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16 llengües

Showing Revision 27 created 06/21/2020 by Alice Aloisi.

  1. [Sottofondo musicale]
  2. E azione!
  3. È incredibile.
  4. È strabiliante.
  5. Devo ricordare a me stesso
    che non sono veri.
  6. È un film storico, in realtà,
    quello che stiamo girando qui.
  7. Nel 90% della mia esperienza
    di recitazione qui...
  8. sono così.
  9. Venire fin qui per realizzare
    uno spettacolo ambientato a Williamsburg,
  10. girarlo a Berlino... sapete,
    mi risulta così strano.
  11. Una serie in yiddish, io personalmente
    penso sia eccezionale.
  12. Ci si avvicina a una lingua
    che nessuno comprende,
  13. ci si avvicina a riti e costumi
    che nessuno comprende,
  14. ma la sostanza di quel che succede
    è universalmente compresa.
  15. Questa storia così bella e unica
  16. che mostra, diciamo, entrambi i mondi
  17. non penso parli dell'esistenza di Dio,
    o cose simili.
  18. Credo riguardi più
  19. il diritto ad avere una tua opinione.
  20. Persone come me non hanno
    mai avuto quella possibilità.
  21. Non ci siamo mai visti
    rappresentati nelle storie raccontate
  22. nella cultura popolare.
  23. Non sapevamo
    come creare le nostre storie.
  24. Penso che questo sia
    il primo film in assoluto
  25. che raffigura la comunità chassidica.
  26. Queste sono persone reali,
    le loro esperienze sono universali
  27. e ci si può identificare in esse.
  28. Quando la comunità lo guarda -
    e c'è qualcuno come me che lo guarda -
  29. vede che
    quella ragazza vive proprio come lei,
  30. e che se quella ragazza è riuscita
    a trovare coraggio e seguire i suoi sogni,
  31. forse anche lei potrebbe farlo.
  32. DIETRO LE QUINTE DI UNORTHODOX
  33. Quando ho conosciuto Ann e Alexa
    e siamo diventate amiche,
  34. ho capito che se mai ci fosse stato
    qualcuno capace di afferrare a pieno
  35. il senso della storia e di esprimerlo
    in un modo che possa avere un...
  36. impatto culturale positivo,
  37. sono queste donne.
  38. Dopo aver conosciuto Deborah
    ho letto il suo libro
  39. e pensato fosse eccezionale.
  40. L'ho letto tutto d'un fiato,
    non riuscivo a metterlo giù.
  41. Poi mi ha detto:
  42. "Beh, perché non fai una serie tv
    basata sul mio libro?"
  43. Io e Anna da tempo volevamo fare
    uno spettacolo
  44. nel quale potessimo trattare molti temi
    di cui parlavamo spesso,
  45. in particolare,
    sull'essere ebrei in Germania.
  46. Per me la storia parla
    di una giovane donna
  47. che sta cercando se stessa
  48. e la sua comunità nel mondo.
  49. Esther è una diciannovenne,
  50. nata e cresciuta a Williamsburg, Brooklyn,
  51. nella comunità chiamata Satmar.
  52. - Non dimenticare, Esty.
    Parla lui per primo.
  53. Cresce in un quartiere molto religioso,
  54. e si libera da un infelice
    matrimonio combinato
  55. e scappa a Berlino.
  56. La sua storia è unica e romantica.
  57. Abbiamo pensato fosse insolito
    che qualcuno potesse lasciare
  58. una comunità così chiusa come quella
    di Willamsburg, Brooklyn, New York,
  59. e trovare la propria strada qui,
    per sua scelta.
  60. Sin da piccolissima,
    si è sempre sentita molto diversa.
  61. Le hanno sempre detto
    che era molto diversa
  62. per il fatto di avere sempre
    queste... domande dentro di sé.
  63. Ha quel "chutzpah" [insolenza],
    diciamo.
  64. Gli ebrei Satmar sono
    una comunità chassidica
  65. che in origine proviene
    dalla città di Satu Mare, in Ungheria.
  66. Sono per lo più discendenti
    di sopravvissuti all'Olocausto
  67. che hanno creato una comunità
    a New York dopo la guerra.
  68. In qualche modo,
    questo li rende un po' diversi
  69. da molte altre comunità chassidiche
  70. perché hanno cominciato a svilupparsi
    realmente solo dopo la guerra e non prima.
  71. È fondata da persone che
    stanno affrontando
  72. il trauma più grande
    che si possa immaginare.
  73. Per la prima generazione,
  74. direi addirittura
    per le prime due generazioni
  75. questo trauma ha avuto grande influenza
  76. sulle strutture ideologiche
    di questa comunità.
  77. La comunità Satmar è particolare anche
    perché ha lo yiddish come lingua madre.
  78. Penso gli vada riconosciuto che,
    in parte,
  79. ha aiutato a mantenere vivo lo yiddish.
  80. - Perché Berlino?
  81. - Pensaci.
    - Come?
  82. - Quella pazza di sua mamma vive lì!
  83. Era molto importante per noi
    che la storia attuale della protagonista
  84. fosse diversa dalla vera vita
    di Deborah Feldman,
  85. dato che è una giovane donna,
    un personaggio pubblico,
  86. un'intellettuale pubblico,
    e volevamo che la vita di Esther a Berlino
  87. fosse molto diversa
    da quella vera di Deborah a Berlino.
  88. Quindi, in un certo senso,
    i flashback si basano sul libro,
  89. ma la storia attuale è
    totalmente inventata.
  90. RACCONTARE I DETTAGLI
    CORRETTAMENTE
  91. Si deve andare oltre i cliché,
  92. oltre la nostra proiezione
    su come potrebbe essere la vita
  93. in una comunità come questa.
  94. Per noi era molto importante
    che non solo l'aspetto generale,
  95. i costumi, i riti, tutto fosse corretto,
  96. ma che si vivessero anche le idee
    dei mondi da cui vengono i personaggi
  97. in maniera che
    sembrasse sì autentica,
  98. ma anche amplificata,
    perché è televisione.
  99. Normalmente, credo che
    quando si parla di comunità così diverse,
  100. soprattutto comunità ai margini,
  101. si vogliono raccontare
    i dettagli correttamente.
  102. Sapevamo quanto fosse importante
    coinvolgere le persone,
  103. non solo in quanto attori,
    ma davanti e dietro le telecamere,
  104. che vengono da questa comunità.
  105. Per questo, una delle prime persone
    assunte è stata Eli Rosen,
  106. che è un attore, traduttore
    e una sorta di specialista
  107. quando si tratta dello yiddish.
  108. Eli Rosen era come una guida.
    La nostra guida spirituale.
  109. Non ha soltanto tradotto il copione,
  110. ha anche assistito gli attori
    con lo yiddish,
  111. ci ha aiutato
    con tutti i dettagli culturali,
  112. e ha interpretato il rabbino.
  113. Quando ho avuto la possibilità
    di aiutarli ad assicurare
  114. che fosse rappresentativo,
    e che è autentico,
  115. ho colto la palla al balzo.
  116. Nel dirigere le scene ambientate
    nel mondo ultra ortodosso,
  117. sarei stata perduta senza i suoi consigli.
  118. Abbiamo fatto due viaggi
    di ricognizione a New York
  119. con tutta la troupe, non solo
    per osservare e studiare
  120. e toccare tutto quel che vedevamo,
    ma per avere la possibilità
  121. di conoscere chi fa
    ancora parte della comunità.
  122. Abbiamo cercato di offrire ai nostri
    direttori di reparto quella possibilità.
  123. Senz'altro in quei viaggi eravamo,
    diciamo, a caccia di impressioni,
  124. per percepire l'atmosfera,
  125. per semplicemente osservare,
    immagazzinare informazioni.
  126. Era una sorta di ricerca
    basata sulle immagini.
  127. Abbiamo osservato intorno,
    scattato moltissime foto,
  128. e cercato di respirare questo mondo
  129. sulla base delle impressioni visive
    che ricevevamo.
  130. Mentre ci portavano
    in giro per New York,
  131. siamo andati alla scoperta di Williamsburg
    con una donna ex ortodossa
  132. che è cresciuta lì,
    che ha avuto il suo primo figlio lì,
  133. che si è sposata, eccetera.
  134. Ci ha fatto vedere
    molti posti di Williamsburg,
  135. e le tradizioni
    dentro le pareti dei palazzi.
  136. Silke ha preso molti appunti
    per il suo ambito,
  137. e io ne ho presi altrettanti
  138. per i personaggi
    che dovevo poi costruire.
  139. Abbiamo iniziato girando le scene
    del passato, quelle a Williamsburg,
  140. e poi ci siamo spostati a Berlino.
  141. Si percepiva davvero
    qualcosa di diverso:
  142. non recitare più in yiddish ma in inglese,
    con costumi e trucco diversi,
  143. e poi i capelli, sai,
    c'erano così tante acconciature diverse!
  144. Rasati, e poi così,
    e poi la parrucca, e...
  145. Esty ha così tante facce.
  146. Avevo parlato con Deborah Feldman,
    prima di iniziare il progetto,
  147. della sua personale
    esperienza di transizione
  148. dai modesti abiti Satmar
  149. a quelli... occidentali,
    potremmo definirli.
  150. Mi ha detto di averci messo del tempo,
    che è stato un lento processo,
  151. che si è sforzata di provare
    a indossare magliette,
  152. a mostrare le braccia,
    a mostrare più pelle.
  153. Mi ha detto di averci messo tanto tempo
  154. e volevo si percepisse.
  155. Volevo riflettere l'esperienza di Deborah
    in Esther.
  156. È stato difficile creare,
    in un certo senso,
  157. una produzione che assomiglia molto
    a un film storico
  158. ambientato nei giorni nostri.
  159. La creazione dei costumi è stata
    una gran bella sfida.
  160. Così come il set si sviluppa
    in due mondi,
  161. anche i costumi cambiano
    in quei due mondi.
  162. E poi, abbiamo un personaggio
    che fa un'evoluzione,
  163. non solo nel suo carattere,
    ma anche nell'aspetto e nei vestiti.
  164. Il nostro scenografo
    sapeva quali spazi esterni
  165. avremmo utilizzato lì,
  166. e qui ha creato dei set su misura,
    in sintonia con gli esterni
  167. È stato difficile girare gli esterni,
    dato che la maggior parte
  168. di quelli a New York
    sono stati fatti a Berlino.
  169. - Perché in Germania?
  170. Negli altri film in cui
    ho lavorato prima
  171. giravamo fuori,
  172. e ora, facciamo tutto dentro.
  173. Quindi, forse, è la prima volta
    anche per me, sì.
  174. Wolfgang è un direttore
    di fotografia strepitoso.
  175. Ha girato alcuni
    dei più spettacolari documentari.
  176. Sa lavorare con luce naturale,
  177. sa lavorare in maniera spontanea.
  178. Scherzando, gli dicevamo che
    è come una steadicam.
  179. È bravissimo a combinare
    diversi tipi di luce,
  180. e siccome univamo riprese all'interno
    ad esterne vere e proprie,
  181. gestire le luci era un lavoro delicato
  182. e Wolfgang è stato
    incredibile in questo.
  183. Quando guardo il materiale
    in post produzione,
  184. credo sia difficilissimo
    riconoscere le riprese
  185. in interni da quelle in esterni,
  186. quelle a New York
    da quelle a Berlino.
  187. - Non è venuta?
  188. IL CAST
  189. Shira Haas è un talento.
    Che espressività!
  190. Cioè, deve solo muovere
    una parte del viso
  191. per farti ridere o piangere.
  192. Shira è davvero un'attrice immensa.
  193. Così talentuosa, così dotata.
    Un gran lavoratrice.
  194. Era gioia pura.
  195. Ogni giorno, era gioia pura
    lavorare con Shira.
  196. Quello che di meraviglioso ha Esty
    penso sia il fatto
  197. che provi davvero,
    ma davvero,
  198. anche se le è sempre stato detto
    che è diversa,
  199. anche se pensa lei stessa
    di essere diversa,
  200. prova davvero ad adattarsi.
    Con tutte le sue forze.
  201. E vuole davvero trovare quella sensazione
    di appartenenza e felicità.
  202. In pratica, ci sono
    quattro personaggi principali.
  203. Esther è il personaggio principale,
  204. ma gli altri sono tutti
    ebrei Satmar
  205. che affrontano il dualismo
    dentro-fuori nello stesso momento.
  206. Il fatto che sia stata espulsa, o che
    abbia lasciato la comunità 15 anni prima,
  207. è quel ruolo che mi ha
    davvero attirata nel progetto.
  208. Amit Rahav non l'avevamo mai visto
    recitare in nessun altro progetto.
  209. L'avevamo visto solo ai provini.
  210. Anche lui ci ha lasciato
    tutti a bocca aperta
  211. È semplicemente bravissimo,
    in ogni scena. Un talento naturale.
  212. Credo sia solo
    molto ingenuo e innocente.
  213. Non è debolezza, la sua.
  214. Ha una sola verità,
    è l'unica verità che conosce.
  215. - Dovrebbe essere da queste parti.
  216. - Eccolo!
  217. - In questa sezione.
    Vicino all'albero caduto!
  218. Con Jeff Wilbusch
    è successa una cosa strana.
  219. Il nostro responsabile dei casting
    tedeschi ci dice:
  220. "C'è questo attore tedesco
    che parla yiddish"
  221. Eravamo a fine giornata,
    io e Alexa eravamo esauste
  222. ed eravamo qui in ufficio.
  223. Arriva questo tipo
    e gli diciamo:
  224. "Beh, più o meno
    di questo parla il progetto",
  225. E lui dice:
    "È la mia storia".
  226. E noi gli diciamo:
    "Ehm, scusa?"
  227. E lui dice:
  228. "Io vengo dalla comunità Satmar.
  229. Lo yiddish è la mia lingua.
    È la mia storia".
  230. Credo che quello di Moishe
    sia un ruolo tragico.
  231. Lui è...
    ha molti problemi.
  232. Problemi personali
    che deve affrontare.
  233. È perseguitato.
  234. Ma è anche un persecutore.
  235. Torna per riportare
    a casa Esther.
  236. - Dillo. Dov'è Esty?
  237. - Dov'è Esty, telefono?
  238. - Tu sei pazzo, Yanky.
  239. UN MATRIMONIO SATMAR
  240. [suono di spruzzi]
  241. Per noi, la parte difficile
    di ricreare un matrimonio Satmar
  242. qui a Berlino è iniziata quando
    abbiamo dovuto trovare delle comparse
  243. che avessero barbe belle grandi
  244. e che volessero sottoporsi
    a tutto il trucco e parrucco.
  245. Sul set ridevamo perché
    gli uomini avevano bisogno
  246. di più trucco e parrucco
    delle donne.
  247. - La mia è cresciuta ormai.
    Non mi permettono di tagliarla.
  248. È un rito culturale
    molto complesso.
  249. Volevamo riprodurlo bene.
    Ci sono moltissimi dettagli.
  250. Li sto disponendo tutti
    in base a sesso ed età,
  251. oltre che alla relazione immaginaria
    con la sposa e lo sposo.
  252. C'è una sorta di sistema.
  253. Festeggiano con gran pompa.
  254. È un momento di grande gioia
    per la famiglia
  255. ma non necessariamente
    la dimostrano
  256. come avviene in altre comunità.
  257. Ho pagato tutto io.
  258. Quindi deve andare
    tutto bene per forza.
  259. Controllo tutti,
    i comportamenti di tutti.
  260. Mi sto divertendo,
    ma senza esagerare.
  261. Era fondamentale per noi
  262. azzeccare il giusto tono
    con il matrimonio.
  263. Avevamo pure
    un centinaio di comparse.
  264. Costumi.
  265. Beh, la prima sfida,
    la più grande,
  266. è stata girare tutto
    in due giorni. [Risate]
  267. È stato il nostro grande
    momento hollywoodiano.
  268. Faceva caldissimo
    mentre giravamo.
  269. Purtroppo per tutte le comparse
    e gli attori,
  270. indossavano tutti quegli abiti,
    e il trucco e le parrucche
  271. con 40°C lì.
  272. - Tutti i giorni sul set
    è così. È normale.
  273. - Ci sono abituato.
    - Perché lui è il re, e fai...
  274. Fa caldo là dentro.
  275. Troppo caldo.
  276. Non rimandatemi
    là dentro, per favore.
  277. Abbiamo avuto una costumista
    straordinariamente brava, Justine Seymour.
  278. Ha lavorato in tutto il mondo.
  279. È estremamente flessibile.
  280. Non è stato affatto facile,
    perché la maggior parte dei vestiti
  281. qui non si trova, per cui
    abbiamo comprato qualcosa a Williamsburg.
  282. Indossano questi cappelli di pelo
    chiamati shtreimel.
  283. Non potevamo permetterceli.
    Ognuno costa più di €1000.
  284. Ognuno è fatto
    con la pelliccia di sei visoni,
  285. e a noi non pareva necessario.
    Ce ne servivano molti.
  286. E allora una compagnia teatrale di Amburgo
    li ha fatti con pelliccia finta.
  287. Nessun visone è stato maltrattato
    durante le riprese di questo spettacolo.
  288. Ora sto spruzzando
    e lisciando lo shtreimel
  289. per schiacciare il pelo
    e farlo sembrare più vero e lucido.
  290. Dovevamo adattarli, sistemarli
    per ogni singolo attore, sì.
  291. Anche per tutte le comparse.
  292. C'è una tenda laggiù
    che è piena di shtreimel.
  293. La chiamiamo
    la nostra tenda di shtreimel.
  294. Il responsabile del reparto
    trucco e acconciature, Jens,
  295. è riuscito a creare dei payot così come
    non li avevo mai visti sullo schermo.
  296. Indubbiamente, i migliori payot
    che abbia mai visto.
  297. È curioso.
  298. Ieri ci siamo sbellicati dalle risate
  299. quando c'erano 150 ebrei ortodossi fuori,
    era una bella scena.
  300. Ho sentito:
    "Toh! Gli ebrei di nuovo a Berlino!"
  301. [Musica]
  302. BERLINO
  303. Si parla sempre di cercare
    di rappresentare la realtà nei film.
  304. Non c'è niente di più reale
    della diversità.
  305. Basta solo camminare
    per strada.
  306. Per quanto riguarda Berlino,
    volevamo ricreare una leggerezza
  307. molto vivace
    nell'architettura scelta.
  308. Siamo tornati nella
    Berlino dell'ovest.
  309. Sai, con zone e posti piccoli,
    un certo tipo di architettura
  310. che è stata costruita
    negli anni '70 e '80.
  311. Volevo trovare posti
    con spazi più aperti,
  312. con un po' più di ritmo.
  313. Silke ha scovato un posto incredibile,
    proprio accanto alla Philharmonie.
  314. Nessuno aveva mai girato lì
    ed era il posto perfetto.
  315. Era per l'accademia di musica,
    è stato costruito negli anni '60.
  316. Doveva essere un tipo di architettura
  317. più leggera, aperta, da dopoguerra.
  318. Che parlasse di comunicazione,
  319. che parlasse di basse gerarchie,
  320. il tutto riflesso nell'architettura.
  321. Abbiamo creato la nostra
    accademia di musica
  322. dove ebrei e musulmani
    suonano insieme.
  323. C'è anche questo strano
    paradosso post-coloniale, no?
  324. Cioè, perché mai persone
    dal Medio Oriente
  325. dovrebbero suonare musica tedesca?
  326. Questo insolito avvicinamento
    tra due mondi inattesi
  327. riflette perfettamente lo spirito
    del progetto, sotto tutti gli aspetti.
  328. L'idea di questa accademia di musica è
    che musicisti di talento da tutto il mondo
  329. si riuniscano per suonare
    ciascuno il proprio strumento.
  330. [Musica strumentale]
  331. Avevamo un'ambizione col progetto:
  332. ci piaceva l'idea di mostrare
    una versione di Berlino
  333. piena di musica,
  334. che unisse musica dal passato,
    con giovani del futuro,
  335. in questo incredibile contesto.
  336. C'è una sorta di percorso indietro
    nella storia in questo progetto.
  337. Abbiamo una protagonista ebrea
  338. che, per scappare ai confini
    della sua stessa vita,
  339. ritorna là dove ha origine
  340. il trauma della sua comunità.
  341. - Vedi quella villa?
  342. - La conferenza in cui i nazisti
    decisero di uccidere gli ebrei
  343. nei campi di concentramento
    si è tenuta nel 1942 in quella villa.
  344. - E voi nuotate in questo lago?
  345. - Beh, un lago non è altro che un lago.
  346. Ovviamente, vederla
    confrontarsi
  347. col nostro mondo,
  348. ci fa anche riflettere
    sul nostro stesso mondo.
  349. Girare una serie
    in yiddish a Berlino,
  350. che, ironicamente, è diventata
    una sorta di nuova diaspora,
  351. nel senso che ci sono
    tutti questi giovani ebrei israeliani
  352. ed ebrei statunitensi
    che tornano a Berlino
  353. - ed è un movimento, eh,
    non la storia di una sola persona -
  354. diciamo che è calzante.
  355. Ha senso che sia questo
    il posto in cui riscoprire questa lingua
  356. fuori da un contesto religioso.
  357. Ci sarà quindi arte in yiddish.
  358. Sì, c'è il teatro in yiddish, certo,
  359. ma una vera e propria serie
    di Netflix in yiddish?
  360. Beh, è incredibile.
  361. Vedete, Berlino non nasconde
    affatto il trauma subìto.
  362. È quello che rende la città
    così rozza e interessante.
  363. Esty arriva
    e fa lo stesso in città:
  364. intensifica quegli strati
  365. Questo era molto importante per noi:
    chiudere quel cerchio.
  366. Come diciamo in tedesco,
    "den Kreis schliessen"
  367. [Musica strumentale]