YouTube

Teniu un compte YouTube?

New: enable viewer-created translations and captions on your YouTube channel!

Italian subtítols

← L’immaginazione abbraccia il mondo | Laura Polo D'Ambrosio | TEDxEsinoLario

Obtén el codi d'incrustació
3 llengües

Descarregat

Showing Revision 14 created 06/26/2019 by Elena Montrasio.

  1. Grazie.

  2. Sono molto contenta
    di condividere con voi
  3. la mia esperienza di cambiamento
  4. nell'ambito professionale in cui opero,
  5. cioè la storia dell'arte,
  6. e in particolare
  7. la lettura dell'immagine.
  8. Va premesso che
  9. il mio primo incontro
    con le opere d'arte
  10. avvenne nell'ingresso
    della casa dei nonni.
  11. Lì c'erano sei quadretti
    di paesaggio,
  12. che erano 30 centimetri
  13. per 18 di altezza, circa,
  14. e la cosa interessante era
  15. che spesso venivano sostituiti.
  16. Ora chiaramente penserete
  17. "ma che straordinari collezionisti
    erano i suoi nonni?"
  18. Ebbene sì, confermo.
  19. Erano degli straordinari collezionisti,
  20. soprattutto nonna Luigia,
  21. ma di coperchi
    di scatole di cioccolatini.
  22. Sua sorella,
    la zia Ernesta,
  23. ogni Natale le mandava
    una scatola di cioccolatini
  24. che aveva una riproduzione
    di un'opera d'arte sul coperchio.
  25. Se la riproduzione
    era un quadro di paesaggio
  26. allora avrebbe avuto l'onore
    di essere messo in cornice.
  27. La nonna coinvolgeva anche me
  28. nella scelta del paesaggio da sostituire,
  29. perché rigorosamente
    dovevano essere sei
  30. i quadretti all'ingresso.
  31. Certamente vi chiederete
  32. "Ma quale straordinaria capacità critica
  33. avranno mai avuto una signora
  34. che aveva fatto la seconda elementare
  35. e una bambina di quattro o cinque anni?"
  36. Eppure per noi era una cosa serissima.
  37. Con la lente d'ingrandimento
    si guardavano i piccoli dettagli,
  38. si valutavano la luce e il colore,
  39. e a nessuna delle due, vi assicuro,
  40. è mai venuto in mente
    che in realtà noi stavamo guardando
  41. delle banali,
    forse anche malriuscite riproduzioni.
  42. Eppure sono convinta
  43. che devo proprio a nonna Luigia
  44. l'interesse e la passione,
  45. forse un po' anche l'ossessione
  46. per la lettura dell'opera d'arte.
  47. Immagini che, chiaramente,
  48. una volta arrivata al liceo,
  49. ho capito essere dei quadri
    che stavano nei musei,
  50. essere in tanti posti,
    soprattutto gli originali,
  51. non, certamente,
    nell'ingresso della casa dei nonni.
  52. Al liceo, a dir la verità,
  53. c'è stato il primo cambiamento,
  54. perché le immagini
    che ho iniziato a guardare
  55. erano riprodotte sul manuale
    di storia dell'arte.
  56. Il mio vecchio manuale di storia dell'arte
  57. conteneva immagini patinate meravigliose.
  58. Una decina erano a colori.
  59. La maggior parte era in bianco e nero.
  60. Provate a pensare quale sforzo
  61. una studentessa liceale doveva fare
  62. per immaginare davanti
    ad una fotografia in bianco e nero
  63. i colori della volta
    della Cappella Sistina,
  64. di un quadro di Caravaggio,
    di Kandinskij, di Pollock.
  65. Qualche anno fa ho ripreso in mano
    il mio testo di storia dell'arte,
  66. quel vecchio manuale,
  67. e ho trovato un appunto
    di fianco a un abito
  68. di una Madonna
    in una scena della Natività.
  69. Diceva questo:
  70. "Rosa ciclamino sbiancato dalla luce".
  71. Non avevo scritto "rosa",
  72. no, "rosa ciclamino".
  73. "Rosa ciclamino" vuol dire
    che quel rosa è carico di emozione,
  74. perché vuol dire
    i ciclamini del bosco, il profumo,
  75. vuol dire l'effetto tattile delle foglie.
  76. Insomma, io al liceo ho capito una cosa:
  77. che l'opera d'arte,
  78. guardare l'opera d'arte
  79. educa all'immaginazione.
  80. E soprattutto che guardare l'opera d'arte
  81. è un passaggio assolutamente fondamentale,
  82. perché permette al nostro cervello
    di creare dei collegamenti.
  83. Ed è con questa convinzione
    che sono andata avanti negli studi,
  84. ho frequentato l'università,
  85. e in un'aula buia
    i miei occhi e la mia mente
  86. si immergevano a guardare
    quel fascio colorato
  87. che dal proiettore andava su un telo,
  88. e mi immergevo
    in quelle straordinarie opere d'arte.
  89. Opere d'arte che poi, chiaramente,
    andavo a ricercare sui libri.
  90. Talvolta, anche, mi capitava
    di arrivare davanti all'opera d'arte
  91. con un senso di attesa
    evidentemente straordinario.
  92. Ed è così che sono approdata,
  93. 30 fa, a insegnare storia dell'arte.
  94. E qui un altro cambiamento.
  95. Un altro cambiamento perché,
  96. evidentemente, dovevo insegnare
    ad altri a leggere le opere d'arte.
  97. Da giovane insegnante di arte
  98. avevo un'unica convinzione:
  99. che bisognava mettere gli allievi
    davanti alle immagini,
  100. anche se erano delle immagini riprodotte.
  101. E fu così che iniziai,
    30 anni fa, appunto,
  102. a fare lezione in un'aula
  103. che gi studenti
    ribattezzarono "il pullman".
  104. Avete presente l'interno
    di un pullman anni '80?
  105. C'era una stanza
    che era l'archivio, a scuola,
  106. due metri di larghezza
    per cinque di lunghezza.
  107. Due file parallele di sedie,
  108. uno stretto corridoio in mezzo,
  109. tende nere,
  110. un proiettore alle loro spalle,
  111. e davanti a loro, come se fosse
    il parabrezza, appunto, di un pullman
  112. si proiettavano le immagini
    delle opere d'arte.
  113. È chiaro che i loro occhi
    si spalancavano
  114. davanti a quelle straordinarie immagini.
  115. E l'ora settimanale di storia dell'arte
  116. era un momento di immersione totale
    in luci e colori.
  117. Ed è così che, pian piano,
    educavo la loro immaginazione.
  118. Valutavano anche in un modo critico,
  119. chiaramente, le opere.
  120. Ora è certo, non mi serve più
  121. andare in anticipo a scuola
    per selezionare le diapositive
  122. da mettere nel carrello.
  123. Ora anch'io uso il powerpoint
  124. e lì le immagini sono già ordinate.
  125. Se non trovo un'immagine non c'è problema:
  126. internet me la dà tranquillamente.
  127. Oggi con i ragazzi si va spesso in giro,
  128. si vedono tantissime opere,
  129. in Italia, in Europa.
  130. Bene, direte.
  131. È arrivata alla conclusione.
  132. I cambiamenti tecnologici
    oggi ci danno la tranquillità assoluta
  133. di non aver bisogno di immaginare.
  134. Tanto basta un clic,
  135. e anche quello che non abbiamo
    davanti ai nostri occhi ci appare.
  136. Ma siamo proprio sicuri?
  137. Che non abbiamo bisogno di immaginare?
  138. Di immaginare un rosa ciclamino
  139. mentre i nostri occhi stanno guardando
    una foto in bianco e nero?
  140. Perché, per conoscere,
    bisogna immaginare.
  141. E se è vero quello che sosteneva Einstein,
  142. che la conoscenza è limitata,
  143. l'immaginazione invece abbraccia il mondo,
  144. allora dobbiamo continuare
    a educare a immaginare,
  145. la nostra immaginazione.
  146. Lo scorso dicembre
    ho vissuto un'esperienza
  147. che mi ha confermato
    che l'opera d'arte,
  148. e l'arte, sono sicuramente
    degli strumenti particolarmente potenti
  149. per educare l'immaginazione.
  150. Anzi, ho avuto un'esperienza
  151. che mi ha detto
    che siamo un po' tutti dei non vedenti.
  152. Si trattava di un incontro,
  153. di un progetto,
  154. realizzato dall'Associazione
    Nazionale Ipovedenti di Milano,
  155. che si intitola "Descrivedendo".
  156. Era una sorta di sfida
    lanciata a noi vedenti,
  157. perché dovevamo trovare
    immagini e parole
  158. per raccontare, per descrivere
    un'opera d'arte.
  159. L'opera d'arte scelta
    era quella di De Chirico,
  160. una scena di gladiatori di De Chirico.
  161. Quella descrizione iniziava così.
  162. Per cominciare,
  163. immaginiamo un grande dipinto,
  164. di forma rettangolare,
  165. con il lato più lungo in orrizzontale,
  166. alto come una persona di media statura,
  167. e largo come un lenzuolo
    matrimoniale steso.
  168. Riusciamo ad immaginarlo?
  169. Siete riusciti a vederlo?
  170. Forse se chiudiamo gli occhi sì.
  171. Vorrei che chiudeste un attimo gli occhi,
  172. per provare l'emozione che ho provato io,
  173. appunto, lo scorso dicembre.
  174. Allora chiudiamo gli occhi
    e iniziamo a immaginare di vedere
  175. uno dei tre cavalli dipinti da De Chirico,
  176. quello che sta in mezzo,
  177. in piedi.
  178. Non è un cavallo molto grande,
    anzi sembra più un pony.
  179. Sulla sinistra ha una coda gigantesca,
  180. voluminosa, riccia.
  181. Ecco, allunghiamo un attimo la mano.
  182. La riusciamo a toccare,
  183. dà la stessa sensazione di quando
    ci passiamo una mano tra i capelli.
  184. Il quadro è chiaramente
    molto più complicato di un cavallo,
  185. anche perché questo cavallo
  186. è in un groviglio di corpi nudi
    di uomini, di gladiatori, appunto.
  187. Anzi, riapriamo gli occhi
    e vediamolo, questo quadro.
  188. Capite che, ora farete pure fatica
    a cercarlo, questo cavallo.
  189. È chiaro, la descrizione
    era durata un quarto d'ora.
  190. Noi abbiamo guardato
    questo quadro per un secondo.
  191. Ma vi posso assicurare che,
    dopo quel quarto d'ora di descrizione,
  192. davanti, semplicemente, a un telo,
  193. anche chi è abituato a leggere le immagini
  194. aveva vissuto un'esperienza sensoriale
    e immaginativa del tutto straordinaria.
  195. Ecco, adesso sì, sono arrivata
    alla conclusione.
  196. Che cosa è per me, allora, il cambiamento?
  197. Per me il cambiamento significa
  198. guardare un'opera d'arte
  199. con gli occhi di una persona ipovedente.
  200. Cioè avere un nuovo, diverso
  201. punto di vista da cui guardare il mondo.
  202. In fondo, cambiare
    significa proprio questo:
  203. avere un altro punto di vista,
  204. immaginare qualche cosa
    che non riusciamo neanche a concepire.
  205. Grazie.
  206. (Applausi)
  207. Scusate.
  208. Prima di lasciarvi volevo
    assolutamente ringraziare
  209. Catherine de Senarclens, perché
    non sarei mai salita su questo palco
  210. se non ci fosse stata lei,
  211. che mi ha dato anche
    il suggerimento iniziale
  212. per questa nostra conversazione.
  213. Grazie mille.
  214. (applausi)