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← I fumetti sono una risorsa per la scuola

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Zeige Revision 28 erzeugt am 06/15/2018 von Silvia Fornasiero.

  1. Quando ero in quinta elementare,
  2. comprai una copia di
    “DC Comics Presents n. 57”
  3. da un espositore girevole,
    in una libreria della zona
  4. e quel fumetto mi cambiò la vita.
  5. La combinazione di parole e immagini
    fece scattare qualcosa nella mia testa,
  6. qualcosa di nuovo,
  7. e mi innamorai subito
    del genere del fumetto.
  8. Diventai un lettore vorace di fumetti,
  9. ma non li portai mai a scuola.
  10. Istintivamente, sapevo che i fumetti
    non trovavano posto in classe.
  11. Ai miei genitori decisamente non piacevano
  12. ed ero sicuro che non sarebbero piaciuti
    neanche ai miei insegnanti.
  13. Infatti, non li usavano mai per insegnare,
  14. fumetti e romanzi grafici non erano
    permessi durante le ore di lettura,
  15. né venivano venduti alla
    nostra fiera annuale del libro.
  16. Ciononostante, continuai a leggere fumetti
  17. e cominciai anche a crearli.
  18. Alla fine, sono diventato
    un fumettista pubblicato,
  19. che si guadagna da vivere
    scrivendo e disegnando fumetti.
  20. Sono diventato anche
    insegnante di scuola superiore.
  21. Ho insegnato qui:
  22. Bishop O'Dowd High School,
    a Oakland, in California.
  23. Ho insegnato un po' di matematica
    e un po' di arte,
  24. ma soprattutto informatica
  25. e ci sono rimasto per 17 anni.
  26. Quando ero alle prime armi,
  27. ho provato a portare
    i fumetti in classe.
  28. Ricordo che il primo giorno di lezione
    ho detto ai miei studenti
  29. che ero anche un fumettista.
  30. Non è che avessi intenzione
    di insegnare con i fumetti,
  31. piuttosto speravo che i fumetti
    gli facessero credere che ero forte.
  32. (Risate)
  33. Mi sbagliavo.
  34. Erano gli anni '90
  35. e allora i fumetti non avevano
    il prestigio culturale che hanno oggi.
  36. Gli studenti non pensavano fossi forte.
    Pensavano che fossi una specie di sfigato.
  37. Peggio ancora, quando le cose
    si complicavano a lezione,
  38. usavano i fumetti per distrarmi.
  39. Alzavano la mano e mi ponevano
    domande del tipo:
  40. "Professor Yang, chi pensa
    vincerebbe in un combattimento,
  41. Superman o Hulk?"
  42. (Risate)
  43. Capii molto rapidamente che dovevo
    tenere separati insegnamento e fumetti.
  44. Sembrava che il mio istinto
    in quinta elementare avesse avuto ragione.
  45. I fumetti non avevano posto in classe.
  46. Ma di nuovo, mi sbagliavo.
  47. Dopo pochi anni di carriera scolastica,
  48. capii in prima persona quale fosse
    il potenziale didattico del fumetto.
  49. Un semestre mi chiesero di fare
    il supplente in una classe di Algebra 2.
  50. Mi chiesero di fare una supplenza lunga
    e accettai, ma c'era un problema.
  51. All'epoca ero anche
    il tecnico didattico della scuola,
  52. il che significava che ogni due settimane
  53. dovevo mancare a un paio di lezioni
    in quella classe di Algebra 2,
  54. perché ero in un'altra classe
    ad aiutare un altro insegnante
  55. per attività legate ai computer.
  56. Per questi studenti
    di Algebra 2, era terribile.
  57. Avere una supplenza lunga è già brutto,
  58. ma avere una supplenza
    della supplenza? È terribile.
  59. Nel tentativo di assicurare
    un po' di continuità ai miei studenti,
  60. iniziai a registrare le mie lezioni.
  61. Poi davo questi video al mio supplente
    perché li mostrasse ai ragazzi.
  62. Cercai di realizzare i video in modo che
    fossero il più coinvolgenti possibile.
  63. Includevo anche dei
    piccoli effetti speciali.
  64. Per esempio, dopo aver finito
    un problema alla lavagna,
  65. battevo le mani
  66. e la lavagna si puliva magicamente.
  67. (Risate)
  68. Credevo che fosse grandioso.
  69. Ero sicuro che i miei studenti
    l’avrebbero apprezzato,
  70. ma mi sbagliavo.
  71. (Risate)
  72. Queste video-lezioni furono un disastro.
  73. C'erano studenti che
    venivano a dirmi cose tipo:
  74. "Professore, pensavamo
    che fosse noioso di persona,
  75. ma in video,
    lei è proprio insopportabile".
  76. (Risate)
  77. Così feci un secondo tentativo disperato
    e disegnai le lezioni in forma di fumetti.
  78. Lo facevo molto rapidamente,
    senza grande preparazione.
  79. Prendevo un pennarello,
    disegnavo un riquadro dopo l'altro,
  80. cercando man mano di capire
    quello che volevo dire.
  81. Queste lezioni a fumetti erano lunghe
  82. dalle quattro alle sei pagine,
  83. le fotocopiavo, le davo al supplente
    che le dava ai ragazzi.
  84. Con mia grande sorpresa,
  85. le lezioni a fumetti furono un successo.
  86. Gli studenti mi chiedevano
    di disegnargliele
  87. anche quando potevo essere
    presente di persona.
  88. Era come se gli piacessi di più
    in fumetto che in persona.
  89. (Risate)
  90. Questo mi stupì, perché i miei studenti
    sono parte di una generazione
  91. che è cresciuta con gli schermi,
  92. quindi ero sicuro che avrebbero
    voluto imparare su uno schermo
  93. invece che su una pagina.
  94. Però quando parlai con i ragazzi
  95. del perché a loro piacevano
    così tanto quelle lezioni a fumetti,
  96. cominciai a rendermi conto
    del potenziale educativo del fumetto.
  97. Innanzitutto, a differenza
    dei loro libri di matematica,
  98. i fumetti insegnavano visivamente.
  99. I nostri studenti crescono
    in una cultura visiva,
  100. quindi sono abituati a informarsi così.
  101. Però, a differenza di
    altre narrazioni visive,
  102. come il cinema, la televisione,
    l'animazione o il video,
  103. i fumetti sono qualcosa di permanente.
  104. In un fumetto, passato, presente
    e futuro convivono nella stessa pagina.
  105. Ciò significa che la velocità
    del flusso di informazioni
  106. è saldamente in mano al lettore.
  107. Quando gli studenti non capivano
    qualcosa di una mia lezione a fumetti,
  108. potevano semplicemente rileggere
    quel passaggio alla velocità desiderata.
  109. Era come se stessi dando loro
    un telecomando per le informazioni.
  110. Non era così per le video-lezioni
  111. e nemmeno per quelle di persona.
  112. Quando parlo, trasmetto
    informazioni alla velocità che scelgo io.
  113. Per certi studenti e
    per certi tipi di informazione,
  114. questi due aspetti del fumetto,
    la sua natura visiva e la sua permanenza,
  115. lo rendono uno strumento educativo
    incredibilmente potente.
  116. Quando insegnavo
    in quella classe di Algebra 2,
  117. lavoravo anche al master in Scienze
    dell'educazione, a Cal State East Bay.
  118. L’esperienza fatta con le lezioni
    a fumetti mi aveva talmente colpito
  119. che decisi di incentrare
    la mia tesi finale sul fumetto.
  120. Volevo capire perché
    gli insegnanti americani
  121. sono stati storicamente così riluttanti
    ad usare i fumetti nelle loro classi.
  122. Ecco quello che ho scoperto.
  123. Il fumetto è diventato un mezzo
    di comunicazione di massa nel 1940,
  124. con milioni di copie vendute ogni mese
  125. e gli insegnanti di allora lo notarono.
  126. Molti insegnanti innovativi iniziarono
    a portare i fumetti nelle loro classi
  127. in via sperimentale.
  128. Nel 1944, il "Journal
    of Educational Sociology"
  129. dedicò un intero numero a questo tema.
  130. Sembrava che le cose stessero progredendo.
  131. Gli insegnanti cominciavano
    a capire alcune cose.
  132. Poi arrivò questo tizio.
  133. Era uno psicologo infantile,
    il dottor Fredric Wertham,
  134. che nel 1954 scrisse un libro
    intitolato "La seduzione degli innocenti",
  135. in cui sosteneva che i fumetti
    causano la delinquenza giovanile.
  136. (Risate)
  137. Aveva torto.
  138. In realtà, il dottor Wertham
    era una brava persona.
  139. Trascorse buona parte della carriera
    lavorando con delinquenti minorili
  140. e nel suo lavoro notò che la maggior parte
    dei suoi pazienti leggeva fumetti.
  141. Wertham però non si rese conto
    che negli anni '40 e '50,
  142. quasi tutti i ragazzi
    leggevano fumetti in America.
  143. Le argomentazioni del dottor Wertham
    erano piuttosto discutibili,
  144. ma il suo libro convinse
    il Senato degli Stati Uniti
  145. a tenere una serie di audizioni
  146. per vedere se davvero i fumetti
    causassero la delinquenza giovanile.
  147. Queste audizioni durarono quasi due mesi.
  148. Finirono in modo inconcludente,
    ma arrecarono un danno enorme
  149. alla reputazione dei fumetti
    agli occhi del pubblico americano.
  150. Dopodiché, gli insegnanti americani
    rispettabili fecero tutti marcia indietro
  151. ed evitarono i fumetti per decenni.
  152. Fu solo negli anni '70
  153. che alcune anime coraggiose
    ripresero in considerazione il discorso.
  154. Solo di recente,
  155. nell'ultimo decennio, all'incirca,
  156. i fumetti hanno goduto di
    un'accettazione più ampia
  157. tra gli insegnanti americani.
  158. Fumetti e romanzi grafici
    stanno finalmente tornando
  159. nelle aule americane
  160. e questo sta accadendo anche
    al Bishop O'Dowd, dove insegnavo io.
  161. Il professor Smith, un mio ex collega,
  162. usa "Capire i fumetti" di Scott McCloud
  163. nelle sue lezioni di letteratura e cinema,
    perché quel libro fornisce ai ragazzi
  164. il linguaggio necessario per discutere
    del rapporto fra parole e immagini.
  165. Il professor Burns assegna ogni anno
    agli studenti un tema a fumetti.
  166. Chiedendo ai ragazzi di analizzare
    un romanzo attraverso delle immagini,
  167. Burns chiede loro di pensare in profondità
  168. non solo alla storia,
  169. ma anche al modo in cui viene raccontata.
  170. La professoressa Murrock usa
    il mio "American Born Chinese"
  171. con i suoi studenti di Inglese 1.
  172. Per lei, i romanzi grafici
  173. sono un ottimo modo per raggiungere
    le competenze di base.
  174. Queste competenze prevedono che
    gli studenti riescano ad analizzare
  175. l'influsso di elementi visivi sul senso,
    sul tono e sulla bellezza di un testo.
  176. Nella biblioteca, la signora Counts
    ha creato un'imponente collezione
  177. di romanzi grafici per Bishop O'Dowd.
  178. La signora Counts e tutti
    i suoi colleghi bibliotecari
  179. sono davvero in prima linea
    nella difesa dei fumetti,
  180. fin dai primi anni '80, quando un articolo
    di giornale di una biblioteca scolastica
  181. affermò che la semplice presenza
    di romanzi grafici nella biblioteca
  182. ne incrementava l'uso
    di circa l'80 per cento
  183. e incrementava la circolazione
    di materiale non fumettistico
  184. del 30 per cento circa.
  185. Ispirati da questo rinnovato interesse
    da parte degli educatori americani,
  186. i fumettisti americani stanno producendo
    contenuti più esplicitamente didattici
  187. per l'educazione primaria
    come mai prima d'ora.
  188. Molto materiale è incentrato
    sull'educazione linguistica,
  189. ma sempre più fumetti e romanzi grafici
  190. cominciano a occuparsi
    di matematica e scienze.
  191. I romanzi didattici a fumetti STEM
    sono come un territorio sconosciuto,
  192. pronto per essere esplorato.
  193. L'America si sta finalmente rendendo conto
  194. che i fumetti non causano
    la delinquenza giovanile.
  195. (Risate)
  196. Che fanno davvero parte degli strumenti
    a disposizione di un insegnante.
  197. Non c'è ragione di escludere
    fumetti e romanzi grafici
  198. dall'educazione primaria dei ragazzi.
  199. Insegnano visivamente,
  200. offrono ai nostri studenti un telecomando.
  201. Il potenziale didattico è lì
  202. e aspetta solo di essere sfruttato
  203. da persone creative come voi.
  204. Grazie.
  205. (Applausi)