conxa e la brava gente di IGD.
  • 33:37 - 33:41
    Infine, ci dispiace annunciare che questo
    sarà l'ultimo episodio di Trouble per
  • 33:41 - 33:46
    il prossimo futuro. E' stata una corsa impressionante,
    ma la troupe di subMedia ha deciso che
  • 33:46 - 33:50
    è il momento di passare a nuovi progetti.
    E per renderlo possibile, abbiamo deciso di
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    staccare la spina a Trouble. Dato che non possiamo
    incontrarci di persona per il prossimo futuro,
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    ci sembrava il momento perfetto per fare questo cambiamento. Vogliamo assicurare a tutti voi combinaguai
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    là fuori che abbiamo dei nuovi entusiasmanti
    progetti in cantiere che pensiamo vi piaceranno
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    molto... quindi rimanete sintonizzati! E a tutti coloro che
    hanno organizzato proiezioni, ci hanno inviato idee
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    per argomenti per lo show, critiche costruttive
    o feedback positivi sullo show... grazie
  • 34:16 - 34:21
    dal profondo del cuore! Il vostro sostegno è
    stato davvero gratificante, e ci auguriamo che
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    i 24 episodi che abbiamo realizzato continuino
    a servire come utili strumenti
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    per gli anni a venire.
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    Ora andate là fuori... e combinate qualche guaio!
Title:
Trouble #24 - Organizzarsi: Per l'autonomia e l'aiuto reciproco
Description:

Questi sono giorni bui. Mentre la crisi di COVID-19 mette sottosopra il nostro mondo, l'isolamento sociale e l'atomizzazione del capitalismo hanno lasciato il posto a un vero e proprio allontanamento sociale. Nel momento in cui abbiamo più bisogno di riunirci, ci viene detto che il contatto umano può ucciderci. I campanelli d'allarme lampeggiano ovunque, mentre i morti si accumulano, l'economia brucia e la salute mentale di sempre più persone si deteriora. Questa è la crisi globale più grave e di vasta portata che la maggior parte di noi che siamo vivi oggi abbia mai vissuto. È un periodo terrificante, alienato e stressante. Non è nemmeno il momento di arrendersi. Non c'è tempo per accendere Netflix, nascondere la testa sotto la sabbia e aspettare che le cose passino. Certamente non per gli anarchici, o per chiunque si definisca rivoluzionario.

Nel bel mezzo dell'attuale pandemia, è facile dimenticare che il 2019 è stato un anno di rivolte globali su una scala che non si vedeva dal 1968. Il sistema sta morendo. Oggi ci troviamo sull'orlo di una massiccia ristrutturazione dell'ordine globale. Non si potrà tornare indietro nel tempo. Possiamo lottare per un futuro in cui vogliamo vivere, oppure possiamo stare a guardare e lasciare che siano le banche e le aziende tecnologiche a sceglierlo per noi. È importante che prendiamo le misure necessarie per mantenerci al sicuro l'un l'altro durante questa crisi. Certo. Ma è anche importante che prendiamo le misure necessarie per tenerci al sicuro l'un l'altro da ciò che verrà dopo. E questo significa organizzarsi.

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Video Language:
English
Duration:
34:51

Italian subtitles

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