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← I rifugiati vogliono l'autosufficienza, non i sussidi

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Zeige Revision 5 erzeugt am 03/10/2018 von Erica Massa.

  1. Oggigiorno, molti rifugiati
    vivono nelle città
  2. piuttosto che nei campi profughi.
  3. Rappresentiamo oltre il 60 percento
  4. del numero di rifugiati a livello globale.
  5. Dato che la maggioranza dei rifugiati
    vive nelle aree urbane,
  6. c'è un estremo bisogno
    di un cambio di paradigma
  7. e di un nuovo modo di pensare.
  8. Invece di sprecare denaro
    per costruire muri,
  9. sarebbe meglio investire su programmi
  10. per aiutare i rifugiati a farcela da soli.
  11. (Applausi)

  12. Siamo sempre costretti a lasciare
    tutto ciò che ci appartiene.

  13. Ma non le nostre abilità
    e i nostri saperi.
  14. Se messi nella condizione
    di vivere una vita produttiva,
  15. i rifugiati possono emanciparsi
  16. e contribuire allo sviluppo
    del loro paese ospite.
  17. Sono nato nella città di Bukavu,

  18. nella provincia del Sud Kivu,
  19. nella Repubblica Democratica del Congo.
  20. Sono il quinto di 12 fratelli.
  21. Mio padre, un meccanico di professione,
  22. lavorò duramente per mandarmi a scuola.
  23. Come tutti i giovani,
  24. avevo molti sogni e desideri.
  25. Volevo finire gli studi,
  26. trovare un buon lavoro,
  27. sposarmi e avere dei figli
  28. e sostenere la mia famiglia.
  29. Ma non è accaduto.
  30. La guerra mi costrinse
    a fuggire in Uganda nel 2008,
  31. nove anni fa.
  32. La mia famiglia si unì
    a un flusso costante di rifugiati
  33. che si stabilirono a Kampala,
    la capitale dell'Uganda.
  34. Nel mio paese,
  35. avevo già vissuto in città,
  36. e pensavamo che Kampala
    fosse meglio di un campo profughi.
  37. Ai rifugiati nelle città

  38. è sempre stata negata
    l'assistenza internazionale,
  39. persino dopo il riconoscimento
    del loro stato
  40. nel 1997 da parte dell'ACNUR.
  41. Oltre al problema della povertà,
    che dovevamo affrontare
  42. in qualità di poveri delle aree urbane,
  43. dovevamo affrontare sfide
    legate al nostro stato di rifugiati,
  44. come le barriere linguistiche.
  45. In Congo, la lingua ufficiale
    è il francese.
  46. in Uganda, invece, si parla inglese.
  47. Non avevamo accesso all'istruzione
    e alle cure mediche.
  48. Eravamo soggetti a molestie,
  49. sfruttamento, intimidazioni
    e discriminazioni.
  50. Le organizzazioni umanitarie
    si concentravano
  51. sugli insediamenti formali
    nelle aree rurali,
  52. e non c'era nulla per noi.
  53. Ma non volevamo i sussidi.
  54. Volevamo lavorare
    e provvedere a noi stessi.
  55. Mi unii ad altri due colleghi in esilio

  56. e fondammo un'organizzazione
    a sostegno di altri rifugiati.
  57. YARID, Giovani rifugiati africani
    per lo sviluppo integrante,
  58. iniziò un dialogo all'interno
    della comunità congolese.
  59. Chiedevamo alla persone
  60. come potessero organizzarsi
    per risolvere questi problemi.
  61. I programmi YARID procedono per gradi,
  62. dal gruppo di calcio alla lingua inglese
  63. al sostentamento attraverso il cucito.
  64. Il calcio ha cambiato l'energia
  65. dei giovani disoccupati
  66. e ha avvicinato persone
    di comunità diverse.
  67. Le lezioni gratuite di inglese
  68. hanno dato alla gente l'opportunità
    di confrontarsi con la comunità ugandese,
  69. così da relazionarsi col vicinato
    e vendere merci.
  70. Il programma di formazione professionale
    sviluppa abilità per la sussistenza
  71. insieme a importanti opportunità
    per raggiungere l'indipendenza economica.
  72. Abbiamo visto molte famiglie
  73. arrivare all'auto-sussistenza.
  74. Sappiamo chi non ha più bisogno di noi.
  75. Nel tempo ci siamo allargati,

  76. includendo un numero sempre maggiore
    di altre nazionalità,
  77. congolesi, ruandesi, burundesi,
  78. somali, etiopi, sudanesi meridionali.
  79. Oggi, YARID ha sostenuto
    più di 3000 rifugiati in Kampala,
  80. e ne sta sostenendo sempre di più.
  81. (Applausi)

  82. I rifugiati vogliono l'autosufficienza,
    non i sussidi.

  83. Conosciamo le nostre comunità
    meglio di chiunque altro.
  84. Comprendiamo le sfide
    e le opportunità che affrontiamo
  85. per diventare autonomi.
  86. Io so, meglio di chiunque altro,
  87. che le iniziative create
    dai rifugiati funzionano.
  88. Esse devono essere riconosciute
    e sostenute a livello internazionale.
  89. Dateci il supporto che ci spetta,
  90. e vi ripagheremo con gli interessi.
  91. Grazie mille.

  92. (Applausi)